Kill è un film d’azione indiano del 2023 diretto da Nikhil Nagesh Bhat ed è ambientato all’interno di un treno passeggeri che viaggia verso Nuova Delhi.
Indubbiamente in cinema action degli ultimi anni, anche quello più scadente, ha migliorato la qualità delle scene d’azione. Da un lato si deve questo aspetto a film come John Wick (Chad Stahelski, 2014), che con un’attenzione particolare verso le coreografie dei combattimenti hanno dettato le linee guida per i film d’azione da lì in poi.
Dall’altro lato è necessario tenere conto della migliore distribuzione internazionale di titoli asiatici di questo genere. Essi da decenni si sono specializzati nelle coreografie dei combattimenti e non sono secondi a nessuno. Pensiamo ad esempio a registi come John Woo (The killer, A better tomorrow) o a Tsui Hark (The blade, Detective Dee, Once upon a time in China) che sono stati d’ispirazione per gran parte dei registi mondiali che hanno toccato il genere.
Alcuni film più recenti hanno ulteriormente contribuito ad alzare l’asticella per quanto riguarda le coreografie, la regia e la violenza dei combattimenti, siano essi sparatorie o scontri corpo a corpo. Un esempio su tutti è l’indonesiano The raid (Gareth Evans, 2011).
Per alcuni aspetti anche Kill si posiziona all’interno di questa nuova ondata di cinema d’azione. Vediamo in che modo.
Kill, la quasi inesistente trama
Siamo all’interno di un treno passeggeri diretto a Nuova Delhi. All’interno del mezzo ci sono anche due militari delle forze speciali e un miliardario indiano con la sua famiglia. Uno dei militari è innamorato della figlia di questo. Ad un certo punto alcuni rapinatori spietati e pronti a tutto salgono a bordo e iniziano a compiere i peggiori soprusi nei confronti dei civili. Quando però uccidono la ragazza, il militare si trasforma in una macchina da guerra e inizia a uccidere uno a uno tutti i rapinatori.

La messa in scena
Non ci sarebbe molto altro da dire sulla storia, se non che in certi momenti sembra di vedere una puntata di Beautiful. I rapporti sentimentali sono veramente trattati in modo superficiale, ridicolo ed eccessivamente melenso. Lo spettatore tira un sospiro di sollievo solamente durante i combattimenti, in cui indubbiamente gli schiaffi e i colpi di machete volano ovunque.
Nei primi quaranta minuti sembra veramente di assistere a Non c’è due senza quattro (E. B. Clucher, 1984) con i due militari che sembrano Bud Spencer e Terence Hill che prendono a cazzotti i cattivi. Infatti, durante la prima parte del film non viene ucciso quasi nessuno e sembra che stiano facendo tutto per finta. Solamente dopo che viene uccisa la donna amata dal protagonista egli si trasforma in Terminator e inizia a fare una strage.
Senza ombra di dubbio la profondità del film è inesistente e non c’è nessun tipo di complessità o poetica ma le scene d’azione, dal quarantesimo minuto in poi, sono ben fatte e super violente. I due superpiedi quasi piatti (E. B. Clucher, 1977) in confronto tratta degli argomenti filosofici meglio di Tarkovskij ma se non siamo troppo pretenziosi e ci accontentiamo di divertirci per due ore scarse guardando gente che si picchia con qualunque cosa gli passi sotto mano, allora Kill è il film giusto per noi.
Le coreografie sono abbastanza curate e la fantasia non manca nelle uccisioni. Il fatto che tutti i combattimenti si svolgano all’interno dei vagoni del treno li rende ancora più interessanti da vedere. Non manca poi un’abbondante dose di splatter con teste spappolate da estintori, facce bruciate, coltelli piantati in bocca, eccetera…
In conclusione
In definitiva, Kill è un film da vedere se vogliamo staccare per un momento il cervello e se ci piace guardare sullo schermo gente che si massacra a colpi di machete. Dobbiamo però essere ben consapevoli che all’interno della pellicola non troveremo nulla di più. Anzi, quando non combattono ci annoieremo nell’attesa che il massacro ricominci. Se vi stanno bene queste premesse, allora buona visione.
