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Kill Bill Volume 2, la recensione su Almanacco Cinema

Kill Bill Volume 2: la catarsi western di Tarantino

Kill Bill Volume 2 chiude il cerchio di sangue: la recensione del capolavoro western e logorroico di Tarantino.

Se il primo volume era un frenetico e iper-violento omaggio al cinema asiatico d’azione, questo secondo capitolo frena bruscamente, abbassando i ritmi per abbracciare l’estetica polverosa, riflessiva e logorroica dello spaghetti western. Quentin Tarantino trasforma la vendetta viscerale della Sposa (una monumentale Uma Thurman) in una complessa e dolorosa indagine sulle conseguenze morali della violenza, sostituendo gran parte dei fiumi di sangue finto con fiumi di parole magistralmente scritte.

L’incubo texano e la terra sulla bara

Il percorso della letale Black Mamba si scontra prima di tutto con l’umiliante e squallida realtà di Budd. Interpretato da un disilluso, imbolsito e tragico Michael Madsen, il fratello di Bill rappresenta il totale decadimento del mito dell’assassino, ridotto a fare il buttafuori sottopagato e deriso in uno squallido strip club. La sequenza in cui la protagonista viene sorpresa, legata e sepolta viva in una cassa di legno texana è un capolavoro di claustrofobia visiva e sonora. Il buio totale, rotto unicamente dal rumore sordo della terra che cade inesorabile sulla bara, porta lo spettatore a un livello di angoscia asfissiante e primordiale.

La crudeltà di Pai Mei e il pugno a un pollice

Per sfuggire alla tomba, la sceneggiatura compie un balzo nel passato, regalandoci uno dei flashback più iconici della saga. L’addestramento sotto l’egida del crudele, millenario e misogino maestro Pai Mei (un fantastico Gordon Liu) abbandona il realismo per abbracciare la pura leggenda del cinema wuxiapian. I colpi subiti, il sadismo psicologico e la ferrea disciplina imposta alla protagonista non servono solo a spiegarci come riuscirà tecnicamente a spezzare il legno a pochi centimetri di distanza per salvarsi la vita, ma ci mostrano la vera forgiatura del suo incrollabile spirito guerriero, capace di sopportare ogni tipo di dolore pur di sopravvivere.

l duello rusticano contro Elle Driver

Sopravvissuta all’inferno sepolcrale, la Sposa affronta l’antagonista che più di tutte rappresenta il suo esatto e velenoso specchio oscuro: Elle Driver, interpretata da una crudele e magnetica Daryl Hannah. Il loro scontro all’interno dello stretto, sporco e fatiscente camper di Budd è l’antitesi esatta dell’elegante balletto di spade visto nella Casa delle Foglie Blu nel primo film. Qui la lotta è disperata, goffa e priva di ogni onore, fatta di chitarre spaccate, antenne televisive e sputi, culminando con la grottesca ed epocale asportazione a mani nude del secondo occhio della rivale.

Il monologo di Superman e l’alter ego

L’approdo in Messico per il confronto finale ribalta completamente ogni aspettativa del pubblico. Invece di un’epica battaglia all’ultimo sangue, l’incontro con Bill (un sornione, affascinante e letale David Carradine) assume immediatamente le tinte di un surreale dramma domestico. La scoperta che la piccola B.B. è ancora viva paralizza la Sposa e disinnesca l’azione. In questo clima di normalità familiare, Bill pronuncia il leggendario monologo sulla mitologia di Superman e sul concetto di alter ego: un’analisi psicanalitica raffinatissima che mette a nudo la vera natura della protagonista, condannata a essere per sempre un’assassina naturale travestita goffamente da cittadina borghese.

La fine del viaggio e le lacrime del mattino

Il climax si risolve senza urla né piroette marziali, ma in un duello intimo, seduto, silenzioso e profondamente fatalista. La tecnica dell’esplosione del cuore con cinque dita (il vero segreto finale mai insegnato da Pai Mei a Bill) pone fine alla vita dell’antagonista con una tenerezza quasi insopportabile, siglando l’addio definitivo tra due ex amanti condannati a distruggersi a vicenda. L’ultima, indimenticabile inquadratura ci mostra la Sposa sul pavimento del bagno la mattina seguente: piange disperatamente, divisa tra la gioia del ritrovamento della figlia e il lutto devastante per l’uomo che amava e che ha dovuto uccidere. Un epilogo catartico ed emotivamente maturo.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
5
★★★★★