Non ti perderò, recensione almanacco cinema

Non ti perderò L’amore oltre l’impossibile

Non ti perderò, quando il cuore batte tra nostalgia, dolore e speranza. Un teen drama tra analogico e soprannaturale, con Joey King protagonista.

Non ti perderò (The In Between), diretto da Arie Posin, è un teen drama fantascientifico, targato Netflix e uscito nel 2022. La storia, tratta dall’omonimo romanzo di Marc Klein, strizza l’occhio a Ghost, iconco film anni Novanta con il compianto Patrick Swayze e l’attrice Demi Moore (Substance).

Non ti perderò, recensione almanacco cinema

La trama

L’adolescente Tessa (Joey King), la protagonista dagli occhi blu e la passione per la fotografia analogica, vive la sua estate tra pellicole, camere oscure e sogni di futuro, fino a quando un tragico incidente le strappa via Skylar (Kyle Allen), il ragazzo che le ha insegnato a vedere il mondo con occhi nuovi.

Ma l’amore vero non si arrende mai. Tessa sente che Skylar non l’ha abbandonata del tutto: piccoli segnali, ricordi che si accendono come lampi nel buio, una canzone che risuona nei momenti più inaspettati (Never Tear Us Apart degli INXS), diventano il filo invisibile che la lega ancora a lui.

Non ti perderò, recensione almanacco cinema

Non ti perderò: la recensione

Non ti perderò è un film che racconta una storia d’amore adolescenziale in cui il dolore e la speranza si intrecciano in un abbraccio al di là della morte.

La sceneggiatura di Marc Klein – già autore di Serendipity – si muove tra presente e passato  costruendo un conto alla rovescia emotivo per far rivivere allo spettatore ogni emozione, ogni rimpianto, ogni tentativo di riconnessione.

Il testo, pur essendo ricco di dettagli nostalgici (musicassette, vecchie jeep, cinema d’autore e camere oscure che diventano complici di un amore che non vuole svanire) è prevedibile e banale.

La componente soprannaturale, infatti, è poco approfondita. Alcune sequenze risultano meno incisive di quanto promettano le premesse, nonostante le capacità registiche di Arie Posin di evocare atmosfere retrò nel tentativo di condurre lo spettatore in un mondo sospeso tra realtà e sogno.

Le scelte stilistiche – come l’uso di flashback, la fotografia dai toni caldi e la colonna sonora di Gabriel Yared – provano a rendere palpabile il legame tra i protagonisti e a sottolineare la dimensione emotiva della storia, senza riuscirci.

Interessante è la ricerca della protagonista dell’“in between”, quel luogo sospeso tra la vita e la morte, come metafora di chi non riesce a dire “ti amo” prima che sia troppo tardi, di chi lotta contro i propri fantasmi per trovare il coraggio di lasciarsi andare.

Non ti perderò, recensione almanacco cinema

Non ti perderò: il cast

Sul piano delle performance, l’interpretazione di Joey King è intensa e credibile, capace di restituire a Tessa una fragilità autentica, fatta di silenzi, paure e desiderio di sentirsi finalmente viva.

Kyle Allen, nei panni di Skylar, porta sullo schermo un personaggio romantico e sensibile, che riesce a trasmettere la dolcezza e la profondità del suo amore, pur restando a tratti in secondo piano rispetto alla protagonista.

Il cast di supporto, tra cui Celeste O’Connor e Kim Dickens, non riesce a dare spessore emotivo al testo. I personaggi restano più funzionali alla narrazione che memorabili.

Conclusioni

Non ti perderò vuole essere un viaggio emotivo che parla ai cuori giovani, ma anche a chi ha conosciuto la perdita e la nostalgia. Ma non riesce a coinvolgere lo spettatore fino in fondo, risultando un film scontato e privo di personalità.

🎬 Valutazione

Regia
★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★
Emozioni
🏆 Voto Totale
2
★★