Mentre il reboot sviluppato da Ryan Coogler ha appena concluso le riprese dell’episodio pilota, Chris Carter lavora a una nuova director’s cut di X-Files: Voglio Crederci.
Himesh Patel, co-protagonista insieme a Danielle Deadwyler, ha confermato che le riprese del pilot del nuovo X-Files sono terminate, ma al momento la piattaforma Hulu non ha ancora ordinato una stagione completa.
Il progetto, prodotto da Onyx Collective, 20th Television e Proximity Media, riparte da due nuovi agenti dell’FBI assegnati a una divisione dimenticata, dedicata ai casi inspiegabili: evitando il confronto diretto con David Duchovny e Gillian Anderson, il reboot è in cerca di una propria identità.
La produzione ha però scelto di non tagliare i ponti con l’immaginario originale: il pilot è stato girato a Vancouver, luogo fondativo delle prime stagioni della serie, e Chris Carter partecipa come produttore esecutivo. Accanto ai protagonisti sono stati annunciati anche nomi importanti come Steve Buscemi, Ben Foster, Amy Madigan, Devery Jacobs, Lochlyn Munro e Tantoo Cardinal, segnale che Hulu sta trattando il progetto come qualcosa di più ambizioso di un semplice recupero nostalgico.
Chris Carter rimonta X-Files: I Want to Believe
X-Files: Voglio Crederci, secondo film cinematografico della saga, è rimasto per anni uno dei capitoli più controversi dell’universo creato da Carter. Uscito nel 2008, il film sceglieva di allontanarsi quasi del tutto dalla mitologia aliena per raccontare una storia più autonoma, sospesa tra indagine, fede, colpa e orrore psicologico.
Proprio questa natura laterale lo ha reso un oggetto difficile da collocare: troppo poco mitologico per chi cercava il grande ritorno di Mulder e Scully, troppo trattenuto per imporsi davvero come thriller horror. Carter ha però spiegato più volte di aver immaginato in origine un film più cupo e disturbante, poi ridimensionato per ottenere una classificazione PG-13 adatta anche a un pubblico più ampio.
La nuova director’s cut nasce quindi come tentativo di recuperare quella versione horror mancata, non una semplice edizione estesa, come quella già pubblicata all’epoca in home video. La “Carter Cut” era stata annunciata per Disney+ l’11 giugno 2026, ma l’uscita è poi slittata per aggiustamenti dell’ultimo momento e non risulta ancora una comunicazione chiara per il catalogo italiano.
Un ponte narrativo e simbolico, tra rilancio e memoria del franchise
Se il reboot di Coogler prova a spostare X-Files in avanti, affidando il seminterrato dell’FBI a nuovi agenti e a una sensibilità contemporanea, la director’s cut di Voglio Crederci, invece, tenta di correggere una frattura rimasta aperta nella storia del franchise: non è detto, però, che questa sia soltanto un’operazione di recupero. Potrebbe anche servire a rimettere in circolo elementi, temi e atmosfere capaci di creare un filo conduttore con il nuovo corso immaginato da Coogler.
È una combinazione significativa, perché racconta bene la condizione attuale di molti marchi storici: non basta più riattivarli, bisogna anche negoziare con la loro memoria. La serie originale non era soltanto un procedural paranormale, ma un modo di raccontare la paura americana prima che il complotto diventasse rumore quotidiano, linguaggio dei social e materia politica permanente.
La vera sfida, allora, non sarà soltanto riportare in scena casi inspiegabili, creature nell’ombra e cospirazioni governative. Sarà capire se X-Files può ancora generare inquietudine in un presente che sembra aver assorbito molte delle sue ossessioni. Coogler dovrà dimostrare che il mito può continuare senza Mulder e Scully; Carter, al contrario, proverà a dimostrare che persino un film di quasi vent’anni può nascondere una verità rimasta là, fuori dal montaggio.