Nel nome del padre, contro l’ingiustizia e la violenza

Nel nome del padre, contro l’ingiustizia e la violenza

Il Post-Modernissimo, nell’ambito del Montelago Celtic Festival, ha organizzato la visione di Nel nome del padre, film biografico diretto da Jim Sheridan.

Nel nome del padre racconta la vicenda storica di Gerry Conlon, interpretato da Daniel Day-Lewis. In grado di parlare chiaramente anche a chi non si occupa di politica, Nel nome del padre parla delle vicende giudiziarie seguite agli attentati contro i pub di Guildford. Si tratta di un film violento e psicologicamente devastante.

La trama

Gerard Conlon (Daniel Day-Lewis) è un teppista irlandese, messosi nei guai con l’Irish Republican Army. E’ per questo costretto ad abbandonare la sua isola e stabilirsi a Londra. Qui, però, viene erroneamente considerato responsabile degli attentati ai pub di Guildford. Dopo essere stato condannato all’ergastolo, e dopo aver capito che la resistenza violenta al sistema giudiziario non può essergli utile, Gerry entra in contatto con l’avvocatessa inglese Gareth Peirce (Emma Thompson). La ragazza lo aiuterà a dimostrare di essere innocente, quindi a uscire dal carcere.

Nel nome del padre, una condanna dell’IRA e del sistema giudiziario britannico

Nel nome del padre è un film aspramente polemico, che punta il dito tanto contro le istituzioni britanniche, quanto contro l’Irish Republican Army. Il film, infatti, ha come tema centrale il razzismo sistemico inglese contro gli irlandesi, ma al tempo stesso non si pone problemi nel mostrare i metodi ‘para-mafiosi’ dell’IRA, condannandone la brutalità. Il sistema legale inglese, secondo Jim Sheridan, ha violato gravemente i diritti umani; tuttavia non vi si può resistere attraverso la violenza indiscriminata proposta da Joe MacAndrew (Don Baker).

Nel nome del padre, una mitragliata allo stomaco

Nel nome del padre è psicologicamente brutale. Gerry Conlon e alcuni suoi amici (Paul Michael Hill, Paddy Armstrong e Carole Richardson) vengono gettati in un abisso di disperazione solo perché irlandesi. Assieme a loro, a essere sottoposti a processo sommario e condannati sono anche alcuni parenti di Conlon, tra cui suo padre Giuseppe (Pete Postlethwaite). L’atmosfera tragica del film è rafforzata dalla colonna sonora hard rock, appositamente studiata da Trevor Jones. La condanna per terrorismo di persone innocenti, criminalizzate solo perché di una determinata nazionalità, è inoltre cosa che fa riflettere sull’odierna crisi medio-orientale.

Gerry Conlon, anti-eroe dell’umanesimo

“Attivista e simbolo suo malgrado, Gerry Conlon si racconta con generosità e sincerità, tracciando un bilancio della vicenda che ha travolto lui e altri innocenti durante il conflitto in Irlanda del Nord”,

queste le riflessioni di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, sulla battaglia legale portata avanti da Conlon e Peirce.

“Non torneranno gli anni di vita rubati, le vite spezzate, eppure è importante non dimenticare che non possono esserci né pace, né rappacificazione, senza giustizia, e senza la piena riabilitazione di chi è stato accusato ingiustamente”.

 

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
5
★★★★★