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Rebel Wilson

Rebel Wilson: continua la disputa legale contro MacInnes

Continua la battaglia legale di Rebel Wilson dopo il suo debutto alla regia. Scopriamo gli ultimi sviluppi dell’accesa disputa giudiziaria.

Nuovo capitolo nella controversia sul debutto alla regia di Rebel Wilson

La disputa legale ruota attorno a The Deb, film che ha segnato il debutto alla regia di Rebel Wilson. In seguito alla causa per diffamazione presentata da Charlotte MacInnes, star di The Deb, la Corte Federale d’Australia ha concluso che Wilson non ha diffamato la giovane attrice.

Elizabeth Raper, giudice australiana che si è occupata personalmente del caso, ha affermato che le prove fornite da MacInnes non sono sufficienti per dimostrare le sue accuse. Dunque non ci sarebbe stato alcun danno grave alla sua reputazione.

Charlotte MacInnes ha deciso di impugnare la decisione, aprendo un nuovo fronte nella vicenda giudiziaria.

L’attrice sostiene che la giudice Elizabeth Raper abbia commesso errori nella valutazione del caso e, per questo motivo, chiede che la sentenza venga riesaminata.

Il ricorso contro la sentenza della Corte Federale

D’altro canto, MacInnes e il suo team legale hanno presentato un ricorso di ben otto pagine, sostenendo che la giudice non abbia dato la giusta rilevanza ad alcune questioni centrali della controversia.

Secondo la difesa, inoltre, Wilson avrebbe fornito prove false e distrutto documenti rilevanti. Si tratta di accuse pesanti nei confronti dell’attrice australiana.

Rebel Wilson e le accuse legate ai social media

L’origine della causa risale a luglio del 2024. Secondo MacInnes, alcuni post pubblicati dalla star di Pitch Perfect sui social media avrebbero compromesso la sua reputazione.

Wilson aveva raccontato pubblicamente che la giovane attrice avrebbe vissuto una situazione di disagio con la produttrice Amanda Ghost, per poi fare marcia indietro dopo aver ricevuto delle proposte lavorative dalla stessa.

L’evento scatenante

Ghost e MacInnes avrebbero passato un pomeriggio insieme sulla spiaggia di Bondi, per fare un bagno insieme in un appartamento di Sydney. Entrambe affermano che non si è trattato di un incontro sessuale, ma Wilson afferma che MacInnes le aveva confessato che l’incidente l’avrebbe messa a disagio.

Secondo Rebel Wilson, MacInnes avrebbe ritirato la sua confessione per non compromettere la propria carriera professionale, mentre MacInnes ha sempre respinto questa ricostruzione, sostenendo di non aver mai modificato la propria versione dei fatti.

La Corte Federale australiana, tuttavia, ha stabilito che i post non avevano carattere diffamatorio e che non era stato dimostrato un danno concreto o grave alla reputazione dell’attrice.

La decisione della giudice Elizabeth Raper

Nel pronunciarsi sul caso, la giudice Elizabeth Raper ha ritenuto che Charlotte MacInnes abbia modificato nel tempo la propria versione dei fatti riguardo al disagio provato durante l’episodio di Sydney.

Pur evidenziando dubbi sull’attendibilità delle testimonianze rese da tutte le protagoniste della vicenda, ha concluso che il comportamento tenuto da Rebel Wilson sia coerente con la sua ricostruzione e con la documentazione prodotta.

Per questo motivo la Corte ha stabilito che i post pubblicati dall’attrice non fossero diffamatori.

Non solo Australia: Rebel Wilson in causa negli Stati Uniti

La vicenda giudiziaria che coinvolge Rebel Wilson si estende anche oltre i confini australiani. Infatti, i produttori di The Deb hanno avviato un procedimento presso la Corte Superiore di Los Angeles contro l’attrice australiana.

Secondo l’accusa, Wilson avrebbe agito per vendetta nei confronti della produzione dopo che le sarebbe stato negato il riconoscimento del credito come sceneggiatrice del film.

Non resta che attendere nuovi sviluppi di una controversia che continua a far discutere il mondo del cinema.