The Substance, la recensione su Almanacco Cinema

Festa del cinema di Roma: The Substance, la recensione

Arriva anche in Italia, tramite la Festa del Cinema di Roma, The Substance di Coralie Fargeat.. Direttamente dalla festa ecco la nostra recensione in anteprima.

La regista Coralie Fargeat torna al cinema con il suo primo film in lingua inglese. Il 30 ottobre arriva in Italia il discusso e acclamato Body Horror The Substance, con Demi Moore e Margaret Qualley. Noi di Almanacco Cinema abbiamo avuto il piacere di vedere il film in anteprima alla Festa del Cinema di Roma.

L’ex star del cinema cinquantenne, Elizabeth Sparkle, viene ormai considerata troppo vecchia per continuare la conduzione del suo show televisivo di fitness. Licenziata e depressa, scopre una nuova droga che promette di trasformare il fruitore in un nuovo e perfetto se. Ma questa tanto promessa perfezione finisce per darle alla testa.

Ha mai sognato una versione migliore di te stessa?

The Substance è un film strambo a dir poco. È terrificante ed orripilante in un modo tale da rendere impossibile distogliere lo sguardo o evitare una completa immersione. Ci si disgusta grazie agli spettacolari effetti pratici e visivi, ma allo stesso tempo ci si diverte enormemente.

Brillanti trovate visive caratterizzano questa brillante opera, The Substance mette il body nel Body Horror. Un film che teme di sfidare i limiti dello spettatore, mostrando di tutto ma riuscendo a non sforare nel gratuito. Organi, sangue e nudità, qui l’erotismo torna a scioccare gli spettatori.

Ma non è un’opera che si limita allo shock, The Substance ha molto da dire. Arriva al cinema un horror pienamente femminile e femminista, con cui si parla molto del corpo femminile. Specificatamente del peso e delle aspettative che il nostro mondo, maschile e femminile, dedica alla perfezione e alla sua ricerca. Assistiamo alla distruzione dell’io, che viene posto secondo a questa falsa e mai soddisfacente ricerca.

Indubbiamente non tra le tematiche più originali dell’anno, basti pensare che nel 2023 molto di ciò veniva trattato nel bellissimo Barbie di Greta Gerwing. Ma proprio come fece Barbie, qui si prende una direzione tutta nuova sui temi, una più crudele ed antagonizzante verso la donna e l’uomo. Si ha sensazione di assistere ad uno di quegli incubi in cui ti cadono tutti i denti, un incubo che però qui continua, e nella disperata ricerca di una soluzione finisci nel terzo atto di The Substance. Terzo atto per cui nessuno è assolutamente pronto.

Tu sei una

Con The Substance ci troviamo davanti a una sceneggiatura che esplora territori freschi e coinvolgenti. Certo, avrebbe fatto comodo una leggera spuntatina. 140 minuti, per quanto possano scorrere bene, risultano comunque eccessivi. Ma non si finisce mai in sequenze noiose o insoddisfacenti, anzi, si finisce sempre per sorprendere e stupire il pubblico.

Coralie Farget scrive un’Horror dove a spaventare sono più i concetti e il loro modo di esprimersi che il film in sé. È tramite i surreali dialoghi e le originali idee che spaventa lo spettatore, mentre con il film lo sfida e lo disgusta senza cercare jumpscare. Questo fino ad un terzo atto che sarà indubbiamente per molti polarizzante. Un terzo atto dove il film rimuove ogni limite sfociando una meravigliosa e totale assurdità che la gente amerà o odierà.

Le nostre meravigliose Demi Moore e Margaret Qualley portano fortissime e crude performance che si trasformano e diventano sempre più carnali e animalesche. Due splendidi e imprevedibili personaggi, perfettamente messi in scena anche nella fotografia, che lasceranno lo spettatore sull’orlo della poltrona.

Grandi lodi anche ad un eccezionale Dennis Quaid, che con il suo Harvey porta in scena un personaggio disgustosamente viscido. Non sembra nemmeno uomo, quanto più un attraente e carismatico scarto di un essere umano.

Vuoi fermarti?

The Substance è una grande opera tecnica, a partire dalla sua, marcatamente autoriale, regia che stupisce e convince. La messa in scena di Coralie Farget è enorme e mai blanda, c’è sempre un geniale strambo modo di presentare anche la più semplice delle sequenze. Si creano immagini disgustosamente impattanti, anche grazie all’eccezionale fotografia di Benjamin Kračun, di cui il pubblico non si scorderà facilmente. Una fotografia che esprime grandezza e perfezione visiva solo per poi portarti in un inferno qualche momento dopo.

Il grande alternarsi tra ottimi effetti visivi ed enormi effetti pratici è invece ciò che caratterizza prevalentemente il comparto tecnico film. Il trucco e parrucco, degno di Oscar, si spinge sempre oltre, rompendo ogni singolo limite. Ogni volta che si crede di essere arrivati ad un picco se ne raggiunge un altro, e nei pochi territori in cui non arriva l’effetto pratico interviene quello visivo.

In aggiunta a questo troviamo anche uno studiato comparto sonoro che fa tremare tanto le poltrone quanto gli spettatori. Suoni che riecheggiano nella testa e che risultano tanto geniali e disturbanti quanto il comparto visivo. The Substance arriva a una quasi totale grandezza tecnica che aiuta a rendere questa la più divertente e scioccante esperienza cinematografica dell’anno.In conclusione

The Substance è un fresco, originale, ma soprattutto grande esempio di moderno Body Horror. Femminista e privo di limiti, tormenta lo spettatore tanto nelle immagini quanto nelle tematiche.

Ci si trova davanti a un’opera alimentata da grandezza tecnica e autoriale che difficilmente verrà dimenticata. Al netto di qualche minore difetto nella sceneggiatura, è comunque percepibile il grande calibro del film al quale si sta assistendo. Un’esperienza che si alterna tra l’ilarità, il disgusto e un crudele dramma. Elementi che finiscono per coesistere completamente in un geniale terzo atto.

Una visione quasi necessaria e sicuramente meritata, che anche gli stomaci più deboli, come il mio, possono reggere. Chi non apprezzerà l’Horror potrà comunque amere le performance, i personaggi, la scrittura e la messa in scena. Coralie Fargeat realizza un film che ha qualcosa per tutti, The Substance non è magari un capolavoro del suo genere, ma è destinato a divenire Cult.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
4
★★★★