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Caso Kimmel-Trump: Meryl Streep si schiera con il conduttore
Il clima attorno al Jimmy Kimmel Live! si fa sempre più teso. Mentre Trump intensifica gli attacchi contro lo show, Meryl Streep si è schierata apertamente.
Durante il tour promozionale per l’attesissimo sequel de Il diavolo veste Prada, una delle icone più autorevoli di Hollywood ha trasformato la sua ospitata in un atto di solidarietà politica, difendendo il conduttore dalle pesanti critiche ricevute dal Presidente e dalle minacce istituzionali che gravano sul network ABC.
Il sostegno di Meryl Streep a Jimmy Kimmel
Dopo un’ovazione scrosciante, Meryl Streep è salita sul palco dello storico talk show dell’ABC giovedì sera, definendo Kimmel un baluardo contro i tentativi di censura. L’attrice, che in passato ha interpretato l’editrice del Washington Post Katherine Graham nel film The Post (2017), ha usato parole di grande ammirazione per il conduttore, bersagliato poco prima da Trump su Truth Social con richieste di licenziamento.
“Sto resistendo”, ha esordito Kimmel. Streep ha risposto con entusiasmo: “Sei un principe. Sei un Cavaliere Templare. Stai portando avanti il vessillo della libertà di stampa”. Quando il conduttore, quasi schermendosi, ha replicato di stare solo cercando di fare delle battute, l’attrice ha ribadito con forza: “Tutti noi dipendiamo da te — e il mondo ti ascolta”.
Licenze ABC a rischio: il braccio di ferro con la FCC
La polemica ha ormai superato i confini mediatici per assumere risvolti legali senza precedenti. La Federal Communications Commission (FCC), l’agenzia governativa che regola le telecomunicazioni negli Stati Uniti, ha infatti ordinato una revisione di tutte le licenze delle emittenti di proprietà della ABC, controllata da Walt Disney.
Questa offensiva segue le dichiarazioni del Presidente Trump, che ha definito il network una fabbrica di “Fake News”, invocandone la chiusura. Non è la prima volta che lo show finisce nel mirino: già lo scorso settembre una battuta di Kimmel su Charlie Kirk aveva scatenato tensioni analoghe.
Tuttavia, lo scenario attuale è molto più critico: l’ultima volta che la FCC ha revocato una licenza di trasmissione a un’emittente risale al 1969. Oggi, il pretesto per questa pressione sulle concessioni televisive del gruppo è una satira giudicata inaccettabile dai vertici governativi.
Dalla battuta su Melania alla sparatoria all’Hilton
La miccia che ha infiammato lo scontro è stata una battuta di Kimmel sulla First Lady durante un finto discorso per la cena dei corrispondenti: «Ovviamente anche la nostra First Lady è qui con noi stasera, guardate che bella, la signora Trump ha un’aria radiosa, come quella di una vedova in attesa di diventarlo».
Il commento è diventato un caso politico quando, sabato sera, un uomo ha aperto il fuoco fuori dal Washington Hilton durante il ricevimento, ferendo un agente del Secret Service e costringendo i Trump all’evacuazione. Kimmel si è difeso lunedì, chiarendo che l’ironia riguardava solo la differenza d’età (Trump compirà 80 anni a giugno, Melania ne ha 56): «Non si è trattato in alcun modo di un invito a sparare al presidente», ha puntualizzato, respingendo le accuse di aver istigato l’attentatore.
Su Truth Social, Trump è tornato all’attacco: «Quando la ABC Fake News Network licenzierà il per nulla divertente Jimmy Kimmel, che presiede in modo incompetente uno degli show con i rating più bassi della televisione? La gente è arrabbiata. Fareste meglio a sbrigarvi!!!».
Anche la First Lady Melania Trump è intervenuta duramente, definendo Kimmel un «codardo» e accusandolo di usare una «retorica odiosa e violenta volta a dividere il paese».
In attesa di scoprire gli sviluppi di questa intricata vicenda, che intreccia satira, politica e diritto di cronaca, la presa di posizione di Meryl Streep resta un segnale potente a favore della libertà d’espressione.
