Il Marché du Film di Cannes ha annunciato i 10 compositori internazionali scelti per la settima edizione di Spot the Composer, in programma dal 15 al 18 maggio 2026.
Il format al Marché du Film di Cannes esiste dal 2020, nasce con il supporto di SACEM, l’ente francese di gestione dei diritti musicali, e mette i partecipanti dentro una serie di incontri individuali con registi e produttori in cerca di musica originale per film in sviluppo o già in produzione. Accanto agli incontri, il format prevede anche panel e masterclass dedicate al mondo della musica per film, pensate sia per i partecipanti sia per gli accreditati del mercato.

Spot the Composer 2026: Cannes seleziona 10 compositori
I nomi scelti questo 2026 sono:
- Rémi Boubal | Francia
- Wissam Hojeij | Francia
- Taul Katz | USA, Francia
- Aska Matsumiya | USA, Francia
- Qasim Naqvi | USA
- Alexander Parsons | Regno Unito
- Pauchi Sasaki | Perù
- Hiroko Sebu | Giappone, Francia
- Arthur Simonini | Francia
- Mirjam Skal | Svizzera
Basta leggere la lista per capire la linea del progetto: profili internazionali, percorsi transnazionali, compositori già presentabili in un contesto di mercato globale. La Francia pesa molto, sia come nazionalità sia come base professionale di diversi selezionati, ed è un dettaglio che dice qualcosa anche sul baricentro culturale del programma: un ambiente dove contano moltissimo presentazione, affidabilità relazionale e capacità di entrare subito nel radar giusto.
Composers on the Rise contro i problemi di ghostwriting
Il Marché du Film ha annunciato anche Composers on the Rise, un nuovo programma pilota dedicato ai talenti emergenti, segno che Cannes sta trasformando i compositori in una categoria sempre più visibile e formalizzata del proprio ecosistema professionale.
Mentre questi programmi vendono l’idea della collaborazione ideale, nel settore continuano a emergere problemi di ghostwriting, crediti mancanti e royalties perse per chi contribuisce davvero alla scrittura delle musiche senza essere riconosciuto. La campagna End Ghostwriting, sostenuta da The Ivors Academy, insiste proprio su questo: in una parte dell’industria audiovisiva il compositore può restare invisibile anche quando il suo lavoro è sostanziale.