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Michael Bay gira già il film sulla guerra in Iran
Michael Bay dirigerà per Universal un film su Operation Epic Fury, missione di salvataggio in Iran. Hollywood ha già trovato la sua esplosione patriottica.
Michael Bay ha trovato il suo prossimo campo minato: l’operation Epic Fury. Universal Pictures e il regista di Armageddon, Pearl Harbor e Transformers stanno lavorando a un film sulla missione di salvataggio di due militari americani caduti in Iran durante gli attacchi dell’aprile 2026.
Il progetto, ancora senza titolo, sarà tratto da un libro di Mitchell Zuckoff, previsto per il 2027 da HarperCollins. Zuckoff è già un nome familiare nel cinema di Bay: da un suo libro era nato anche 13 Hours, il film del 2016 sull’attacco al compound americano di Bengasi.
Bay ha dichiarato che il film celebrerà “il vero eroismo e l’incrollabile dedizione” dei militari coinvolti. E già sembra di vedere il trailer in rallenty, il controluce, gli elicotteri, le bandiere, il sudore, le radio gracchianti e un’esplosione ogni volta che il copione arranca.
Operation Epic Fury, perchè la guerra è anche proprietà intellettuale
Iran, piloti abbattuti, missione di salvataggio, Donald Trump che definisce l’operazione una delle più audaci della storia americana: il punto è la velocità con cui un evento ancora bollente viene trasformato in materiale da grande studio cinematografico. La missione è di aprile 2026, il libro uscirà nel 2027, il film è già in sviluppo. E le Midterm Elections saranno a novembre 2026.
Trump, ai tempi, aveva sostenuto 13 Hours arrivando a noleggiare una sala per mostrarlo gratuitamente ai suoi sostenitori, nel 2016. E Bay, più di recente, ha diretto anche uno spot del Super Bowl per il Secret Service, raccontando sui social l’incontro con Trump davanti all’Air Force One come un momento “surreale”.
Operation Epic Fury è abbastanza recente da sembrare urgente, abbastanza militare da sembrare epica, abbastanza politica da fare rumore. Un F-15E Strike Eagle abbattuto sopra l’Iran, due membri dell’equipaggio separati in territorio nemico, il pilota recuperato entro poche ore, il secondo uomo braccato sulle montagne per quasi due giorni, mentre Washington muove elicotteri, caccia, rifornitori, droni, intelligence e operazioni di depistaggio.
I media americani lo hanno raccontato con un lessico che sembrava già pronto per il trailer: “air armada”, “deep in enemy territory”, “daring rescue”, tecnologia segreta della CIA, iraniani confusi da false piste, un uomo ferito nascosto tra le rocce, il presidente che annuncia “WE GOT HIM!”. La televisione, in questi casi, non si limita a riferire la guerra: la monta, la illumina, la sonorizza, la trasforma in racconto prima ancora che arrivi uno sceneggiatore.
Michael Bay torna al suo habitat naturale
Il rischio è che Hollywood trovi il lavoro già mezzo fatto, perché la materia filmica nasce oramai nel modo in cui la cronaca viene spettacolarizzata in tempo reale, e non rimane che acquistare una storia che i media hanno già reso epica, compressa, vendibile.
Dopo Ambulance, thriller d’azione con Jake Gyllenhaal uscito nel 2022 e un risultato al botteghino piuttosto modesto per gli standard del regista, Bay rientra nella zona che conosce meglio: uomini sotto pressione, mezzi militari, catastrofi, senso del dovere urlato sopra il rumore delle pale.
Bay ha un talento reale per trasformare il caos in energia visiva, per far sentire allo spettatore il peso fisico delle macchine e la vertigine della velocità. Il suo cinema, studiato spesso come estetica dell’eccesso, vive di camera mobile, angolazioni spinte, ralenti, passaggi aerei, corpi schiacciati dentro sistemi più grandi di loro.
Una storia ancora così vicina alla cronaca avrebbe però bisogno anche di attrito, distanza, dubbi, responsabilità. Avrebbe bisogno di tempo, necessario a distinguere il fatto dalla versione ufficiale, la missione dalla sua mitologia. E allora la domanda è: Operation Epic Fury racconterà la complessità di un’operazione militare o diventerà un santino patriottico con budget da kolossal?
Con Michael Bay, di solito, la risposta arriva in formato IMAX. E fa molto rumore.