Kiss of the Spider Woman, la recensione su Almanacco Cinema

Kiss of the Spider Woman, la recensione in anteprima

A 40 anni dall’uscita del film tratto dal romanzo di Manuel Puig, ecco Kiss of the Spider Woman in una nuova versione, che punta tutto sulle scene musicali.

Il film del 1985 diretto da Hector Babenco fu indimenticabile: nel primo adattamento cinematografico di Kiss of the Spider Woman (in italiano: Il bacio della donna ragno) giganteggiavano William Hurt, che pochi anni dopo sarebbe stato protagonista di Turista per caso con Kathleen Turner, e Raul Julia, che sarebbe entrato nella storia come il Gomez più seducente nella storia de La famiglia Addams. Entrambi, purtroppo scomparsi: Hurt nel 2022, Julia nel 1994. A fare da contrappunto femminile ai due protagonisti c’era l’allora celeberrima Sonia Braga, affascinante attrice brasiliana nota a livello internazionale per essere la protagonista degli adattamenti cinematografici delle principali opere di Jorge Amado. Una figura enigmatica e quasi divina, che incarnava il sogno esotico e di evasione dal carcere dei due protagonisti.

La versione targata 2025, diretta da Bill Condon, regista già avvezzo ai musical (Dreamgirls, il live action La bella e la bestia, oltre che sceneggiatore di Chicago) ma anche alle storie d’amore (The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte 1 e 2), abbandona la dimensione più misteriosa del primo film affrontando a viso aperto le tematiche queer del romanzo di Manuel Puig e sceglie di puntare forte sulle scene musicali e sul glamour. Cromie accese e Technicolor nelle scene musicali (quelle del “film nel film”) alternate con le cromie cupe che caratterizzano le scene ambientate nel carcere e la dura realtà dei protagonisti.

Ma andiamo per ordine, a partire dal trailer ufficiale.

Kiss of the Spider Woman, la trama

Siamo in Argentina, è il 1983, e siamo in piena dittatura militare. In una cella di prigione condividono lo spazio due uomini agli antipodi: Luis Molina, arrestato per la sua omosessualità, e Valentín Arregui, militante politico. Per sopravvivere alla durezza della prigionia, Luis racconta al diffidente compagno la trama del suo film preferito, un musical hollywoodiano con protagonista l’irraggiungibile diva Ingrid Luna.

Il complesso rapporto tra Luis e Valentin, due personaggi agli antipodi

Come nel primo film e nel libro anche qui, pur essendo ciò che colpisce, ciò che è centrale è il rapporto (d’amore?) tra Luis Molina e Valentin Arregui. Luis, omosessuale ed eccentico, di professione è vetrinista, è figlio unico (conosce la solitudine) e crede nel potere del cinema per portare un po’ di sogno nel grigiore della cella. Il suo proposito è cercare di smorzare le asperità di Valentin e persuaderlo a fidarsi di lui.

Valentin, al quale apparentemente interessa solo la causa politica per la quale è stato imprigionato, viene da una famiglia numerosa, è più ruvido all’apparenza ma si rivela più malleabile di quanto sembri. Per il compagno costituisce un pericolo per via delle informaazioni in suo possesso che, a suo dire, sono “l’unica ragione per cui è ancora vivo”. A Luis dice che “è in pericolo dal minuto in cui lo ha incontrato”.

Kiss of the Spider Woman, una dichiarazione d’amore per l’arte del cinema

Luis è un personaggio caratterizzato, oltre che dall’omosessualità e dall'(apparente) candore, da un grande amore per il cinema. Non è un caso che una delle prime domande che pone a Valentin sia qual è il suo film preferito, ed è proprio da quella domanda che si innesca il film, e la sua alternanza tra sogno d’evasione in una Hollywood anni Trenta-Quaranta e realtà. Un’alternanza che caratterizza anche il primo film e il romanzo di Puig. Luis è l’artefice di questo sogno e allo stesso tempo nasconde dei segreti, che ci verranno svelati man mano che il film si dipana.

Valentin, dal canto suo, dichiara subito che detesta i musical, anche perché “sono pura propaganda, creata dalla classe dirigente per addormentare le menti della gente”. Tende a razionalizzare tutto, anche una scena del film che gli sta raccontando Luis, film che a suo dire è “regressivo” perché c’è “un fotografo che si sente minacciato da una donna potente e quindi vuole trasformarla in zerbino”. Luis controbatte che allora si rispettavano molto di più le donne, e che era “la loro bellezza a dare loro il potere”.

Non manca di menzionare quattro celebri attrici, contemporanee allo svolgimento degli eventi del film, da lui chiamate “le quattro cavaliere dell’Apocalisse”: Sissy Spacek, Meryl Streep, Glenn Close e Glenda Jackson. Alla fine, riuscirà a contagiare Valentin con la sua passione per il cinema.

Non manca un omaggio a Il bacio della pantera di Paul Schrader, in sala proprio nel periodo in cui si svolge la trama del film.

Valentin Arregui (Diego Luna) in Kiss of the Spider Woman

 

I ruoli di genere

Proprio da questa discussione sul cinema nasce uno dei momenti più interessanti, a livello di sceneggiatura, di Kiss of the Spider Woman: il confronto tra i due protagonisti sui ruoli di genere e sul concetto di “uomo vero”. Luis, in questo frangente, si rivela insospettabilmente tradizionalista: per lui, un “vero uomo” è “forte e non ha paura di prendere il comando, specialmente nella propria casa”. Una vera donna”, d’altra parte, “non vuole uguaglianza tra i generi”, un valore nel quale, al contrario, crede fermamente Valentin.

Luis ha una visione stereotipata del rapporto uomo-donna che si rifà, appunto, al cinema del quale si nutre avidamente. E, sentendosi intimamente donna (più che omosessuale, viene presentato più come donna transessuale) si identifica con le movenze divine e tipizzate della sua diva preferita.

I numeri musicali: la parte migliore del film

In Kiss of the Spider Woman, le scene che vedono per protagonista Ingrid Luna (interpretata da una splendida Jennifer Lopez) nei suoi vari ruoli di attrice sono un trionfo per gli occhi: dalla fotografia ai costumi, passando per le scenografie. Ricordiamo anche i nomi di chi si è occupato di questi reparti: Tobias Schliessler, collaboratore abituale di Condon, ha curato la fotografia, la grande Colleen Atwood i costumi, Scott Chambliss la scenografia.

I riferimenti del passato non mancano. Uno dei numeri del film ricorda molto la performance di Marilyn Monroe in Facciamo l’amore (Let’s Make Love), mentre un’altra ricorda da vicino il Cell Block Tango di Chicago di Rob Marshall, musical del quale Condon aveva curato la scrittura.

Kiss of the Spider Woman, Ingrid Luna (Jennifer Lopez)

Kiss of the Spider Woman in breve

Kiss of the Spider Woman è un rifacimento ben fatto di un ottimo film, che punta più sulle scene di carattere spiccatamente musical che su quelle più intime. Punta su ottime maestranze, sulle ottime performance di danza e canto dell’esperta Jennifer Lopez e su due interpreti maschili il cui casting si rivela azzeccato.

C’è un ma: il nuovo film perde gran parte del mistero onirico (e del fascino) della versione precedente. E di William Hurt ce n’è stato, e ce ne sarà, solo uno.

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★★★
Emozioni
★★★
🏆 Voto Totale
3.3
★★★