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Loveless la recensione su Almanacco Cinema

Loveless, la recensione: il dramma del non-amore

Con Loveless, Zvjagincev firma un dramma morale e visivo sulla mancanza d’amore, tra i paesaggi russi innevati e i cuori silenziosi. 

Già noto per Leviathan (2014), Andrej Zvjagincev vince il Premio della Giuria al Festival di Cannes con Loveless (2017), un dramma familiare crudele sull’assenza d’amore. Candidato all’Oscar come miglior film straniero, il film esplora, con rigore formale e al tempo stesso intensità emotiva, le dolorose falle affettive e sociali.

Loveless, la trama

In un appartamento di Mosca, una coppia si lancia accuse e offese mentre mostrano la loro casa a due potenziali acquirenti. Nell’ombra c’è Alyosha, un figlio che ormai è diventato troppo stretto per i due. Boris e Zhenya si disprezzano e stanno per divorziare. Entrambi stanno ricomponendo i pezzi di una vita in frantumi e hanno intrapreso nuove relazioni. Lui con una collega più giovane, già incinta, mentre lei con un uomo benestante. Alyosha è ormai diventato solo un peso da liquidare e smaltire. Il bambino è completamente invisibile agli occhi dei genitori, e un giorno, lo diventa improvvisamente anche per il mondo attorno. Alyosha sparisce, ma nessuno sembra davvero accorgersene.

Loveless la recensione su Almanacco Cinema

Freddezza emotiva, freddezza visiva

Loveless parla attraverso le immagini. La sua forza non risiede nei dialoghi, scarni e incisivi, quanto nell’uso chirurgico delle immagini congelate. Zvjagincev, con il direttore della fotografia Mikhail Krichman, costruisce una dimensione glaciale e disturbante, quasi pittorica, dove la macchina da presa si muove lentamente e insiste sui personaggi, cercando il vuoto che li abita. Campi lunghissimi, toni freddi e paesaggi spogli rendono la narrazione distaccata, cosparsa di un vuoto disumano che oltrepassa lo schermo. Emblematica l’immagine di Zhenya alla finestra: il paesaggio innevato si riflette sul vetro e si sovrappone sul suo volto, come a rivelare la desolazione emotiva.

Le anime disconnesse

Loveless parla di una vera e propria disintegrazione dell’essere umano e di ciò che lo contraddistingue: la sensibilità. La rottura indifferente dei legami non è un’eccezione, bensì una triste e cruda ordinarietà. Boris e Zhenya sono persone comuni, due fra le tante: vanno a lavoro, creano legami e scrollano compulsivamente sui social. È un mondo normalissimo che parla di noi. Un mondo iperconnesso dove in realtà manca la connessione reale, dunque i legami non sono altro che superficialità e un modo per sentirsi meno soli o più accettati socialmente. Anche la società sembra disinteressata dalla scomparsa di Alyosha. Tutti, persino i volontari nella ricerca del bambino, appaiono solo delle pedine stanche in un sistema di automi.

Loveless e il paesaggio emotivo

La natura non è mai uno sfondo. Il paesaggio russo innevato e spoglio apre e chiude il film come un cerchio, che però non porta a una vera risoluzione. Questa è la chiave del film: la sterile umanità e la ciclicità dell’indifferenza radicata nella società. Nei pressi del fiume in cui si recava Alyosha, non ci sono tracce che il bambino sia realmente esistito. Niente offre risposte, e ogni cosa, persino la natura, diventa specchio di chi la abita. In questo senso, il lavoro di Zvjagincev si accosta a registi come Tarkovskij: la natura non salva, poiché riflette l’anima dei personaggi, che in questo caso è vuota.

Loveless la recensione su Almanacco Cinema

In conclusione

Il gelo è fuori quanto dentro. Con Loveless, Zvjagincev scruta l’indifferenza e l’impassibilità dell’essere umano, mostrando un mondo in cui l’empatia è solo un ricordo sbiadito, così come le foto affisse qua e là per la ricerca di Alyosha. C’è assenza in tutto: nelle interpretazioni, nei suoni, nelle emozioni e nei paesaggi. Non c’è redenzione, poiché non c’è più possibilità. Tutto ci parla di una realtà in cui l’amore è una qualità estinta. E noi, siamo solo anime perse in un mondo che non ci ascolta, un mondo che è diventato un deserto arido, privo di affetti e umanità.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★★★
Emozioni
★★★
🏆 Voto Totale
3.5
★★★⯨