IA Ava DuVernay la difende

Pro o contro l’IA? Ava DuVernay la difende

IA, Ava DuVernay spiega perché ha utilizzato l’intelligenza artificiale in 14th, il documentario sul XIV emendamento USA in arrivo su Netflix.

L’IA ha una nuova sostenitrice: Ava DuVernay, regista candidata all’Oscar per 13th e Selma, ha scelto di sperimentare questi strumenti nel suo nuovo documentario, 14th.

L’utilizzo dell’IA per animare alcune fotografie d’archivio ha suscitato critiche online, alle quali la filmmaker ha risposto durante l’AFI Fest, illustrando le ragioni alla base della sua decisione.

IA, Ava Du Vernay ha scelto di usare l’intelligenza artificiale per 14th

Il documentario 14th approfondisce il XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, concentrandosi in particolare sul principio della cittadinanza per diritto di nascita e sulle controversie politiche che lo riguardano. Per ricostruire il contesto storico, DuVernay ha scelto di animare alcune fotografie d’archivio di pubblico dominio attraverso l’intelligenza artificiale.

La regista ha difeso questa scelta durante un’intervista a The Hollywood Reporter, sottolineando come le tecnologie digitali siano ormai integrate in numerose fasi della produzione cinematografica, dalla post-produzione sonora al montaggio, fino alla correzione del colore.

Gli strumenti che gli artisti utilizzano per realizzare gli effetti di parallasse e le animazioni nei film incorporano questa tecnologia, così come Pro Tools per il suono, Avid per il montaggio e Resolve per la color correction.

Secondo Ava DuVernay, è arrivato il momento di affrontare con consapevolezza il ruolo dell’intelligenza artificiale all’interno dei processi creativi.

La regista ha inoltre precisato che l’obiettivo non era creare immagini false o riprodurre artificialmente l’identità di persone reali.

Non l’abbiamo utilizzata per inventare una persona, creare un avatar o imitare la voce di qualcuno facendogli dire cose che non ha mai detto.

L’intento era invece quello di rendere più coinvolgenti alcuni materiali storici. Stando alle testimonianze raccolte dalla regista, l’animazione delle fotografie avrebbe contribuito ad avvicinare gli spettatori al periodo raccontato. DuVernay ha invitato il pubblico a guardare il documentario prima di formulare un giudizio sul metodo utilizzato.

IA Ava DuVarney al lavoro su 14th, dopo il documentario 13th

IA Ava Du Vernay, da 13th a 14th

Il nuovo lavoro arriva dieci anni dopo 13th, documentario del 2016 candidato all’Oscar che esaminava il sistema carcerario statunitense e le disuguaglianze razziali attraverso una riflessione sul XIII emendamento, quello che abolì la schiavitù negli Stati Uniti, fatta eccezione per la punizione di un reato.

Ava DuVernay ha precisato che 14th non nasce come seguito diretto del precedente film. L’idea di concentrarsi sul XIV emendamento è maturata osservando il dibattito politico sulla cittadinanza per nascita e le iniziative dell’amministrazione statunitense volte a limitarne l’applicazione.

La regista ha raccontato di aver iniziato a valutare il progetto dopo aver ascoltato le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che durante la campagna elettorale aveva annunciato l’intenzione di intervenire sul principio dello ius soli negli Stati Uniti.

Non sapevo molto del XIV emendamento, ma sapevo che riguardava la cittadinanza per diritto di nascita. È stato allora che abbiamo iniziato a considerare la possibilità di realizzare questo film.

L’indagine si è poi ampliata quando la troupe ha approfondito le iniziative dell’amministrazione nei confronti dell’emendamento.

Quando abbiamo visto tutti i modi in cui l’attuale amministrazione stava cercando di attaccarlo, abbiamo capito che c’era molto altro da raccontare. Così abbiamo approfondito la questione, ed è questo che è diventato il film.

14th tra cinema, politica e nuove tecnologie

Con 14th, Ava DuVernay affronta una questione centrale nel dibattito contemporaneo: il rapporto tra diritti costituzionali, scelte politiche e tutela della cittadinanza. Al tempo stesso, il documentario riporta l’attenzione sull’impiego dell’intelligenza artificiale nel cinema, un tema che continua a dividere professionisti e pubblico.

La posizione della regista si concentra sulla distinzione tra l’utilizzo dell’AI come strumento per valorizzare materiali esistenti e il suo impiego per fabbricare contenuti ingannevoli. Una distinzione che, nel settore audiovisivo, solleva interrogativi sulla trasparenza, sull’autorialità e sui limiti etici della sperimentazione tecnologica.

14th uscirà in alcune sale statunitensi a partire dal prossimo 27 novembre. Il documentario arriverà poi su Netflix il 4 dicembre.