Stefania rocca l ora di tutti

Stefania Rocca presenta alla Festa del Cinema di Roma 2026 L’ora di tutti, il suo debutto alla regia

Stefania Rocca firma il suo primo lungometraggio da regista con L’ora di tutti, presentato il 20 ottobre alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public. Il film prende le mosse dall’omonimo romanzo di Maria Corti, pubblicato nel 1962, e rilegge il sacco di Otranto del 1480 sottraendolo alla ricostruzione storica tradizionale per trasformarlo in una storia sulla scelta tra obbedienza e libertà.

Protagonista è Alice Pagani nei panni di Idrusa, una giovane donna che ha già infranto le regole della comunità prima che la guerra costringa l’intera città a decidere fino a dove sia disposta a spingersi per non sottomettersi.

Accanto a lei compaiono, tra gli altri, Alessio Boni, Simone Coppo, Eleonora De Luca, Ignazio Oliva, Giulia Petrungaro, Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko. Il film dura 105 minuti ed è prodotto da Ora One Production e Louis Nero Film, in collaborazione con M74 e Rai Cinema e con il contributo del Ministero della Cultura.

L’ora di tutti: Stefania Rocca porta al cinema l’assedio di Otranto

La vicenda parte da una città di confine. Una flotta nemica si avvicina a Otranto, mentre le truppe incaricate della sua difesa si ritirano. Agli abitanti rimangono tre possibilità: fuggire, accettare le condizioni degli invasori oppure combattere.

Rocca sposta però il racconto dal terreno della battaglia a quello delle decisioni individuali. Idrusa è sposata con il pescatore Antonio ma si innamora del soldato spagnolo Manuel. Quando Antonio muore in mare e Manuel fugge insieme agli altri soldati, la giovane resta in una città che si prepara all’assedio.

Gli uomini salgono sulle mura trasformandosi in soldati, le donne cercano riparo nella cattedrale. Idrusa invece attraversa quella divisione, viola il coprifuoco e diventa progressivamente il collegamento tra i due fronti della città.

Alice Pagani è Idrusa, una ribellione prima della guerra

La scelta di mettere Idrusa al centro del film permette a Stefania Rocca di far coincidere due forme diverse di disobbedienza.

La prima precede l’invasione: Idrusa rifiuta il ruolo che la comunità ha stabilito per lei e cerca di decidere autonomamente della propria vita. La seconda riguarda invece l’intera città, che davanti al nemico deve stabilire cosa sia disposta a perdere pur di non arrendersi.

Nelle note di regia Rocca riassume il nucleo del film come il momento «in cui non è più possibile rimandare una scelta». L’interesse non è quindi stabilire soltanto chi combatte e chi fugge, ma osservare cosa succede quando scegliere diventa inevitabile.

Il parallelo è evidente: Idrusa si ribella ai codici della propria comunità, mentre quella stessa comunità, poco dopo, rifiuta i codici imposti dall’invasore.

Dal romanzo di Maria Corti a una guerra senza tempo

L’ora di tutti nasce dal romanzo pubblicato da Maria Corti nel 1962, una delle opere narrative più note della scrittrice e filologa italiana.

Rocca e Federico Calamante, che firmano la sceneggiatura, scelgono però di non costruire un film storico nel senso più convenzionale del termine. Il riferimento è il sacco di Otranto del 1480, ma il tempo del racconto viene deliberatamente reso meno definito.

È una scelta che sposta il film dalla cronaca di un singolo assedio verso una domanda più larga: cosa resta di una comunità quando le alternative disponibili sono tutte definitive?

La guerra diventa così meno importante come ricostruzione militare e più interessante come dispositivo che obbliga ogni personaggio a prendere posizione. La libertà individuale di Idrusa e quella collettiva degli abitanti di Otranto finiscono per essere variazioni dello stesso problema.

Il primo lungometraggio da regista di Stefania Rocca

Per Stefania Rocca, L’ora di tutti segna il passaggio alla regia di un lungometraggio dopo una carriera costruita soprattutto come attrice tra cinema, televisione e teatro.

Formatasi al Centro Sperimentale di Cinematografia e all’Actors Studio di New York, Rocca ha lavorato anche in produzioni internazionali e con registi come Anthony Minghella, Paolo e Vittorio Taviani, Gabriele Salvatores e Abel Ferrara, ottenendo nel corso della carriera candidature ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento. Prima di questo film aveva già sperimentato la regia attraverso cortometraggi e lavori teatrali.

Il debutto nel lungo arriva quindi con una scelta non particolarmente accomodante: un romanzo storico, un assedio, una protagonista che rifiuta l’ordine assegnatole e una comunità chiamata, improvvisamente, a fare lo stesso.

Perché nell’Ora di tutti il momento decisivo non coincide tanto con l’arrivo del nemico. Arriva un istante prima, quando non scegliere non è più una possibilità.

 

Stefania Rocca Festa Cinema Roma