Ricordati Ragazza Claudia Gerini

Claudia Gerini alla Festa del cinema di Roma 2026: le conquiste delle donne raccontate in Ricordati ragazza

Claudia Gerini porta alla Festa del Cinema di Roma Ricordati ragazza, un film che attraversa oltre un secolo di emancipazione femminile partendo da un gesto che per una diciottenne di oggi può sembrare quasi ordinario: andare a votare.

Presentato il 25 ottobre nella sezione Special Screenings, il film nasce in occasione degli ottant’anni dal primo voto delle donne in Italia e mette in dialogo finzione, testimonianze e materiali d’archivio. Gerini parte dalle suffragette, passa per le ventuno Madri Costituenti e arriva alle conquiste e alle contraddizioni del presente.

“I diritti non sono mai scontati”.

Prodotto da Luce Cinecittà con Rai Cinema, in collaborazione con Camera dei Deputati, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e Ministero della Cultura, Ricordati ragazza arriverà successivamente anche sulla Rai. È inoltre la prima produzione cinematografica alla quale la Camera dei Deputati abbia collaborato direttamente.

Ricordati ragazza, Claudia Gerini parte da una diciottenne che non vuole votare

Al centro del film c’è Matilde, interpretata da Caterina Quintavalla. Ha diciotto anni, può votare per la prima volta, ma considera quell’appuntamento molto meno interessante di una giornata al mare con le amiche.

Sono la madre Maria Grazia, interpretata da Paola Minaccioni, e la nonna Nella, Pia Engleberth, a spostare il suo sguardo. La storia familiare diventa così l’ingresso in una vicenda collettiva che conduce dal primo voto femminile del 1946 alle battaglie per la piena cittadinanza delle donne. Nel cast figura anche Lia Grieco.

Gerini evita però la forma della lezione illustrata. La parte di finzione convive con fotografie, documenti e immagini dell’Archivio Luce e di altri archivi italiani, mentre un secondo percorso segue simbolicamente Vittoria e quattro amiche attraverso differenti momenti dell’emancipazione femminile.

“Non ho voluto realizzare una lezione di storia, ma un racconto capace di avvicinare questa vicenda a chi guarda e di far sentire quanto ci appartenga”.

Il materiale dell’Archivio Luce e le ricostruzioni realizzate anche con l’IA

Il punto di partenza di Ricordati ragazza è stato proprio il materiale storico. Gerini racconta di essersi trovata davanti a una quantità enorme di interviste, documenti, leggi e immagini da trasformare in un racconto cinematografico.

“Il materiale di archivio è stato il punto di partenza”

L’obiettivo era fare dialogare linguaggi differenti: testimonianze, immagini storiche e scene ricostruite, alcune delle quali realizzate anche attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale. La regista descrive il montaggio di questi materiali come «un puzzle infinito».

Nel film intervengono Luciana Castellina e le storiche Debora Migliucci e Patrizia Gabrielli; trova spazio anche la testimonianza storica di Nadia Gallico Spano, una delle ventuno donne elette all’Assemblea Costituente.

È proprio sulle Madri Costituenti che Gerini insiste maggiormente. «Si parla sempre di padri e non di madri costituenti», osserva, ricordando il ruolo avuto da quelle donne non soltanto nell’affermazione dei diritti femminili, ma nella costruzione della società repubblicana. Tra le questioni che portarono nell’Assemblea figuravano temi ancora attuali come gli asili nido per le madri lavoratrici e la parità salariale.

Claudia Gerini: dai diritti conquistati alla rabbia dei giovani di oggi

Ricordati ragazza non rimane però confinato nel 1946. Il confronto tra Matilde e le generazioni che l’hanno preceduta serve a Gerini per interrogarsi anche sulla partecipazione politica dei ragazzi di oggi.

La regista vede una generazione nuovamente disposta a scendere in piazza, ma dentro uno scenario molto diverso: guerre, crisi climatica, disuguaglianze economiche e una sensazione diffusa di avere davanti prospettive sempre più strette.

“Dobbiamo trovare di nuovo una speranza perché questi ragazzi non sentono di averne tante”

Così dichiara Gerini, raccontando di accorgersene anche parlando con le proprie figlie. Per questo il percorso delle donne raccontato dal film non viene presentato come una battaglia conclusa, ma come la prova che modificare rapporti sociali apparentemente immutabili è possibile.

La frase che Gerini sceglie di ricordare arriva da Luciana Castellina:

“Essere donna è un lavoro di tutta la vita”.

La memoria, in Ricordati ragazza, non serve quindi a celebrare una conquista consegnata definitivamente alla storia, ma a mostrare quanto lavoro sia stato necessario perché diritti oggi considerati normali diventassero tali.

Ed è forse qui che il film trova il suo punto di contatto più netto con Matilde e con chi oggi ha diciotto anni: il voto con cui la ragazza apre il proprio percorso non è soltanto il risultato di una storia già scritta. È uno degli strumenti attraverso i quali quella storia continua.

Ricordati Ragazza Claudia Gerini