Roger Avary adatterà Paradise Lost con Ex Machina Studios: il poema di John Milton diventa un kolossal biblico prodotto con una pipeline AI.
Roger Avary, premio Oscar per la sceneggiatura di Pulp Fiction e regista de Le regole dell’attrazione, ha scelto un bersaglio tutt’altro che semplice: Paradise Lost, il poema di John Milton del 1667 sulla caduta di Lucifero, la ribellione in cielo, Adamo, Eva e la perdita del Paradiso. Un materiale che per decenni ha fatto tremare produttori, registi e contabili degli effetti visivi. Ora Avary lo scriverà e dirigerà per Ex Machina Studios, società emergente orientata alla produzione con intelligenza artificiale generativa.
La notizia arriva in vista del Marché du Film di Cannes, dove K5 International lancerà, assieme ad Heaven di Alex Proyas, le vendite mondiali del progetto. A produrre sarà Marco Weber, co-fondatore e CEO di Ex Machina Studios; Kirk Petruccelli, production designer di Lara Croft: Tomb Raider, sarà executive producer. Cast e date di inizio riprese non sono ancora stati annunciati.

Paradise Lost, il kolossal impossibile che l’AI promette di rendere possibile
Paradise Lost è uno di quei testi che il cinema ha sempre guardato con desiderio e paura. Guerra cosmica, Inferno, Paradiso, creazione del mondo, Lucifero che diventa Satana, Adamo ed Eva nel Giardino dell’Eden: non esattamente una storia da girare in due interni e una strada di periferia.
Non a caso, un precedente adattamento di alto profilo prodotto da Warner Bros e diretto da Alex Proyas, con Bradley Cooper coinvolto, fu cancellato nel 2012 anche per i costi degli effetti visivi. Ed è qui che entra la scommessa di Ex Machina Studios: usare una pipeline proprietaria basata sull’AI per realizzare mondi espansivi con un budget più sostenibile, mantenendo però attori reali, narrazione scritta da esseri umani e pratiche allineate alle guild hollywoodiane.
Avary ha spiegato il punto facendo riferimento a Beowulf, da lui co-sceneggiato nel 2007 per Robert Zemeckis: “Beowulf era una rilettura revisionista realizzata con un budget enorme, ma con Paradise Lost sto adottando un approccio più fedele, a una frazione del costo, usando un’intelligenza artificiale generativa all’avanguardia per dare vita alla visione di Milton in modi inimmaginabili solo pochi anni fa”.
Ex Machina Studios e il nuovo cinema generativo
Ex Machina Studios, fondata nel gennaio 2026 da Marco Weber, Martin Weisz e Tom Ryan, si presenta come una compagnia “artist-first” dedicata all’integrazione etica dell’AI nel cinema di lungometraggio. Nel suo listino ci sono già Heaven di Alex Proyas, Cortés e Space Nation, una serie sci-fi in otto episodi. La formula è quella che Hollywood userà sempre più spesso per rendere accettabile l’AI: consenso, attori reali, scrittura umana, collaborazione con SAG-AFTRA, DGA, WGA e altre organizzazioni di settore.
La scelta di Roger Avary è comunque significativa: un profilo da cinema indipendente e di culto è probabilmente la leva industriale più efficace per rimettere in piedi un tipo di cinema che Hollywood considera sempre più rischioso.
Con Paradise Lost, la macchina tenterà d’innalzare il proprio occhio artificiale in uno dei territori più alti e pericolosi della letteratura: quello in cui John Milton trasformò la caduta degli angeli, la tentazione di Adamo ed Eva e la perdita dell’Eden in un poema sul libero arbitrio, sull’obbedienza e sulla ribellione.
Se l’AI saprà servire la visione, sarà “strumento e non idolo”; se invece crederà di sostituirla, allora sarà un nuovo orgoglio destinato a precipitare nell’abisso.
