Peter Sarsgaard: un appello politico al KVIFF
Peter Sarsgaard ospite al festival di Karlovy Vary in Repubblica Ceca, lancia un appello politico: “I veri nemici sono le forze che ci dividono”.
Durante la cerimonia di apertura della 59ª edizione del Karlovy Vary International Film Festival (KVIFF) nella repubblica ceca, il cinema ha incontrato la politica. I due ospiti d’onore della serata, Peter Sarsgaard (Blue Jasmin, Presunto Innocente, The Batman) e Vicky Krieps (Il filo nascosto, The dead don’t hurt), hanno usato i loro discorsi di ringraziamento per riflettere sul ruolo degli stati uniti nel mondo e sulle barriere, fisiche e ideologiche, che frammentano le società.
il discorso di Peter Sarsgaard al KVIFF
Sarsgaard, protagonista del recente film September 5 di Tim Fehlbaum, ha ricevuto il President’s Award del KVIFF, accolto da una lunga standing ovation. Nel suo discorso, ha sottolineato quanto la creazione cinematografica sia un atto collettivo: “fare un film è un’azione collettiva, e sono orgoglioso di parte del mio lavoro, forse non di tutto, ma ogni attore vi dirà che il buon lavoro è possibile solo in un ambiente che lo sostiene. non si può andare avanti da soli.”
Poi ha allargato la riflessione a un piano più ampio, riferendosi all’attuale situazione politica statunitense: “Il mio paese si sta ritirando dalle sue responsabilità globali e cerca di procedere in solitaria, ma nel farlo si divide anche internamente, per politica, genere, sessualità, razza, persino tra ebrei a causa della guerra” (sua moglie Maggie Gyllenhaal, è di origine ebraica).
“Quando c’è un nemico comune, non si può affrontarlo da soli. I veri nemici sono le forze che ci dividono, che ci isolano come individui, e sappiamo tutti chi sono. L’azione collettiva è l’unica via possibile, sia nell’arte che nella nostra felicità. quindi grazie: senza di voi, non ce l’avrei fatta” ha aggiunto Sarsgaard.

Vicky Krieps: “I film possono superare i confini”
Anche Vicky Krieps, premiata con lo stesso riconoscimento, ha parlato dell’importanza del cinema come strumento di connessione: “Se non vengono manipolati, i film possono superare i confini e trasmettere messaggi potentissimi. non chiedono passaporti, né da dove vieni, quanti soldi hai, o se sei cool oppure no. Io non sono mai stata cool, mai, ma i film ci offrono uno spazio per sognare e sperare e allora dobbiamo provare a salvare il cinema, perché possa continuare a esistere e a diffondere parole d’amore, pace e, soprattutto, perdono.”
Dopo i discorsi di Sarsgaard e Krieps si è dato il via al Festival ceco con un messaggio forte e chiaro: l’arte, e in particolare il cinema, può essere un atto politico e collettivo, capace di contrastare le divisioni e costruire ponti dove altri impongono confini.
