È stato presentato ieri a Los Angeles l’attesissimo Twisters di Lee Isaac Chung. La premiere, però, è stata a sorpresa interrotta dagli attivisti di una nota organizzazione non profit.
A quasi vent’anni dall’uscita di Twister di Jan de Bont, tornano sul grande schermo i cacciatori di tempeste. Twisters si presenta come un sequel stand-alone del suo predecessore, quindi con una trama del tutto indipendente.
A prendere il posto di Helen Hunt e Bill Paxton saranno Daisy Edgar-Jones e Glen Powell. Lei è Kate Cooper, un’ex cacciatrice di uragani, e lui è Tyler Owens, una superstar dei social media. Come nel cult del 1996 i due uniranno le loro forze per provare a prevedere, e magari domare, l’irruenza dei tornado.

Nei prossimi giorni ci sarà l’anteprima italiana di Twisters in programma al Taormina Film Festival che partirà domani sera. L’anteprima losangelina, avvenuta ieri sera, è stata colpita dalle proteste della PETA, associazione non-profit a sostegno dei diritti degli animali.
Twisters: la PETA contro le scene di rodeo
Una fonte del The Hollywood Reporter che si trovava all’interno del teatro ha spiegato la dinamica dell’accaduto. L’attivista, entrato in sala, è corso sul palco dove si trovavano membri del cast e ha urlato: “Non ci sono scuse per l’abuso sugli animali”. È stato allontanato, ma la protesta è proseguita all’esterno dove c’erano già decine di attivisti.
Il motivo del dissenso sono le scene di rodeo all’interno di Twisters, visibili già nel trailer rilasciato due mesi fa. Secondo la PETA le scene glorificherebbero la violenza e la morte degli animali. La richiesta è che la Universal riconosca le sue responsabilità e ammetta agli spettatori che gli animali subiscono gravi ferite.
La vicepresidente dell’associazione ha dichiarato: “Mentre i cacciatori di tornado rischiano volontariamente la loro vita, gli animali terrorizzati, vittime di bullismo senza pietà nelle arene dei rodeo, e costretti a ricreare scenari angoscianti per i film, non hanno scelta”.
La PETA, in una nota sul suo sito, ha chiesto anche agli spettatori di tenere conto di tutto ciò. Se il rodeo è illegale in molti paesi è perché gli animali coinvolti spesso si feriscono e muoiono. La produzione del film più importante dell’estate avrebbe dovuto tenerne conto.
Animali al cinema: un problema mai risolto
Non è la prima volta che la PETA insorge contro la produzione di un film. Quello dell’uso degli animali al cinema è, infatti, un tema controverso. Gli animali che vediamo nei film spesso vengono prelevati dal loro habitat naturale e addestrati con metodi non sempre ortodossi. Vengono poi noleggiati o venduti, e durante le riprese possono andare incontro a sedazione, o a mutilazioni per renderli inoffensivi.
Per non parlare dei tanti animali morti sul set in film come Ben Hur (1925) ma anche nella recente trilogia dello Hobbit. Soltanto nel primo capitolo, Lo Hobbit- un viaggio inaspettato, furono 27 gli animali a morire per negligenza, tra pecore e capre.
Tra gli ultimi film bersaglio della PETA troviamo The Fabelmans di Steven Spielberg per la scimmia, ma soprattutto Jackass Forever. Il quarto film della saga Jackass uscito nel 2022 è ricco di scene in cui sono presenti animali. Si va dalle api indirizzate ai genitali di Steve-O, allo scorpione messo in bocca a un altro attore.
Nel panorama italiano, invece, l’ultima polemica sul tema ha riguardato Nanni Moretti. L’ultimo film del regista, Il sol dell’avvenire, ha visto la presenza di elefanti e leoni per scene girate al centro storico. Diverse associazioni animaliste sono insorte contro il regista, ma anche contro il comune di Roma che ha fornito i permessi.
A far scattare la discussione alcune immagini che ritraevano tre leoni chiusi in piccole gabbie in attesa di entrare come comparse. La domanda delle associazioni rimane questa: perché, laddove oggi ci sono strade alternative, si continuano a utilizzare animali veri?