Not Suitable for Work, la comedy che parla della Gen Z

Not Suitable for Work, la comedy che parla della Gen Z

Su Disney+ è disponibile Not Suitable for Work, la nuova comedy firmata da Mindy Kaling che racconta – e si rivolge a – la Generazione Z.

Mindy Kaling non è nuova al ruolo di voce ironica e irriverente di un’intera generazione. Da The Mindy Project a Never Have I Ever, passando per The Sex Lives of College Girls, l’autrice continua a esplorare con umorismo le relazioni, la crescita personale e le difficoltà dell’età adulta. Lo fa anche con Not Suitable for Work, la sua ultima serie approdata su Disney+.

Tra umorismo, mondo del lavoro e storie d’amore, Not Suitable for Work ha già diviso il pubblico: c’è chi l’ha acclamata come la nuova Friends e chi, invece, l’ha liquidata come una versione sbiadita di Adults (anch’essa disponibile su Disney+). Ma Not Suitable for Work è davvero all’altezza delle aspettative?

Not Suitable for Work, la trama

AJ (Ella Hunt) lascia Boston per trasferirsi a New York, dove è pronta a iniziare una nuova fase della sua vita come analista finanziaria in una prestigiosa banca d’affari. Ad aspettarla c’è Abby (Avantika), amica di lunga data e nuova coinquilina, che lavora come assistente per una celebre e temutissima stylist.

Proprio nell’appartamento di fronte vivono Josh Teitelbaum (Jack Martin), privilegiato figlio di papà deciso a sfondare nel mondo della televisione; Kel Washington (Nicholas Duvernay), studente di medicina dal carattere ansioso ma irresistibilmente affascinante, che coltiva il sogno di diventare attore; e Davis (Will Angus), collega di AJ in banca e inguaribile romantico.

Nel corso degli episodi, i cinque protagonisti si confrontano con le sfide della vita adulta, tra le pressioni del lavoro, le ambizioni professionali, i sogni da inseguire e le inevitabili complicazioni sentimentali.

Not Suitable for Work, la recensione

Con episodi da appena 30 minuti, Not Suitable for Work scorre in un attimo. È una comedy leggera e coinvolgente, capace di intrattenere, strappare più di un sorriso – anche se non sempre con la stessa efficacia che ci si aspetterebbe – e far affezionare rapidamente ai suoi protagonisti.

Alcuni personaggi risultano inevitabilmente un po’ stereotipati, ma sono scritti con abbastanza umanità da renderli credibili e, soprattutto, facili per cui fare il tifo. Il paragone con mostri sacri della sitcom come Friends, che hanno definito un intero genere e segnato più generazioni, appare inevitabile ma anche poco utile: Not Suitable for Work non punta a rivoluzionare la comedy, bensì a raccontare con leggerezza le inquietudini della Gen Z.

La serie riesce infatti a cogliere bene la precarietà del mondo del lavoro, l’ansia di dimostrare il proprio valore, i continui salti nel vuoto e l’incertezza che accompagna l’ingresso nell’età adulta. Le dinamiche sentimentali si intrecciano a quelle professionali con naturalezza, restituendo il ritratto di una generazione ancora alla ricerca del proprio posto nel mondo.

Se c’è un limite, è forse quello di non approfondire fino in fondo alcuni temi più complessi, come le dinamiche di potere negli ambienti lavorativi. Un aspetto che avrebbe potuto aggiungere maggiore spessore al racconto senza sacrificare il tono leggero della serie.

New York, la vera coprotagonista

Non è un caso che Mindy Kaling abbia scelto New York come sfondo della serie. La sceneggiatrice e produttrice ha raccontato a Deadline che la città rappresentava un elemento fondamentale dell’immaginario che voleva evocare.

“Poter girare a Tribeca sotto la neve e mostrare qualcuno in piedi, in una posizione di vulnerabilità, sulla soglia di casa di chi lo ha lasciato per chiedere spiegazioni… sono tutte cose che non si possono fare a Los Angeles”, ha spiegato Kaling.

“Durante tutta la serie abbiamo girato a Union Square, da Katz’s Deli e a Central Park. Volevamo che fosse così intrisa di New York da far sì che i giovani provassero per questa città lo stesso sentimento che io provavo guardando i film e le serie TV ambientati a New York City, quelli che mi facevano venire voglia di viverci”.

Ed è proprio questo uno degli elementi che funzionano meglio in Not Suitable for Work: New York non è un semplice sfondo, ma diventa parte integrante della narrazione. Come nelle grandi comedy che l’hanno preceduta, la città accompagna la crescita dei protagonisti e contribuisce a rendere ancora più vivo il racconto delle loro aspirazioni, dei loro fallimenti e delle loro relazioni.

In conclusione

In definitiva, Not Suitable for Work non è la nuova Friends e probabilmente non aspira nemmeno a esserlo. È una comedy che parla ai venti e trentenni di oggi, raccontando con ironia e leggerezza le incertezze del lavoro, le relazioni sentimentali e la difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo.

Pur senza reinventare il genere e con qualche personaggio che resta ancorato agli stereotipi, Not Suitable for Work riesce a essere autentica, divertente e sorprendentemente coinvolgente.

Se cercate una serie capace di fotografare la Gen Z con un tono fresco, romantico e autoironico, la nuova produzione di Disney+ merita sicuramente una possibilità.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★★
🏆 Voto Totale
3.3
★★★