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Donne che vogliono vendetta
La vendetta è un piatto che va servito freddo, il cinema ce l’ha mostrato e, fortunatamente, negli ultimi anni sono tornate queste opere anche al femminile.
Paure. Ingiustizie. Violenze. Emancipazione. La vendetta, un’azione di danno – non necessariamente violente – contro qualcuno come risposta ad un danno ricevuto. Un sentimento puramente umano e parzialmente lontano dagli unici sentimenti realmente umani, ovvero l’empatia e la coscienza. Proprio in quanto umano, però, è un qualcosa che ci ha sempre attirati, e ci ha sempre divisi.
La settima arte ha cercato di farsi avanti molto meno di quanto abbia temuto possibili ripercussioni per i propri passi. Un’utopia irrealizzabile, come il paradosso di Achille e la tartaruga. Porsi come portavoce di una riconquista è stato apparentemente sempre facile, ma la sua rappresentazione simbolica, al femminile, è arrivata molto più raramente.
La vendetta
In generale, il cinema è sempre stato incredibilmente affine alle tematiche della riappropriazione e della vendetta come mezzo ultimo per riuscere a raggiungerla. Che sia per un riscatto sociale, che sia riprendersi qualcosa che è stato portato via o che sia, a volte, anche semplicemente per il gusto di farlo, e basta.
Quentin Tarantino ci ha praticamente costruito una filmografia, e lo stesso si può dire di Clint Eastwood – da Gli spietati fino a Gran Torino. Anche il genere western è stato ed è ancora lo scenario perfetto, come lo sono l’altissimo numero di action movie copia-e-incolla dagli anni ’80 fino ai giorni nostri, da Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger a Liam Neeson e Jason Statham.
Blink Twice
Il cinema al femminile è sempre stato trascurato, in quel senso. Non esiste una filmografia così fornita di spunti di vendetta dal lato del femminile, eppure, ci sono tutti i presupposti. Ci vuole anche coraggio nel riuscire a trasformare simbolicamente un’ordinarietà subdola ed omissiva, fatta di silenzio ed invisibilità, in una storia di vendetta. Opere con la forza di Jeanne Dielman, ce ne sono pochi.
Zoe Kravitz ha deciso di esordire nel 2022 con lo stupendo Blink Twice, un’accusa fortissima e senza mezzi termini. Un film che non si limita a proteggere la figura femminile nella società contemporanea, ma che riesce ad imporsi come uno spaccato divisorio tra il mondo ipercapitalista dei cyber-ricconi alla Jeffrey Epstein e quello semplice e monotono del piccolo popolino.

Send Help
Proprio come la Frida di Naomi Ackie finisce col ribaltare la situazione e, giustamente, ad appropriarsi di un mondo che non le appartiene – e che lei stessa cambierà profondamente – così la Linda di Rachel McAdams in Send Help, compie un percorso di emancipazione che non culmina semplicemente con il dimostrare le iniquità della società in cui viviamo. Il sistema continua a girare nello stesso modo, e le donne possono fare ciò che fanno gli uomini.
In entrambi i mondi in cui entriamo, ci sono ombre come ci sono spiragli di luce. Sono donne sole, ambiziose, ordinarie. Sono donne che vengono usate, ma, in entrambi i casi, loro non lo sanno. Lo realizzano involontariamente, perchè il mondo che esiste attorno a loro, le ha sempre raccontato che fosse normale così. Allora, in un mondo folle, chi l’ha detto che, per essere dalla parte del giusto, bisogna usare solo le buone maniere?
Sola in mezzo al nulla
Fortunatamente, il recente film di Sam Raimi e la pellicola con Channing Tatum iniziano a non più un unicuum nella cinematografia. Nonostante in Italia siamo ancora molto distanti, nel resto del mondo, in anni recenti, ne abbiamo visti di film: The Substance e ancora prima Revenge di Coralie Fargeat, Furiosa di George Miller, Una donna promettente di Emerald Fennell, A Vigilante di Sarah Daggar-Nickson.
Ci vuola molto di più, ma potremmo essere su una buona strada. Certo, il problema è anche la mancanza di lavoro per autrici e registi donne, ma anche la mancanza di intenzioni nel voler proporre e trattare in questo modo, argomenti di questo calibro. Ma, i grandi artisti si vedono anche da questo e, anche persone ormai disprezzevoli come Tarantino, vent’anni fa facevano Kill Bill…