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Scarpetta, la recensione su Almanacco Cinema

Scarpetta, la recensione della serie tv con Nicole Kidman

Scarpetta, nuova serie tv medical-thriller, è la risoluzione di un mistero cominciato 28 anni fa. Con Nicole Kidman come protagonista.

La serie tv originale Amazon Prime Video Scarpetta è ambientata a Nashville, negli Stati Uniti d’America, e si basa su due celebri romanzi di Patricia Cornwell. Si sviluppa in otto episodi che riassumono i due titoli romanzeschi Postmortem e Autopsy.

Scarpetta, la trama

La brillante patologa forense Kay Scarpetta (Nicole Kidman) è tornata a ricoprire il ruolo di capo medico legale. Nel suo lavoro, utilizza avanzate tecniche di medicina legale per indagare su omicidi complessi e dare voce alle vittime.
Durante la prima stagione dell serie, si trova a investigare su un misterioso omicidio che presenta inquietanti somiglianze con un caso irrisolto del suo passato. Mentre le indagini avanzano, emergono collegamenti tra i crimini attuali e una vicenda di quasi trent’anni prima, costringendo Scarpetta a confrontarsi con segreti personali, rivalità professionali e intricate relazioni familiari.

Scarpetta, la diegesi

La famiglia Scarpetta si farà strada fra incomprensioni e vicende familiari del tempo d’oggi e la rielaborazione del lutto attraverso l’IA è un aspetto odierno che viene trattato. Infatti la nipote Lucy, per rielaborare il lutto di sua moglie scomparsa, utilizza un software di intelligenza artificiale che si basa sulla ricostruzione facciale del soggetto, facendo assumere alla defunta l’aspetto, i caratteri e tutti i modi somiglianti della defunta. Ottimo lo spunto contemporaneo per continuare narrazioni e conversazioni e per mettere alla luce un aspetto della società di oggi. Metodologia però giudicata poco ortodossa da Dorothy sorella di Kay, madre di Lucy.

In questa serie, alcuni dialoghi restano in italiano nonostante la lingua originale, per onorare le radici italiane e dare spessore a personaggi americani dai linguaggi molto semplici. Grazie alla ricchezza del nostro vocabolario, concetti che in inglese suonerebbero piatti, come un rimprovero sull’essere troppo indulgenti, acquistano molta più forza educativa e lasciano agli spettatori americani un momento di italianità. È una scelta stilistica coraggiosa e patriota e trovo sempre esilarante sentire un americano che canta “Tanti auguri a te” nella nostra lingua.

Gli elementi true crime

Ci sono altri aspetti cinematografici che potrebbero far nascere tanto più interesse agli appassionati del genere true crime e dare alla luce un vero e proprio prodotto apprezzato. Preparatevi quindi alla visione di donne mutilate, immagini forti risalenti all’omicidio ricostruite attraverso la mente brillante di Scarpetta, il tutto rifinito da autopsie fatte sui corpi uccisi che non lasciano spazio a chi è debole di stomaco.

Quando proverete a risolvere il crimine insieme a Scarpetta notate bene i dettagli e chiedetevi con gran voce dentro di voi: di chi potrà essere mai quel penny che il killer lascia vicino al corpo della vittima come firma del suo passaggio? Ci sono molti serial killer che, per rendere notevole il loro passaggio ed acquisire fama all’interno della cinematografia, hanno bisogno di una firma per attestare il loro passaggio.

Certo, non è un’idea originale. Come non lo è neanche l’accanimento di Kay sul suddetto caso che porta avanti con gran fervore e dal quale, alla fine, finirà per essere sollevata. Ma, indovinate un po’: come da tradizione, la protagonista non si dà per vinta nonostante i bastoni fra le ruote e, trovatasi sola, riesce comunque a risolvere il caso scovando il colpevole.

Una serie tra romanticismo e tensione da giallo

A produrre la serie sono gli studi di Amazon MGM Studios e Blumhouse Television, che danno vita a un vero e proprio thriller coinvolgente, ricco di intense scene drammatiche. Il racconto è impreziosito da sfumature romantiche e immerso in un’atmosfera tipicamente “gialla”, che avvolge la serie in un costante senso di incertezza, accompagnando lo spettatore episodio dopo episodio nella ricerca della soluzione di un enigma.

Se per la mente la vicenda resta complessa a causa dell’incognita che circonda l’identità del serial killer, è nel finale che la storia si rivela pienamente: il colpevole tenta infatti un ultimo omicidio, questa volta diretto contro la protagonista, che lo inseguiva da anni.

Dopo la fuga e lo scontro con l’agente Kay, la tensione raggiunge il suo apice. Nel momento decisivo, mentre il sangue schizza dopo il violento colpo inferto con una mazza da baseball, la porta di casa si apre davanti a lei: un’immagine che chiude il sipario con un’espressione quasi di impossibilità, lasciando lo spettatore sospeso tra compimento e incredulità.

Scarpetta in sintesi

Scarpetta è una serie tv valida per uno di quei giorni che si passa a casa, compresa quella domenica che non si ha voglia di uscire. È consigliata per chi è solito accendere la tv in salotto e mettere come sottofondo qualche programma che riempie la giornata.

Non è certo un capolavoro di mistero-crime alla Sherlock Holmes, da portarsi a letto, a tavola e in qualsiasi altro momento perché difficile da distoglierne lo sguardo. Con Scarpetta, se ci si perde qualche scena perché costretti ad allontanarsi per un attimo, si possono seguire solo i dialoghi, non serve ritornare indietro col telecomando. È opportuno darle comunque una chance perché è una buona rappresentazione dei nostri tempi.

Domani stesso, però, ci sarebbe bisogno già di un’altra stagione dello stesso calibro perché fra una cosa ed un’altra, otto ore sono già trascorse.

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★
Emozioni
★★★
🏆 Voto Totale
2.8
★★⯨