Mammina, il nuovo film con Jessica Chastain, parla di personaggi che non abitano la memoria, ma la struttura invisibile della realtà.
L’Altra Mamma, essere soprannaturale interpretato da Jessica Chastain in Mammina, non è solo una figura che ritorna. E’ qualcosa di più sottile: è il principio secondo cui ogni elemento rimosso dalla coscienza continua a esercitare la propria influenza sull’ordine delle cose.
Mammina e il ritorno del rimosso
L’essere umano vuole avere il controllo della realtà. Archivia immagini, riscrive ricordi, recide legami. Eppure la mente non è un sistema isolato. È un labirinto di simboli, associazioni e porte socchiuse. Ciò che viene escluso dalla superficie non scompare: si limita a cambiare forma, sedimentandosi nell’inconscio per riaffiorare attraverso fessure inevitabili. E, in Mammina, queste fessure lasceranno emergere segreti di famiglia.
La trama
La famiglia di Bella (Arabella Olivia Clark), protagonista del film, tenta di congelare il reale, di trasformare singoli istanti in oggetti immobili, manipolabili e sacrificabili. Tenta di tagliar fuori l’Altra Mamma in modo definitivo, di separare la sua presenza dal contesto. Ma cosa accade quando l’elemento escluso rifiuta la geometria imposta dalla volontà umana? Questa è la domanda cui cerca di rispondere Rob Savage, attraverso un film su una presenza oscura da cui è impossibile scappare.
La simbologia dell’Altra Madre
L’archetipo della madre incarna l’origine e il vincolo, la protezione e l’assorbimento. È la matrice dalla quale proveniamo, ma anche il simbolo di ciò che ci precede e ci sopravvive. Quando questa figura si trasforma in presenza perturbante, il familiare diventa estraneo, e l’origine stessa si converte in un enigma. La ragione cerca una spiegazione. L’intuizione percepisce una struttura. L’istinto, nel frattempo, riconosce che qualcosa non obbedisce alle regole consuete.
Il fascino di Mammina, il nuovo film con Jessica Chastain
E’ proprio in questa tensione che risiede il fascino di Mammina: nella possibilità che l’orrore non nasca dall’ignoto assoluto, ma da qualcosa che conosciamo fin troppo bene. Non tutte le ombre provengono dall’esterno. Alcune emergono dalle fondamenta delle nostre certezze, altre si insinuano nei ricordi che consideravamo innocui. E certe presenze, reali o simboliche, non chiedono il permesso per fare ritorno. Ma in fin dei conti, se qualcosa continua a tornare, è perché ne siamo perseguitati, oppure perché la realtà intende ricordarci ciò che stiamo tentando di dimenticare? Mammina è arrivata al cinema.