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Le uscite al cinema di luglio 2026: Odissea di Christopher Nolan

Film stupidi per persone intelligenti

Un nuovo filone di film ci ha convito tutti di essere cervellotici puzzle, senza pensarli come operazioni al bivio tra autorialità e botteghino.

Pochi giorni fa è riemerso nella disdicevole pagina di Netflix Sto pensando di finirla qui, al momento ultima opera di uno dei più grandi e brillanti sceneggiatori contemporanei Charlie Kaufman, già scrittore di Essere John Malkovich e Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Da allora sono passati più di cinque anni e, pare che, prima di poter rivedere il cineasta all’opera, bisognerà aspettare che qualche produzione gli affidi i soldi che lui cerca.

Il 16 luglio uscirà nelle sale cinematografiche italiane Odissea, l’ultimo sforzo – in tutti i sensi – di Christopher Nolan alla regia e che ha generato un’attesa incredibile già dallo scorso anno, dal primo annuncio, dal primo teaser. Già dallo scorso anno, innumerevoli quantità di posti sono stati prenotati, un’immenso numero di biglietti sono stati venduti. Ma cosa c’è nella creazione di queste opere oltre all’intento commerciale?

Christopher Nolan

Christopher Nolan è il figlio di un incrocio tra l’autorialità invendibile dello Stanley Kubrick di 2001: Odissea nello spazio e del primo David Lynch con la commercialità popolare di Guerre stellari di George Lucas e di Steven Spielberg. Dall’esordio Following nel 1998 a Oppenheimer, molto è cambiato nel suo modo di lavorare e nelle sue modalità di spinta cinematografica. Sperimentare l’originalità rimane ancora la chiave per il successo?

Purtroppo oppure giustamente, Nolan ha vissuto negli ultimi anni una rivalutazione critica popolare relativamente spietata, un pò come anche Quentin Tarantino, due autori spesso associati. Inception non è quel groviglio di idee geniali, Interstellar presenta una quantità di buchi più grandi del Buco Nero che realizza e The prestige esalta un vuoto femminile costante nella filmografia del regista.

L’obiettivo

Dal 1975, fatidico anno in cui uscì il primo blockbuster estivo della storia, ovvero, Lo squalo, molto è cambiato nel sistema produttivo di Hollywood. Molto è cambiato nel cinema, molto è cambiato nel mondo. L’evoluzione naturale nel passaggio dagli anni ’80 al nuovo secolo ha dilaniato il concetto, deflettendolo in una serie di direzioni che sono culminate principalmente con il filone supremo dei cinecomic della Marvel.

Ma quanto può esserci di un’autore in un’operazione commerciale che gli affida di media circa 130 milioni di budget a film – su un totale di dodici pellicole girate in quasi trent’anni – su un’aspettiva di quasi 600 milioni a film, per un totale di circa sei miliardi di dollari generati con i propri progetti. Quanto può l’obiettivo finale di una produzione inficiare sulla qualità artistica? Puro snobbismo e mero populismo?

Film

Film intelligenti per pesone stupide

Ovviamente, parlare di intelligenza e stupidità è tanto superfluo quanto stupido – scusate la ripetizione forzata. Ovviamente, non si parla di persone ma di prodotti. E forse, solo forse, è proprio questo il problema. Parliamo di prodotti. La sottile linea rossa di demarcazione tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato sbiadisce dietro ai codici personali di ciascuno di noi. Molto spesso, la popolarità e la sua commercialità rende tutto più odiabile.

Proprio come il già citato Tarantino, molto spesso il processo di neutralizzazione di un’artista passa proprio dal suo livello di appetibilità agli occhi del pubblico. E più diventa apprezzato, più è esposto alla luce delle critiche. L’arte di sopravvalutarsi e di sminuire. Il punto non è tanto il giudizio generale su tutto, ma piuttosto quello che un’artista subisce dal momento in cui viene reputato altezzoso.

2 + 2 = 5

Il discorso si applica alla perfezione con Christopher Nolan dal momento in cui i suoi film vivono nella sfera del cinema commerciale ma le sue idee viaggiano per linee d’onda così nitidamente profonde. E’ un pensiero molto difficile da riuscire a districare in un articolo. In Italia, potremmo dire che il suo corrispettivo – più o meno – è quello di registi come Paolo Sorrentino e Luca Guadagnino, acclamati a livello internazionale.

Ma, tutto sommato, tutto questo discorso porta unicamente alla costruzione di un pensiero pregiudicato. Infatti, la recente inclinazione critica verso Nolan ha aperto uno stupidissimo dibattito a priori sul suo ultimo lavoro e su questioni interne alquanto effimere – di ruoli attribuiti alla ricostruzione storica. E, in ogni caso, qualsiasi sia il responso, il film è stimato ad avvicinarsi al miliardo di incasso e con qualche manciata di candidature ai prossimi premi Oscar.