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Festa del Cinema 2026: Il ministero dell’amore, la recensione

Festa del Cinema 2026: Il Ministero dell’amore la recensione della nuova commedia di Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico con Pif e Alessandra Mastronardi.

Il ministero dell’amore è la nuova commedia firmata da Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico e presentata alla Festa del Cinema di Roma 2026, che affronta il rapporti tra sentimenti e razionalità come una divertente metafora politica. Con Pif e Alessandra Mastronardi, i due autori tornano sul grande schermo dopo 12 anni da Ogni maledetto Natale.

Noi l’abbiamo visto in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, ecco a voi la recensione.

Festival Cinema Roma 2026: Il ministero dell’amore, la trama

Aldo (Pif) è un brillante cronista parlamentare immerso nel caos della politica romana. Ma mentre si muove tra i corridoi del potere, dentro di lui opera un singolare Consiglio dei Ministri, incaricato di governare emozioni e decisioni attraverso decreti e leggi dell’anima. Quando la relazione con Claudia (Alessandra Mastronardi) entra in crisi, anche il suo personale Governo Aldo rischia di crollare, dando vita a un confronto surreale tra ragione, sentimenti e contraddizioni umane. 

Il ministero dell’amore, la recensione

Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico riportano sullo schermo buona parte del cast di Ogni Maledetto Natale e di Boris, assicurandosi qualche risata solo per i veri amanti della serie.

I due autori dimostrano ancora una volta di saper farci ridere con una scrittura davvero brillante. Dentro al protagonista è presente un intero Consiglio dei Ministri, con tutti gli addetti al lavoro del caso; dal ministro degli esteri a quello della cultura, ma sono presenti anche quello dell’amore e dei sensi di colpa.

Il Presidente del Consiglio è un divertentissimo Corrado Guzzanti, a cui è affidato il compito velatissimo di qualche critica politica. Senza essere didascalici o ricorrere a umorismo scadente, Il ministero dell’amore è una commedia perfettamente riuscita che ci da modo di credere che le vocine che sentiamo dentro di noi siano vere.

Per il protagonista è più facile, e per molti di noi, credere che le colpe di tutti i disastri che combina siano affidati a qualcos’altro, a una voce onnipresente al suo interno che muove i suoi gesti e i le sue parole. Il ministero dell’amore è un Inside Out ben riuscito, anche più di Follemente. Le voci all’interno della testa prendono le sembianze di vere e proprie persone, con l’aspetto di una certa classe politica, che anche in questo caso non sembra fare totalmente gli interessi del proprio cittadino.

Ridurlo a una semplice riflessione sulle emozioni umane è svilente, il film è pieno di critiche politiche e di frasi fatte e modi di fare tipicamente italiani, forse troppo italiani, citando Boris. Nella testa di Pif la democrazia assoluta non esiste, si fanno i rimpastini di governo per permettere a tutti di governare  in campo larghissimo. Queste situazioni a vederle nella testa di Aldo ci sembrano surreali, sono invece troppo comuni ai nostri occhi.

Conclusioni

Il ministero dell’amore è una commedia perfettamente riuscita, Ciarrapico e Vendruscolo ci ricordano che in Italia siamo ancora in grado di fare una commedia raffinata e di essere in grado di fare film politici. Dopo essersi addentrati nella rappresentazione, estremamente veritiera, del set cinematografico con Boris e aver raccontato le contraddizioni delle tradizioni con Ogni maledetto Natale, i due autori tornano sullo schermo con un’opera che parla delle contraddizioni delle emozioni umane ma parla anche di politica e in modo estremamente raffinato.

Il film vi aspetta su Prime Video dal 18 dicembre.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
3.8
★★★⯨★