Ultime uscite a tema cinema: le sceneggiature della terza e della quarta stagione di Stranger Things

Stranger Things 5 Volume 2: troppo hype per nulla?

Tre episodi di assestamento prima del gran finale. Parliamo di Stranger Things 5 Volume 2. Attenzione SPOILER!

Nella notte del 25 dicembre, in contemporanea con gli Stati Uniti, sono usciti i tre episodi centrali della quinta e ultima stagione di Stranger ThingsLa ScossaLa fuga da Camazotz e Il Ponte si collocano esattamente a metà tra i primi tre episodi rilasciati il 26 novembre e l’attesissimo finale, Il mondo reale, previsto per il 1° gennaio.

Abbiamo già commentato le prime quattro puntate della prima stagione nell’articolo Stranger Things 5: l’inizio della fine. Oggi parliamo dei tre nuovi episodi. Si tratta di un vero e proprio ponte narrativo: tre puntate di raccordo che hanno il compito di riorganizzare le pedine in vista dello scontro finale. Un segmento di assestamento più che di avanzamento, che fornisce molte informazioni tecniche (forse anche troppe, e tutte insieme), rallentando il ritmo narrativo a cui la serie ci aveva abituati.

TotoMorto rimandato

Le aspettative erano altissime. Sul web spopolavano teorie, previsioni e scommesse del “TotoMorto”, che qualcuno ci avrebbe lasciato le penne era quasi scontato. Forse serie come Game of Thrones ci hanno abituati al peggio, ma i fratelli Duffer questa volta ci vanno più cauti. Ci hanno fatto temere il peggio, tanta ansia, tanti momenti in cui sembra arrivata la fine per più di qualcuno… e invece no. Per adesso torniamo a casa con tutti i soldati, ma attenzione: manca ancora il gran finale. Un ultimo episodio della durata di 2 ore e 8 minuti. Tutto può ancora accadere (ahimè).

Sottosopra, wormhole e Dimensione X

Rispetto al Volume 1, qui c’è meno azione e molto più contesto (e fisica teorica). L’attenzione si sposta soprattutto sulla struttura del Sottosopra. Per la prima volta si parla in modo esplicito della Dimensione X (anche se ancora non viene chiamata ufficialmente così, ma L’Abisso), di wormhole e di ponti interdimensionali.

Il Sottosopra non è una dimensione autonoma, ma un ponte interdimensionale instabile, composto da materia esotica, che collega Hawkins a un luogo più antico e ostile: l’Abisso. In breve, ora sappiamo che: esiste il Sottosopra, speculare a Hawkins, separato da un wormhole dalla Dimensione X, il vero e proprio rifugio di Vecna. Poi c’è la dimensione dei ricordi, un ambiente interdimensionale mutevole dove i bambini rapiti da Henry e Max sono prigionieri con la mente mentre il loro corpo è nella caverna di Vecna nella Dimensione X/Abisso, ad eccezione di Max, il cui corpo si trova all’ospedale.

In queste puntate, nella settima in particolare, la fisica teorica diventa centrale e, nella sua struttura intrecciata e apparentemente assurda, il sistema dei mondi comincia finalmente ad avere senso. Questa rivelazione rilegge retroattivamente l’intera serie: non uno scontro tra mondi, ma una frattura mai davvero sanata che Vecna vuol “sanare” a modo suo.

Citazioni, citazioni ovunque

Uno degli aspetti più riusciti di questi episodi è il citazionismo esplicito e dichiarato. I Duffer attingono a piene mani dall’immaginario cinematografico degli anni ’80, ’90 e 2000, lo hanno sempre fatto, stagione dopo stagione. In queste tre puntate alcune saltano subito all’occhio: la sequenza nel seminterrato dell’ospedale con i demogorgoni, che richiama apertamente la scena dei raptor in Jurassic Park, la citazione da Il Signore degli Anelli con il celebre “Dite mellon ed entrate” per aprire i cancelli di Moria, che in questo caso sono i cancelli della Mac Zone di Hawkins.

