È uscito il trailer/backstage del nuovo film di Street Fighter: nostalgia anni ’90, combattimenti spettacolari e il solito dubbio… sarà un capolavoro o un meme?
Internet riesce a trasformare qualsiasi cosa in nostalgia: videogiochi, serie TV, vecchi cellulari Nokia… e ovviamente Street Fighter, il picchiaduro che ha insegnato a milioni di persone due verità fondamentali:
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urlare “HADOKEN!” non aumenta la potenza del colpo
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scegliere sempre Ken perché ha i capelli più fighi
Adesso Hollywood ha deciso di riprovarci. È appena uscito il trailer del nuovo film live-action di Street Fighter, reboot cinematografico della saga di Capcom che arriverà al cinema il 16 ottobre 2026.
La trama è semplice, perché in fondo anche i videogiochi lo erano: Ryu e Ken tornano a combattere quando Chun-Li li coinvolge nel World Warrior Tournament, un torneo globale di arti marziali dietro cui si nasconde una cospirazione decisamente poco salutare. Cinema muscolare puro.
Street Fighter Teaser: un cast abbastanza assurdo da funzionare
Il trailer, o meglio la featurette uscita online, mostra scene d’azione, allenamenti degli attori e diversi World Warriors iconici presi direttamente dal videogioco.
Andrew Koji è Ryu, Noah Centineo è Ken, Callina Liang interpreta Chun-Li, Jason Momoa diventa Blanka, David Dastmalchian è M. Bison e 50 Cent entra nel film con un ruolo da villain.
Jason Momoa verde fluorescente che tira pugni elettrici.
Secondo i creatori del film, l’obiettivo è finalmente realizzare una versione fedele al gioco, dopo la precedente trasposizione del 1994 con Van Damme. Il trailer di Street Fighter sembra andare proprio in quella direzione:
costumi fedeli, combattimenti molto coreografati e personaggi riconoscibili.
Mai prendere troppo sul serio chi urla “Hadoken”
Poi certo, rimane sempre il rischio principale. Quello di trasformare un picchiaduro arcade degli anni ’90 in una storia cinematografica seria, sulla natura dell’onore, del destino e del guerriero interiore. È un po’ come fare un film su Tetris e l’integrazione sociale del blocco a L, e non che non ci abbiano provato.
Prendiamo Mortal Kombat.
Il film del 2021 era ancora convinto di essere una specie di epopea mistica sui guerrieri del destino, poi qualcuno ha capito che la chiave era l’ironia. E infatti nel sequel ti arriva Karl Urban a fare Johnny Cage.
In un mondo dove un karateka lancia sfere energetiche, un soldato americano ha capelli impossibili e un tizio verde e primitivo morde la gente, forse la cosa più sensata che un film possa fare è non cercare di essere sensato.