Hamnet, il Globe Theatre rustico di Fiona Crombie

Hamnet, il Globe Theatre rustico di Fiona Crombie

Ogni film su Shakespeare che si rispetti deve portarci dentro all’iconico Globe Theatre. Per Hamnet la designer Fiona Crombie ne ha ricostruito uno da zero.

Dopo essersi messa alla prova con l’universo Marvel con Eternals, la regista e sceneggiatrice Chloé Zhao è passata a uno dei periodi storici più raccontati dalla cinematografia, soprattutto da quella inglese. L’autrice cinese, Leone d’oro a Venezia per Nomadland (uno dei film più premiati del 2021), riporta sul grande schermo William Shakespeare affidandone l’interpretazione a Paul Mescal, in una fase decisamente positiva della sua carriera.

Il film, dal titolo Hamnet, è l’adattamento del romanzo Nel nome del figlio. Hamnet pubblicato dall’autrice nordirlandese Maggie O’Farrell nel 2020. Il testo racconta di un episodio tragico della vita dell’autore di Molto rumore per nulla, la morte di suo figlio Hamnet a causa di un’epidemia di peste. Nella trama l’evento sconvolge l’equilibrio familiare, ma non ferma Shakespeare dalla scrittura.

Fondamentale nella narrazione sarà ancora una volta il teatro storico legato al nome di William Shakespeare, il Globe Theatre di Londra. La designer di Hamnet, Fiona Crombie, ha raccontato come il team della scenografia abbia lavorato alla realizzazione di una struttura che fosse simile all’originale di fine ‘500.

Hamnet, Fiona Crombie: “Volevo gli occhi di tutti sul palco”

Intervistata da Deadline la scenografa australiana candidata al premio Oscar per La favorita ha innanzitutto specificato i motivi per cui non hanno potuto utilizzare l’attuale Globe Theatre: “Il Globe Theatre che vediamo oggi è storicamente un Globe diverso da quello che volevamo nel nostro film. In realtà è il secondo Globe: il primo è andato distrutto in un incendio. Questo ci ha dato la libertà creativa di realizzare un Globe che risultasse adatto alla nostra storia e che si integrasse anche con la nostra estetica”.

L’idea era di riportare il teatro al suo uso primordiale, lontano dallo status iconico che ha assunto nel tempo. “Il teatro era stato costruito come un luogo in cui mettere in scena lo spettacolo, non come un elemento centrale in sé, come invece è oggi il Globe. Il nostro era grezzo, rustico e semplice, perché volevo che l’attenzione di tutti fosse rivolta al palcoscenico” ha dichiarato, aggiungendo che sono stati inseriti anche spazi per i macchinisti e per gli oggetti di scena, che però non vediamo nel film: “Abbiamo allestito il backstage come se potesse ospitare qualsiasi opera di Shakespeare fino a quel momento; quindi, c’erano riferimenti a Sogno di una notte di mezza estate e ad altre opere”.

Il team creativo è partito da alcune illustrazioni del Globe originale che, presentando gli elementi in proporzioni esagerate, hanno dato carta bianca in termini di interpretazione. Inoltre, mentre nel teatro originale Shakespeare si sarebbe ritrovato dall’alto a osservare il pubblico, Crombie ha scelto di metterlo nel backstage per garantire anche un tocco personale all’ambientazione.

Hamnet, che ha già ricevuto il plauso della critica, è sicuramente tra i film più attesi del 2026 (qui la nostra recensione in anteprima). L’uscita nelle sale italiane è prevista il prossimo 5 febbraio.