Senza dimenticare la scena di Nancy e Jonathan in equilibrio sul tavolo mentre la melma sale intorno a loro: evidente rimando a Titanic e alla famigerata scena della porta (quasi a volerci ricordare, ironicamente, che se ben bilanciata quella porta poteva reggere Rose, ma anche Jack!).

Stranger Things 5 Volume 2: troppo hype per nulla?

Trauma > Terapia > Salvezza

Ma Stranger Things resta soprattutto una serie profondamente morale. Stagione dopo stagione siamo cresciuti, letteralmente, insieme ai protagonisti. Li abbiamo visti attraversare l’adolescenza, affrontare perdite, traumi e paure, e ora tutti fanno i conti con i propri demoni iteriori.

Max diventa un vero e proprio mentore di salvezza, protagonista di uno degli archi di trasformazione più riusciti dell’intera saga. Il suo percorso esalta il valore della terapia, la necessità di credere in sé stessi e di trovare dentro di sé le risposte per uscire dalla prigione mentale. Perché Stranger Things parla anche di questo: di come la depressione possa intrappolarti in una dimensione da cui non è facile fuggire, dove l’aiuto degli altri è fondamentale ma non sufficiente se non si compie un lavoro su sé stessi.

Anche il confronto tra Nancy e Jonathan funziona come una sorta di terapia di coppia sotto minaccia di morte: non una dichiarazione d’amore convenzionale, ma un dialogo fatto di difetti, insofferenze e “nonostante”. Ricordandoci che amare è anche saper lasciare andare.

Il tema più importante, però, resta quello del lutto. Tutti i personaggi ne affrontano uno, o più di uno. Il caso più evidente di questa stagione è Dustin: dopo averlo visto attraversare rabbia e depressione, ora lo accompagniamo nella fase dell’accettazione. Al suo fianco c’è ancora Steve, con cui finalmente riallaccia un rapporto che, nelle prime sei puntate, era apparso incrinato. Un riavvicinamento, tra i due, accompagnato da un dialogo bellissimo, ma anche estremamente sospetto. Tanto da far temere seriamente per il destino di Steve, uno dei personaggi più amati della serie. Duffer, per favore: non lui. Non Steve… e non Dustin.

Infine, al centro della narrazione c’è ancora una volta Will, sempre più consapevole dei suoi poteri e del legame che lo unisce a Vecna. In questo senso, anche il suo coming out (che ormai tutti ci aspettavamo) arriva come un momento necessario, sia per il personaggio sia per la trama. Una scena che a quanto pare ha necessitato di 12 ore di riprese. Commovente si, forse però non quanto altre scene cardine della serie. Ma la sensazione di questi episodi è che ci vogliano dare una sorta di pausa, un momento di riassestamento prima della conclusione. Tutti i cerchi narrativi vanno verso la chiusura finale, ogni personaggio va verso la sua risoluzione e verso una sempre maggiore presa di coscienza delle sue capacità e fragilità.

Quindi, ora?

Alla fine del settimo episodio, i dodici bambini sono ancora prigionieri di Vecna nell’Abisso/Dimensione X e il suo obiettivo sembra chiaro: unire i due mondi e far collidere l’Abisso con il mondo reale. Il gruppo decide quindi di coglierlo d’anticipo e, nel momento in cui i mondi saranno abbastanza vicini, distruggere la dimensione parallela, Vecna e le creature del Sottosopra. I nostri protagonisti si preparano quindi alla battaglia finale. Ormai la posta in gioco non è più solo la salvezza di Hawkins e dei bambini prigionieri di Vecna, ma la sua morte e la distruzione del Sottosopra.

Ora resta solo l’ultimo episodio. Ma almeno questa volta, aspettare le due del mattino del 1° gennaio sarà decisamente più facile.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★★
🏆 Voto Totale
3.3
★★★