Zootropolis 2

Zootropolis 2: è un buon sequel?

A distanza di quasi dieci anni dall’uscita del primo Zootropolis, la metropoli animalesca torna sul grande schermo con Zootropolis 2.

Stiamo parlando di Zootropolis 2, l’atteso sequel diretto da Byron Howard e Jared Bush. La Disney, infatti, conferma la tendenza di questi anni, ovvero quella della riproposizione nostalgica di successi del passato. Vediamo insieme se questo sequel è degno del suo predecessore.

Zootropolis 2: la trama (tranquilli, niente spoiler)

La storia parte due settimane dopo la conclusione degli eventi del film del 2016: Judy Hopps e Nick Wilde sono ufficialmente una coppia all’interno delle forze dell’ordine di Zootropolis.

Sebbene siano affiatati, lavorare insieme non è di certo una passeggiata: i due si trovano spesso in conflitto per via dei loro caratteri opposti. Alle prese con la terapia, l’astuta volpe e la coniglietta dovranno fronteggiare un nuovo mistero: l’avvistamento di rettili nella metropoli. Si tratta di una specie da tempo esclusa dalla città, attorno alla quale ruota una cattiva reputazione fatta di pregiudizi e stereotipi.

Una spirale di accuse, fughe e complotti mette Judy e Nick in cattiva luce davanti alla città e i due si ritrovano a dover indagare ai margini della società.

Un sequel in continuità col primo film

La scelta di collocare temporalmente Zootropolis 2 a ridosso degli eventi del primo capitolo, sottolinea le intenzioni della Disney: espandere un mondo già consolidato. L’idea, ben riuscita, è quella di offrire allo spettatore il tanto amato mondo del primo film, introducendo nuove aree, nuovi personaggi e questioni irrisolte.

In questa nuova vicenda la cittadina animalesca e i suoi abitanti dovranno fare i conti con la propria storia e con nuove “diversità”.

Il film riprende dunque la struttura narrativa originale con grande fedeltà, garantendo coerenza e continuità. Se da un lato questa strategia rafforza il senso di prosecuzione e familiarità, dall’altro può sembrare a tratti una sorta di ripetizione del primo capitolo. Questa scelta rappresenta un limite all’originalità e all’autonomia del film, che rischia di non emanciparsi dalla tosta eredità del suo predecessore.

Un messaggio di inclusione

Se Zootropolis affrontava il tema del pregiudizio attraverso l’allegoria erbivori/carnivori, Zootropolis 2 richiama la questione del razzismo tramite la storia dei rettili. Questi vengono rappresentati come una minoranza emarginata che porta al caos culturale e sociale nella città.

In realtà, queste creature sono vittime di stereotipi e pregiudizi che impediscono loro di tornare a casa, costringendoli a vivere come reietti. Il film usa questo meccanismo per raccontare quanto siano dannosi i pregiudizi, veicolando un messaggio di inclusione reso facilmente accessibile sia ai bambini che ad un pubblico adulto.

Il richiamo alle comunità emarginate del mondo reale è chiaro e ben inserito nel world building. La tematica è ben integrata nella narrazione. Eppure risulta meno impattante rispetto a Zootropolis. In parte perché perde inevitabilmente parte della sua forza rispetto all’originale, con una “minestra tematica” che resta sostanzialmente la stessa; d’altro canto, risulta poco incisiva perché, com’è giusto che sia, il film non ruota solo attorno alla dimensione allegorica, bensì al mistery e al divertimento tipico di un film d’animazione.

Oltre all’inclusione, i sentimenti

Zootropolis 2 racconta il mistero delle origini della città, il percorso di riscatto di Gary De’Snake e un rapporto umano fra Judy e Nick fatto di alti e bassi, di sintonia e incomprensioni. Il tutto, accompagnato da comicità, suspense e un ritmo incalzante.

Un elemento interessante è sicuramente la gestione dei conflitti tra Judy e Nick che si ritrovano a dover partecipare ad una terapia di coppia professionale. Vengono esplorate delle condizioni reali, e soprattutto attuali, dell’uomo. La mania del controllo, la pressione, la fatica nel farsi aiutare, l’ironia come forma di difesa per evitare di affrontare le situazioni difficili. Sebbene sia rappresentato in chiave comica e certamente senza appesantire lo spettatore, è un’ottima via per parlare di salute mentale e comunicazione emotiva, un tema originale nei film d’animazione.

Un merito da attribuire a Zootropolis 2 è il fatto che non nega la natura dei suoi personaggi, bensì si focalizza sulla fiducia nei sentimenti positivi in grado di prevalere sulla natura e sull’istinto. La riflessione esplora le difficoltà e le vulnerabilità di ciascuno, focalizzandosi sull’identità, sull’appartenenza e sul senso di responsabilità.

Zootropolis 2 è un film che diverte!

Il film non perde di vista il suo obiettivo principale: divertire. Infonde un’energia costante, con un flusso narrativo che privilegia l’intrattenimento e la spensieratezza. Senza ombra di dubbio, la risata è garantita. Tra gag e situazioni comiche, gran parte del divertimento gira attorno alla relazione strampalata tra la coniglietta e la volpe. Il cuore del film è proprio il rapporto genuino che li unisce, in bilico fra l’amicizia e una complicità ammiccante che li accompagna in ogni avventura.

L’energia resta alta per tutta la durata del film, rendendolo godibile ed accessibile per ogni fascia di pubblico.

L’animazione: un passo avanti a Zootropolis

Sul piano visivo, il sequel del grande successo d’animazione del 2016 riesce pienamente a fare un passo in avanti, raggiungendo livelli eccellenti.

L’animazione è fluida, ricca di dettagli e piacevolmente espressiva. I design dei personaggi, i movimenti, i colori, sono curati con attenzione chirurgica. Le ambientazioni colpiscono per varietà cromatica e profondità scenografica, ampliando in modo significativo l’universo del film.

Il comparto visivo celebra la diversità anche a livello estetico, esplorando la metropoli animalesca e mostrando molteplici paesaggi rispetto al primo capitolo. L’uso dell’illuminazione e la gestione degli spazi rendono il film uno dei prodotti Disney più curati degli ultimi anni.

Un sequel che merita

Zootropolis 2 è un sequel che funziona. È la naturale prosecuzione di una storia che riesce ancora una volta nel suo intento: riportare in scena personaggi amatissimi, intrattenere e allo stesso tempo far riflettere.

Il film riprende il filo conduttore del primo capitolo, offrendo al pubblico divertimento e sensibilizzazione, mistero e umanità. Il suo punto di forza è la capacità di mantenere alta l’attenzione e di non annoiare mai. Inoltre, le dinamiche emotive permettono a noi spettatori di immedesimarci e seguire la storia non solo come un’avventura investigativa, ma anche come un percorso di rispecchiamento.

Essendo un sequel, è inevitabile che Zootropolis 2 perda parte dell’effetto sorpresa e dell’originalità che hanno reso memorabile il primo capitolo. Ma infondo, questo secondo capitolo non vuole superare il predecessore, né oscurarlo. Sceglie consapevolmente di esserne il continuo, di approfondirlo espandendo il suo universo e i suoi temi.

Il risultato è un film coinvolgente e coerente. Zootropolis 2 è capace di riunire in una risata condivisa un pubblico di tutte le età, dimostrando che un sequel non è solo una minestra riscaldata, ma può dare qualcosa di significativo al proprio pubblico.

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★★
🏆 Voto Totale
3
★★★