Aldo, Giovanni e Giacomo sono riusciti nel grande salto dal teatro comico al cinema, riuscendo inizialmente a non sacrificare la tecnica e a far ridere.
L’Italia è da sempre uno dei paesi che ha sfornato il maggior numero di artisti, cabarettisti e comici, partendo dal mondo del teatro e dell’avanspettacolo con figure come quelle di Ettore Petrolini e le varie personalità della dinastia familiare degli Scarpetta e dei De Filippo. Con l’arrivo della televisione e già con il cinema, la commedia italiana si è espansa sempre di più.
Tra gli anni ’50 ed i ’60 nasce, almeno mediaticamente, il genere della commedia all’italiana, esportato internazionalmente da autori geniali come Mario Monicelli, Dino Risi e Luigi Comencini e da star come Alberto Sordi, Vittorio Gassman e Totò. Però, negli ultimi quarant’anni la comicità italiana ha preso una piega molto declinata, se non per qualche piccolo lampo di genialità, come quelli mostrati dal trio Aldo, Giovanni e Giacomo.
Aldo, Giovanni e Giacomo
Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti iniziano la loro carriera insieme nel 1991, anno in cui formano ufficialmente il trio. Dopo qualche anno in sordina, si fanno notare a Il Circo di Paolo Rossi, per poi esplodere prima nel 1993 con l’esordio teatrale de I corti e due anni dopo con l’inizio del loro rapporto lavorativo con Arturo Brachetti e la Gialappa’s Band.
Nel 1997 iniziano una proficua collaborazione con il regista mestierante Massimo Venier ed il produttore Paolo Guerra, sfidando chiunque gli avesse negato le porte del cinema: esordiscono con Tre uomini e una gamba, che guadagna 40 miliardi di lire. Riescono a mantenere un ritmo ed un tempismo comico perfetto, trasformando i loro sketch in un film quasi ad episodi, che, infatti, non è sicuramente il migliore per tecnica.
Il grande esordio melodrammatico
Dopo il loro grande esordio, i tre proseguono e concludono la loro “trilogia” con Marina Massironi nel giro di due anni: nel 1998 esce Così è la vita, 39° miglior incasso italiano di sempre e film on the road, pieno zeppo di alte citazioni cinematografiche. Nel 2000, invece, esce Chiedimi se sono felice, forse l’opera migliore dei tre. Una pellicola divertente e melanconica, che trova i suoi punti di forza nelle interpretazioni e nella splendida sceneggiatura.
Nel 2002, invece, esce La leggenda di Al, John e Jack, un film impossibile ambientato a New York, che è costato troppo ed ha incassato troppo poco, ma che con il tempo è diventato un cult assoluto. Il più sottovalutato ed il film che, per tecnica, spicca nettamente sopra agli altri, grazie anche ad un’ottima fotografia. Due anni più tardi, esce Tu la conosci Claudia?, film molto piatto che segna la fine del periodo d’oro del trio.

Il declino
Mentre continuano a teatro, Aldo, Giovanni e Giacomo si prendono una pausa che termina nel 2008, quando si affidano a Marcello Cesena per realizzare Il cosmo sul comò, un nuovo film, questa volta ad episodi. Tralasciando qualche trovata simpatica, il film è pessimo, noioso e fastidioso, senza nulla da dire e nulla di divertente. Questo segna l’inizio di un periodo cupo, cinematograficamente parlando, per il trio.
Nel 2010, Paolo Genovese sembra risollevare brevemente le speranze quando gira La banda dei Babbi Natale, un simpatico e godibile film natalizio, che è però succeduto dall’orrendo Il ricco, il povero e il maggiordomo e, nel 2016, da Fuga da Reuma Park, possibilmente uno dei film più brutti mai realizzati, nonchè un misero e squallido canto del cigno che sembrava chiudere nel peggiore dei modi la carriera di Aldo, Giovanni e Giacomo.
Il (falso) ritorno
Dopo un 2016 disastroso, seguono quattro anni di nulla, finchè non annunciano il ritorno di Venier alla regia del loro nuovo film: Odio l’estate, il film che doveva segnare il ritorno del trio ai giorni di gloria. Seppur ha buoni incassi ed il pubblico lo elogia, il film non è quasi mai divertente e sembra meramente reinterpretare cose già viste. Il grande giorno, il loro film successivo, riesce anche a fare peggio, portandosi però a casa un David dello spettatore.
Insomma, nonostante si senta dire che il trio sia tornato, non è proprio così. Sempre meglio smettere quando si capisce non poter andare più in alto di quanto non si sia già arrivati, ma così non è stato. Il 4 dicembre uscirà il loro docu-film Attitudini: nessuna, diretto da Sophie Chiarello, che, speriamo, possa dimostrarsi il giusto tributo ad Aldo, Giovanni e Giacomo e che, speriamo, possa essere l’ultima opera che i tre lasciano in eredità.