Walter Veltroni porta al cinema quarant’anni di Gialappa’s Band e, inevitabilmente, quarant’anni di televisione e costume italiano. L’assurda storia della Gialappa’s Band è stato presentato il 20 ottobre negli Special Screening della 21ª Festa del Cinema di Roma e arriverà nelle sale italiane dal 22 ottobre, distribuito da Medusa Film.
Al centro del documentario ci sono Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto, partiti nel 1985 dai microfoni di Radio Popolare e diventati un caso quasi unico nello spettacolo italiano: tre voci capaci di costruire una presenza televisiva riconoscibile senza trasformarsi in personaggi da mostrare davanti alla telecamera.
Veltroni usa quella storia per attraversare programmi, comici e trasformazioni della tv italiana, mettendo insieme una lunga galleria che comprende Aldo, Giovanni e Giacomo, Antonio Albanese, Fabio De Luigi, Paola Cortellesi, Michele Foresta, Corrado Guzzanti, Maurizio Crozza, Neri Marcorè, Maccio Capatonda e molti altri. Il film è una produzione Tramp Limited in associazione con Medusa Film.
L’assurda storia della Gialappa’s Band: tre voci dentro la televisione italiana
Il punto di partenza di L’assurda storia della Gialappa’s Band è proprio l’anomalia che ha accompagnato il trio fin dall’inizio: essere conosciutissimi senza farsi vedere. Marco Santin durante l’incontro alla Festa del Cinema di Roma, ha raccontato
“La cosa più difficile era proprio far accettare ai giornalisti il fatto che non ci facevamo mai vedere”.
Per Walter Veltroni, quell’assenza dal video non è soltanto una curiosità ma una delle ragioni dell’unicità della Gialappa’s. Il regista descrive il mondo costruito dal gruppo come un universo popolato da figure fuori asse, più vicino al surreale che alla satira tradizionale, nel quale negli anni sono passati alcuni dei nomi più riconoscibili della comicità italiana.
Il documentario dura 105 minuti secondo il programma ufficiale della Festa del Cinema di Roma e ripercorre gli esordi radiofonici, l’arrivo in televisione e quattro decenni nei quali il trio ha imparato a usare gli stessi materiali della tv contro la tv: partite di calcio, reality, programmi improbabili, errori, tic e personaggi involontariamente comici.
Walter Veltroni: “Hanno fatto ridere e pensare gli italiani”
Veltroni individua nella continuità della Gialappa’s uno degli elementi più difficili da spiegare: tre persone incontratesi quasi per caso, rimaste insieme per decenni e capaci di attraversare formati e generazioni senza trasformare radicalmente la propria identità.
“Il film racconta la storia assurda di tre ragazzi che non si conoscevano, hanno cominciato a lavorare insieme e per quarant’anni hanno fatto ridere e pensare gli italiani senza mai mostrarsi”.
Dietro il repertorio di battute, montaggi e programmi c’è quindi anche una specie di storia laterale del Paese. Cambiano la televisione commerciale, il calcio, i reality, il linguaggio politico e i modi di diventare famosi; le tre voci restano invece riconoscibili proprio perché continuano a osservare tutto da una posizione leggermente esterna.
La Gialappa’s sulla comicità di oggi: “Meno soldi, più talk politici”
Il confronto con la televisione contemporanea è emerso anche durante la presentazione romana. Giorgio Gherarducci ha ricordato una stagione nella quale esistevano maggiori investimenti nei programmi comici, produzioni inevitabilmente più costose rispetto ai talk show.
Sul rapporto con il calcio, uno dei territori nei quali la Gialappa’s ha costruito la propria identità, Gherarducci ha ricordato invece una resistenza tutta italiana: “L’idea era: “non si sputa sul sagrato”. Prendere in giro il calcio significava intervenire su qualcosa che la televisione trattava spesso con una serietà quasi religiosa.
Santin e Gherarducci hanno allargato il ragionamento al presente: secondo loro i talenti comici non sono scomparsi, sono diminuite soprattutto le risorse destinate agli show costruiti per far ridere. Nel frattempo sono cresciuti programmi meno costosi, a cominciare dai talk politici, che secondo Santin finiscono talvolta per produrre comicità anche senza averla programmata.
Dal 22 ottobre al cinema con Medusa
L’assurda storia della Gialappa’s Band arriva nelle sale italiane giovedì 22 ottobre, distribuito da Medusa Film. Il film è prodotto da Attilio De Razza e Nicola Picone, con la collaborazione di Anna Foglietta e Paolo Sopranzetti, ed è realizzato da Tramp Limited in associazione con Medusa Film e in collaborazione con Blu One Lab.
Nel documentario compaiono, tra gli altri, Antonio Albanese, Aldo Baglio, Claudio Bisio, Marcello Cesena, Paola Cortellesi, Fabio De Luigi, Gioele Dix, Michele Foresta, Max Giusti, Luciana Littizzetto, Maccio Capatonda, Neri Marcorè, Alessia Marcuzzi, Francesco Paolantoni, Giacomo Poretti, Giovanni Storti, Teo Teocoli e Simona Ventura, oltre a Cesareo, Elio e Faso.
Gherarducci, però, ha indicato forse il criterio più adatto per giudicare il film: «Sono contento soprattutto del fatto che questo documentario non sia troppo celebrativo. Non l’avrei apprezzato».
Del resto sarebbe stato curioso celebrare solennemente tre persone che per quarant’anni hanno costruito buona parte della propria carriera facendo esattamente il contrario.
