Domani interrogo, la recensione su Almanacco Cinema

Domani interrogo, ma è sempre adesso

Domani interrogo, il film di Umberto Carteni, è ispirato ad una storia vera, capace di farti emozionare e tifare per la promozione di tutti gli alunni del 5ºA.

Domani interrogo, la trama

Il film Domani interrogo, o meglio, il cinema secondo Umberto Carteni tratto dall’omonimo romanzo di Gaja Cenciarelli è nelle sale italiane per conquistare lo spettatore con la sua narrazione cupa e solitaria. È proprio con quest’ultimo aspetto che inizia il film: mostrandoci la vita condotta in silenzio di chi abita sola. È la nuova professoressa di inglese ad essere la protagonista; la stessa donna che presto prenderà a cuori tutti gli alunni della sua classe 5ºA di un liceo a Rebibbia.

È l’allerta, non il benvenuto, ciò che le danno i docenti quando mostrano l’istituto alla nuova professoressa di inglese, interpretata da Anna Ferzetti. La prof crede nella vita che sta conducendo ed i valori che sta insegnando, infatti cerca sempre e comunque di allontanare i suoi alunni da quel giro di spaccio in cui sono coinvolti in molti. Purtroppo ciò che riceve in cambio sono solo altre minacce e il malcontento dei suoi colleghi che la vedono come “la mamma” della situazione.

Il film tratta tematiche importanti, come la vita di strada e le sue conseguenze. Non è solo lo spaccio a causare problemi o l’uso di droghe in se, bensì, il problema è: non metterci cuore e mente nelle situazioni, non farsi domande, smettere di dar fiducia alle persone. Un’altra scena mozzafiato: la musica in sottofondo che cresce di intensità e volume, una macchina che corre e la difficoltà di aprire un barattolo; la caduta del barattolo e il vetro in frantumi, il rombo della macchina smette di sentirsi, la musica cessante apre al pubblico l’intuizione: qualcosa è successo. Qualcosa di inspiegabile all’apparenza, anche dalla protagonista stessa; per questo si reca dal suo vecchio maestro: per attingere nuovi insegnamenti.

Si sente sola e sconsolata, e qui le parole della sua guida si rivelano illuminanti: “Non si può vincere con tutti”. Ed infatti, ecco che arrivano le prime sconfitte: si aprono nuovi scenari segnati da emozioni complesse quali le lacrime, seguite da una musica d’orchestra che attraverso note superiori preannunciano la perdita dell’alunno più vivace che restato coinvolto in una sparatoria. Il rimbalzo della palla da basketball, forte e rimbombante: una cambio di scena profondo e repentino, il 5ºA che finalmente giunge al termine del trimestre si prepara ad affrontare gli esami di Stato. L’intera classe resta vuota perché sono tutti dalla professoressa d’inglese a festeggiare con pizza e birra. Insomma, quell’amatissima prof che riesce a farsi spazio nel cuore di ogni alunno, scava anche nelle nostre coscienze e ci fa pensare: l’avessi avuta anch’io una prof così.

Qualora non si fosse capito, quella di Domani interrogo è una storia vera. Chiunque all’interno di quel 5ºA: le giovani ragazze, il poeta, gli spacciatori, e altri alunni di rilievo, sono oggi degli adulti che hanno vissuto a loro modo quella sfide scolastiche di cui ancora oggi potremmo rabbrividire. Il film è emozionante e non serve una chiave di lettura sofisticata per capire che al regista le canne vanno bene ma chi le spaccio no (sballarsi quindi significa spegnere il cervello e le emozioni, come si lascia parlare a Zoe Masetti che interpreta Sofia). Attenzione a non piangere quando si giunge al termine della pellicola perché alla fine si intensifica molto il nocciolo della trama e lascia quel sorriso salato bagnarsi dalle proprie lacrime, così si dice addio a questo film: domani interrogo è: non altro che il sentimento umano manifestatosi in una classe in cui si faticava a parlare anche l’italiano, figuriamoci l’inglese!

Aspetti tecnici del film

Il regista non si fa attendere e gioca subito le sue carte migliori per tenere alta l’attenzione del pubblico: inquadrature coinvolgenti che si sommano allo zoom sul volto segnato da emozioni, e l’ottima interpretazione degli attori che riescono a riprodurre sguardi sconcertati dalla vita stessa che non sempre regala emozioni positive.

Nonostante questo dispiacere, qualche lacrima finisce per scorrere sul viso e si apprezza la capacità di saper trasmettere sentimenti attraverso una cinepresa: attraverso tutta l’empatia di quel momento, quei sguardi selettivi, commossi e a tratti veri, il film riesce a farti tornare proprio lì. Fra i banchi di scuola a vivere le vicissitudini di una classe più che disastrata direi destinata, su quei tratti che non tutti hanno il coraggio di cambiare: i legami con la droga.

L’inquadratura dinamica che si muove col personaggio che vuole raccontare il proprio futuro, viene raccontato in terza persona e mostrato nel presente, attraverso un’immagine in movimento ma bloccata staticamente sul volto, viene utilizzata molteplici volte per la descrizione futura che accadrà.

Un’altra carta vincente del regista è proprio aprire nuove scene di dialogo, attraverso l’inquadratura posizionata dietro la nuca del soggetto che lascia chi le sta davanti: il fulcro della scena. Poi è il turno del soggetto inquadrato “interiormente” ad intervenire, e attraverso un movimento morbido e quasi proibitivo all’interno della scena, egli riesce con successo a inquadrare il volto del soggetto, trasportandoti pienamente in quell’attimo intimo e riservato. 

Insomma, siamo arrivati all’ultima mano di questa splendida partita, vengono mostrate le carte e il regista ha appena vinto un premio che gli permetterà sicuramente di portare alto il suo nome.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
4
★★★★