The Captive's War: la serie sci-fi dai creatori di The Expanse

The Captive’s War: la serie sci-fi dai creatori di The Expanse

Alieni, imperi galattici e ribellioni: The Captive’s War, nuova serie Prime Video dai creatori di The Expanse, punta a diventare il prossimo cult sci-fi.

Se amate la fantascienza quella vera, fatta di civiltà aliene, imperi galattici e dilemmi morali che ti fanno venire mal di testa mentre esplode un pianeta sullo sfondo, probabilmente dovreste iniziare a segnare un titolo sulla vostra watchlist: The Captive’s War.

Prime Video sta infatti sviluppando una serie TV basata sull’omonima saga letteraria di James S. A. Corey, pseudonimo dietro cui si nascondono gli autori Daniel Abraham e Ty Franck, gli stessi responsabili di The Expanse. Il progetto nasce dal romanzo The Mercy of Gods (2024), bestseller del New York Times, seguito dalla novella Livesuit e da altri capitoli in arrivo nella trilogia.

Ma qui cambia tutto: niente più fantascienza “realistica” fatta di orbite e motori nucleari. Stavolta si passa alla space opera pura, con alieni davvero alieni e una civiltà galattica che tratta l’umanità come un curioso esperimento biologico. Prendete lo spirito di esplorazione cosmica tipico di Star Trek , aggiungete la geopolitica spaziale di Dune e la mucosa biotecnologia crostacea di District 9, e avrete un’ idea di The Captive’s War.

Un impero alieno biologico e molto poco democratico

La storia parte su Anjiin, un pianeta umano piuttosto tranquillo, finché non arrivano i Carryx, una civiltà aliena insettoide che conquista mondi e integra le specie sottomesse nel proprio impero.

E con “integra”, non si intende “accoglie con un buffet di benvenuto”. I Carryx funzionano come una specie di super-organismo biologico ispirato alle colonie di termiti o ai ratti talpa nudi: ogni specie conquistata viene inserita in una gerarchia rigidissima basata sulla sua utilità.

Gli umani non fanno eccezione. Alcuni vengono deportati per lavorare per l’impero, altri diventano semplicemente irrilevanti. La trama segue personaggi come Dafyd Alkhor, un ricercatore umano che deve capire come sopravvivere in una civiltà aliena immensamente più potente senza perdere la propria identità.

Il risultato è una fantascienza che gioca molto su sociologia, biologia evolutiva e psicologia delle civiltà. Gli stessi autori hanno spiegato che volevano raccontare cosa succede quando gli alieni vincono davvero, e gli umani devono imparare a sopravvivere dentro un impero che non li considera affatto speciali.

Insomma: meno eroi che salvano la galassia, più sabotatori di un impero dall’interno e insettoidi dissezionatori.

Captive’s War potrebbe raccogliere l’eredità di The Expanse

La cosa interessante è che dietro l’adattamento televisivo c’è praticamente metà del team creativo di The Expanse.

La serie sarà sviluppata da Amazon MGM Studios con lo showrunner Naren Shankar e il regista Breck Eisner, mentre Abraham e Franck saranno sceneggiatori ed executive producer attraverso la loro nuova società Expanding Universe.

Questo significa una cosa molto semplice: gente che sa come costruire un universo sci-fi credibile e gigantesco.

E ne avranno bisogno. L’universo di The Captive’s War include decine di specie aliene, tecnologie biologiche viventi, astronavi organiche e intere città extraterrestri che funzionano come ecosistemi viventi. Se la serie riuscirà a tradurre sullo schermo anche solo metà di questo worldbuilding, con The Captive’s War potremmo trovarci davanti a una nuova grande epopea sci-fi.

E se non succederà, poco male: l’universo è pieno di civiltà più intelligenti di noi. Prima o poi qualcuna racconterà meglio la nostra storia.