E’ da poco uscito il trailer definitivo per la seconda parte di Cent’anni di solitudine, la serie TV Netflix tratta dal romanzo di Gabriel Garcia Marquez.
Cent’anni di solitudine è un romanzo scritto da Gabriel Garcia Marquez nel 1967. L’opera, attraversando le vicende della Famiglia Buendia, ripercorre la storia del Sud America coloniale e postcoloniale. E’ stata portata sul piccolo schermo da Netflix, con una serie TV avviata nel 2024. La prima parte si era interrotta con l’attacco di Aureliano Buendia contro il paese di Macondo.
La seconda parte di Cent’anni di solitudine
Il trailer presentato oggi si apre ripercorrendo la storia sulla nascita del paese:
“Macondo è stato fondato da José Arcadio Buendia, e lui ha avuto due figli: Aureliano, un militare esemplare, e José Arcadio, un avventuriero di mare”.
La vicenda successivamente narrata parte da queste premesse. José Arcadio Segundo, nell’incapacità di decifrare un manoscritto, si è rivolto a Fernanda. Il tutto è dominato dall’angosciante nostalgia provata dall’uomo verso il suo passato.
Fernanda del Carpio
Nel trailer viene introdotta Fernanda, personaggio che avrà un ruolo centrale nella seconda parte della serie. La donna affascina Aureliano Segundo con la sua bellezza, nonostante l’uomo sia già in una relazione con Petra Cotes. Dopo essere stata sposata da Aureliano Segundo, Fernanda prende il controllo di Casa Buendia. Bigotta, austera e autoritaria, obbliga sua figlia alla clausura.
“E’ molto difficile interpretare un personaggio così importante, in un’opera che secondo alcuni non può essere trasposta sullo schermo”,
ha affermato Margarita Rosa de Francisco, che interpreta Fernanda nei suoi ultimi anni di vita.
“Quello che dovevamo fare era ritrovare noi stessi nell’opera, per poterle essere fedeli”.
Cent’anni di solitudine e il realismo magico
Il realismo magico non è nato con Cent’anni di solitudine, ma quest’ultimo ne è stato il maggior esponente. Nell’opera, infatti, elementi paranormali d’origine folkloristica e leggendaria si fondono con vicende che, per altri versi, sono del tutto verosimili. Nella lotta contro totalitarismo e colonialismo narrata da Cent’anni di solitudine, il passato e il presente si uniscono, avviando una spirale che ne confonde i limiti. Queste caratteristiche si sono riflesse nella trasposizione televisiva del romanzo, dando vita a personaggi
“quasi mitologici, che si trovano in una dimensione semidivina”.
La produzione della seconda parte
“Dovevamo allinearci su un sacco di cose, affinché questa produzione potesse decollare: c’erano almeno 1500 persone al lavoro”,
ha affermato l’attore colombiano Emmanuel Restrepo.
“Non ho mai visto niente di simile. Spero di rivederlo presto”.