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John Carpenter

John Carpenter su Halloween: le sue parole

Le rivelazioni inedite di John Carpenter su Halloween svelano perché ha lasciato il celebre franchise e come la musica abbia cambiato la sua vita.

Il maestro dell’horror ha raccontato di aver ritrovato un nuovo equilibrio personale dopo l’addio al set e di essersi dedicato completamente alla sua nuova grande passione.

L’eredità del male e un finale già scritto

Il nome di John Carpenter è legato indissolubilmente a Halloween – La notte delle streghe (1978), una pellicola fondamentale che ha ridefinito il genere horror moderno. Scritto insieme alla produttrice Debra Hill, il film ha fatto conoscere al mondo il misterioso Michael Myers e l’eroina Laurie Strode, proponendo una trama semplice ma estremamente efficace. Dopo aver ucciso la sorella nel 1963, Myers fugge dal manicomio per tornare nella cittadina di Haddonfield e seminare di nuovo il terrore.

Intervistato dalla testata britannica The Guardian, l’autore ha ricordato uno straordinario successo al botteghino da oltre 70 milioni di dollari a fronte di un budget ridottissimo. Nonostante la produzione volesse subito un seguito, il regista era convinto che la parabola narrativa si fosse già conclusa.

“Non pensavo che fosse rimasta alcuna storia da raccontare”, ha spiegato Carpenter, aggiungendo che le case di produzione avrebbero realizzato un nuovo capitolo in ogni caso. Per questo motivo decise di firmare la sceneggiatura di Halloween II – Il signore della morte (1981), senza però occuparsi della regia.

John Carpenter tra assegni e nuova vita

Con il passare del tempo la saga è cresciuta attraverso numerosi seguiti e vari reboot, ma i contratti originali hanno garantito al creatore un importante ritorno economico per ogni nuovo progetto. L’artista ha spiegato con ironia che la casa di produzione ha preso il controllo del marchio continuando però a pagarlo regolarmente: “Mi siedo sul divano e mi arriva un assegno in mano. Che c’è di male? Devo ammetterlo, con tutta la ribellione che c’è al mondo, sono un felice capitalista”.

L’allontanamento dal set gli ha permesso di ritrovare un sereno equilibrio personale e di dedicarsi alla grande passione per le note musicali. Insieme al figlio Cody Carpenter e al figlioccio Daniel Davies, l’artista ha iniziato a registrare album e a esibirsi in tour internazionali, proponendo le sue storiche colonne sonore. “Ora suono musica. Voglio dire, non c’è niente di meglio di così. Davvero no”.

Il regista ha anche confessato come la pausa gli abbia fatto capire di aver bisogno di disintossicarsi da una vera e propria dipendenza dalla regia: “Ero esausto, poi ho preso questa lunga vacanza e più mi allontanavo da ciò che amavo, più ero felice. Mi sono detto: cosa sta succedendo? Ero dipendente dal fare cinema e avevo bisogno di riabilitazione. Così ho dovuto allontanarmene”.

Nonostante l’addio alla regia, John Carpenter non conserva alcuna amarezza e ricorda con affetto le grandi collaborazioni vissute durante la sua carriera: “Ho avuto grandi esperienze con gli attori. Ho amato lavorare con Sam Neill, Jeff Bridges, Kurt Russell e le mie protagoniste femminili sono state fantastiche. Li amo tutti, mi sono divertito tantissimo”.