Mammina è arrivato nei cinema italiani. Si tratta di un horror psicologico diretto da Rob Savage, tratto dal romanzo L’altra mamma.
Rob Savage è arrivato al cinema con Mammina, horror psicologico che riflette sulla natura umana e sul senso del dolore. Distribuito dalla Universal Pictures, presenta come protagonista Jessica Chastain, le cui sembianze sono state replicate da un’entità che minaccia sua figlia.
La trama
Ursula (Jessica Chastain) è una donna le cui sembianze vengono replicate da un’entità che si fa chiamare l’Altra Mamma. L’entità terrorizza Bela (Arabella Olivia Clark), la figlia di Ursula, perché vuole entrare nel suo cuore. Durante la festa per l’anniversario di Ursula e Russ (Jay Duplass) l’entità si manifesta assumendo l’aspetto di Kelvin (Sean Kaufman), il baby-sitter di Bela. Questo spinge la famiglia a fuggire, trovando rifugio a casa di Frank (Arian Moayed), ma i tre scopriranno presto che l’entità è in grado di seguirli ovunque vadano. Si troveranno quindi costretti a ingaggiare una lotta contro l’Altra Mamma.
Impossibile fuggire dal dolore
L’Altra Mamma tenta costantemente di entrare nel cuore di Bela, promettendole protezione da ogni dolore. Questa, però, è una promessa del tutto vana: come viene spiegato da Ruth (Karen Allen), la nonna della bambina, nessuno può fuggire alla sofferenza. E’ proprio la sofferenza, in un certo senso, a rendere umano l’essere umano. Le riflessioni innescate dal film richiamano il pensiero di Byung-Chul Han, secondo cui è solo attraverso il dolore che ci si può aprire al mondo (La società senza dolore, Einaudi, 2021). A ogni modo, Ruth propone di limitare il dolore attraverso la selezione delle persone cui aprire il cuore, e attraverso la costruzione di legami duraturi e sinceri.
Mammina, un risultato deludente
Mammina è un horror che non spaventa. Annunciato dal trailer come un film soprannaturale, è un thriller incentrato sulla crescita e sulle dinamiche familiari. Evidente il richiamo a precedenti opere cinematografiche, tra cui Babadook, ma Rob Savage non ha lo spessore intellettuale di Jennifer Kent. La trama, inoltre, si distanzia notevolmente da quella di L’Altra Mamma, arrivando a stravolgerne personaggi e soggetto.
James Wan, Jessica Chastain e Mammina
James Wan, noto come regista dei primi capitoli di Saw, si è impegnato come produttore di Mammina.
La nostra arma segreta più grande è Jessica Chastain,
ha affermato Wan. Chastain ha rivelato di aver
pensato a quanto fosse reale, a che sensazione potesse dare il tentativo di tenersi la pelle addosso,
così da riuscire nell’interpretazione dell’Altra Mamma.
In lei c’è una sorta di disperazione,
questa l’impressione avuta dall’attrice,
ed è questo che volevo interpretare.
Vale la pena vederlo?
Mammina non è di certo un capolavoro. L’hype creatavisi attorno risulta in gran parte ingiustificata. Anche presentando immagini suggestive e perturbanti, Mammina non riesce a segnare lo spettatore. Anche il messaggio del film si riduce a una sterile paccottiglia ‘buonista’, a un messaggio family-friendly. Questo film, però, non dovrebbe essere un’opera family-friendly. Vederlo non vuol dire sprecare 90 minuti della propria vita. Forse, però, è meglio aspettare che esca in streaming.