Recensione di Matrix, tra i principali film di fantascienza statunitensi. Realizzato nel 1999 dalle sorelle Wachowski, è stato recentemente distribuito in 4K.
Matrix è il primo film della quadrilogia composta da Reloaded, Revolutions e Resurrections, della quale è in arrivo un quinto capitolo. Ispirato dal romanzo di Lewis Carroll Alice nel paese delle meraviglie, il film delle sorelle Wachowski è tra le principali opere cyberpunk degli Anni Novanta.
La trama
Thomas Anderson (Keanu Reeves) è un programmatore di software, che nelle ore notturne ‘arrotonda’ lo stipendio lavorando come hacker. Viene condotto da Trinity (Carrie-Anne Moss) al cospetto di Morpheus (Laurence Fishburne), un altro criminale. Morpheus rivela a Thomas di essere prigioniero di una simulazione. Questa simulazione è stata sviluppata dalle macchine, dopo aver sconfitto gli umani in una guerra planetaria, per tenerli sotto controllo e potersi così nutrire della loro energia vitale. Thomas, il cui nome viene cambiato in Neo, verrà introdotto da Morpheus in una resistenza, finalizzata a liberare l’umanità.
Recensione di Matrix, il film delle sorelle Wachowski
Matrix è un cult del cinema fantascientifico. Le sorelle Wachowski hanno condensato in poco più di due ore elementi derivanti da diverse scuole filosofiche, principalmente di matrice teologica ed esistenzialistica. Sono presenti anche riflessioni legate alla controcultura degli Anni Novanta, riguardanti soprattutto l’opposizione al controllo di massa, nonché riflessioni sull’Intelligenza Artificiale. Queste ultime, oggi, appaiono quasi profetiche. Dal punto di vista registico e interpretativo, però, il film è invecchiato male; sono infatti presenti elementi che, allo spettatore contemporaneo, possono apparire eccessivamente cartooneschi, pur se coerenti con la cultura geek degli Anni Novanta.
Il messaggio del film condensato nei titoli di coda
Matrix è un’opera profondamente politica, il cui messaggio emerge esplicitamente dal finale.
Adesso appenderò il telefono, e farò vedere a tutta questa gente quello che non volete che vedano,
afferma Neo, rivolgendosi alle macchine.
Mostrerò loro un mondo senza di voi, un mondo senza regole e controlli, senza frontiere e confini; un mondo in cui tutto è possibile. Quello che accadrà dopo dipenderà da voi e da loro.
Prende quindi il via Wake Up!, brano dei Rage Against the Machine. Questo brano, radicalmente connesso al film delle sorelle Wachowski, riflette su un ‘impero del male’, e su coloro che sono caduti nel tentativo di contrastarlo. L’interpretazione del singolo lascia quindi spazio a un parallelismo tra mondo delle macchine e capitalismo della sorveglianza.
Eredità politica di Matrix
Man mano che le macchine, per mezzo dell’Intelligenza Artificiale (esplicitamente chiamata in causa dal film), imparano ad agire come esseri umani, la gestione della conoscenza umana si fa più complessa. I processi avviatisi negli ultimi decenni hanno portato al già citato capitalismo della sorveglianza, così chiamato da Shoshana Zuboff in un saggio del 2019. “Matrix è ovunque”, afferma Morpheus quando fa la conoscenza di Neo; e in un mondo dove ogni azione è tracciata da strumenti digitali, come gli si potrebbe dar torto? Le nuove tecnologie, come dimostrato dallo scandalo di Cambridge Analytica, hanno oggi il potere di annichilire il libero arbitrio individuale, facendolo appaltare all’interesse delle grandi corporation.