Matthew Lillard: il celebre artista, volto iconico di molti titoli di grande successo, ha di recente parlato delle sue difficoltà ad inserirsi a Hollywood.
Matthew Lillard, attore di spicco del panorama cinematografico internazionale e globale, ha parlato di come sia complicato restare sul pezzo in questo mestiere.
Matthew Lillard, le difficoltà affrontate
L’artista afferma che Hollywood non lo capisce.
Ancora oggi lotto per trovare lavoro.
La star di Scream racconta di quando viveva con Paul Rudd agli inizi della sua carriera.
Le sue dichiarazioni
Svolge questa professione da più di trent’anni, eppure non si sente ancora compreso del tutto.
Questa la sua risposta alla domanda se si senta o meno preso in considerazione:
No, non proprio. Penso che le persone che mi conoscono, le persone con cui ho lavorato, pensino: Oh, capisco. Capisco il valore. Capisco gli aspetti intangibili. Ma penso che Hollywood cerchi …cerchi una star del cinema. Cerchi il fascino.
Lillard nella sua carriera ha vestito i panni di personaggi secondari in lungometraggi come Scooby-Doo, Paradiso amaro, The Perfect Score. In campo televisivo, è apparso in diverse serie, da Twin Peaks a Bosch, da Good Girls alla nuova serie TV Carrie.
In un certo senso vogliono rinchiuderti in una bolla, no? O etichettarti. Io non mi sono mai sentito a mio agio in quella piccola bolla perfetta. Sono sempre stato un pò eccentrico, un pò goffo, pieno di energia. Sono divertente e sciocco e allo stesso tempo so recitare in ruoli drammatici, e non sanno davvero dove collocarmi.
Nonostante ciò, continua a tenere duro per procurarsi i ruoli, dal momento che risulta molto apprezzato tra il pubblico e gli spettatori a casa. Tuttavia, non gli viene riconosciuto il suo reale valore, secondo le sue valutazioni.
Recito in questi grandi film, ma nessuno mi associa mai alla grandezza. Associano la grandezza a qualcun altro. Onestamente, non è che mi lamenti, ma ci penso. Mi chiedo: perchè non ho mai avuto l’opportunità di essere il protagonista di un film da 20 milioni di dollari, o qualcosa del genere?
E non perchè non fossi popolare o non avessi le capacità. Era perchè non mi capivano, o non mi vedevano come quel tipo, e vabbè.
Afferma però di sentirsi grato, dal momento che ora, 56enne, rispetto alla sua gioventù, è consapevole di quanto sia fortunato a poter lavorare così tanto. Non si preoccupa nemmeno più della continua concorrenza.
Ho vissuto con Paul Rudd per due anni. Sono sempre stato nell’ombra di Paul Rudd, non importa quanto fossi diventato famoso. Pensavo: Oddio, Paul Rudd è dieci volte più famoso di me. E io ho uno spirito competitivo.
Devi avere quella mentalità competitiva. Voglio dire, non entri nell’NBA con l’intenzione di essere quello in panchina che non gioca mai. Quindi, per molto tempo, ho avuto molta difficoltà a competere con gli altri, nella mia stessa ossessione.
Carrie sarà presto visibile su Prime Video dal 7 ottobre. Lillard ha anche partecipato a Behemoth, nella parte del co-protagonista, nel film con Pedro Pascal, Olivia Wilde e Will Arnett.