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Minotaur di Zvyagintsev trionfa al Sydney Film Festival
La giuria premia Minotaur di Zvyagintsev per forza visiva e coraggio politico: il regista russo ringrazia e rilancia il valore civile del cinema.
Minotaur è il grande vincitore del 73° Sydney Film Festival. Il film di Andrey Zvyagintsev, già premiato con il Grand Prix a Cannes, ha conquistato il Sydney Film Prize, riconoscimento da 60.000 dollari australiani assegnato alle opere considerate più audaci, innovative e coraggiose.
Il thriller, ambientato nella Russia contemporanea, conferma la forza di un autore capace di intrecciare tensione privata e lettura politica.
Minotaur: quando il thriller diventa ferita politica
Minotaur racconta una società sotto pressione, attraversata da paura, controllo e abuso di potere. Proprio questo sguardo duro e cinematografico ha convinto la giuria internazionale, presieduta dal regista brasiliano Kleber Mendonça Filho, che si espressa con queste parole:
“Questo è un film su qualcosa che purtroppo non passa mai di moda: il potere usato per schiacciare le persone. E tutto è fatto in un modo che sembra fortemente hitchcockiano, fortemente cinematografico. Il Sydney Film Prize va a questa cronaca della Russia contemporanea, Minotaur di Andrew Zvyagintsev.”
Il premio arriva al termine di un’edizione record del festival, chiusa allo State Theatre dopo 12 giorni di proiezioni, incontri e anteprime internazionali.
Il labirinto del potere per Zvyagintsev
Zvyagintsev, ritirando il premio di persona, ha dato alla vittoria un tono particolarmente intenso. Le sue parole sono state:
“Vorrei ringraziare la giuria per questa decisione, perché questo film significa molto per le persone che in questo momento stanno attraversando un periodo difficile in Russia. La lingua russa è in difficoltà. Questo film è molto importante per loro”.
Aggiungendo:
“Grazie al pubblico. Grazie al meraviglioso State Theatre e grazie agli organizzatori del Sydney Film Festival”.
Il successo di Minotaur rafforza il percorso internazionale di Zvyagintsev, già autore di titoli come Il ritorno, Leviathan e Loveless. La sua nuova opera conferma una poetica fondata su immagini potenti, tensione morale e attenzione alle fratture della società russa contemporanea.
Con questa vittoria, Minotaur non entra soltanto nell’albo d’oro del Sydney Film Festival: si impone come uno dei film che meglio raccontano il nostro presente, dove la paura è politica, il controllo è quotidiano e il cinema resta uno degli ultimi spazi per guardare il potere negli occhi.
