LGBTQIA+, il film del Pride Month che parla a tutti noi
LGBTQIA+, Ti auguro ogni bene arriva al cinema nel cuore del Pride e racconta identità, appartenenza e il diritto di esistere senza chiedere permesso.
LGBTQIA+. Nel giorno del Roma Pride e nel mese dedicato alla visibilità delle comunità queer, arriva nelle sale italiane Ti auguro ogni bene, esordio alla regia di Tommy Dorfman tratto dall’omonimo romanzo di Mason Deaver.
Un film che sceglie di raccontare l’identità non binaria non come eccezione o manifesto, ma come esperienza umana universale: quella di chi cerca un luogo nel mondo in cui poter essere sé stesso.
Un’uscita simbolica nel mese del Pride
L’arrivo di Ti auguro ogni bene nelle sale italiane il 18 giugno assume un significato che va oltre la semplice programmazione cinematografica. Distribuito nel pieno del Pride Month, il film si inserisce in una stagione culturale che invita a riflettere sul rapporto tra identità, rappresentazione e cittadinanza emotiva.
Non è soltanto un film LGBTQIA+. È un’opera che interroga il modo in cui costruiamo l’idea stessa di appartenenza.
Chi può sentirsi a casa? Chi ha il diritto di essere riconosciuto? E cosa accade quando il primo rifiuto arriva proprio da coloro che dovrebbero amarci incondizionatamente?
La trama: il coraggio di dire chi si è
Protagonista della storia è Ben, adolescente che trova il coraggio di dichiararsi non binario ai propri genitori.
La reazione è brutale: viene allontanato da casa e costretto a ricominciare altrove. Ad accoglierlo è la sorella maggiore Hannah, con la quale il rapporto era da tempo interrotto, insieme al compagno Thomas.
Inizia così un percorso di ricostruzione personale fatto di nuove amicizie, paure, primi amori e tentativi di immaginare un futuro possibile.
La forza del racconto sta nella sua capacità di spostare lo sguardo dal trauma alla rinascita. Il coming out non è il punto di arrivo della narrazione, ma il suo inizio.
Oltre le etichette LGBTQIA+: un coming of age sulla vulnerabilità
Per anni il cinema queer è stato chiamato a svolgere una funzione pedagogica: spiegare, rappresentare, giustificare.
Ti auguro ogni bene prova a compiere un passo ulteriore.
Ben non è definito esclusivamente dalla sua identità di genere. È un adolescente ansioso, fragile, creativo, innamorato. Come tutti.
La sua esperienza diventa allora una lente attraverso cui osservare qualcosa di più grande: il bisogno umano di essere riconosciuti.
Tommy Dorfman e la politica della tenerezza
Per Tommy Dorfman, già nota come attrice e attivista transgender, si tratta dell’esordio dietro la macchina da presa.
La sua regia privilegia i dettagli emotivi, gli spazi intermedi, le sfumature dell’esperienza.
La politica del film non passa attraverso il conflitto spettacolarizzato ma attraverso la tenerezza. Mostrare un adolescente non binario che ride, sbaglia, ama e cresce diventa un gesto profondamente politico proprio perché restituisce complessità a una soggettività troppo spesso ridotta a categoria. O a macchietta.
Un cast che accompagna il percorso di Ben
Accanto al protagonista Corey Fogelmanis troviamo Alexandra Daddario nel ruolo della sorella Hannah, Cole Sprouse nei panni di Thomas e Lena Dunham come eccentrica insegnante d’arte.
È grazie a questa rete affettiva Ben riesce a immaginare una vita diversa da quella che sembrava già scritta.
Non solo comunità LGBTQIA+
Il film pone una domanda che vale per tutte e tutti: cosa significa essere accolti?
Nel giorno in cui migliaia di persone attraversano le strade di Roma per celebrare il Pride, Ti auguro ogni bene ricorda che la visibilità non è un traguardo acquisito ma una pratica quotidiana.
Ben ci insegna qualcosa di radicale: la libertà non consiste nell’essere compresi da tutti, ma nel trovare gli spazi in cui non dobbiamo più nasconderci.
Ed è forse questa la ragione per cui Ti auguro ogni bene arriva nel momento giusto. Perché, nel cuore del Pride Month, ci ricorda che ogni lotta per il riconoscimento è, prima di tutto, una lotta per la possibilità di esistere.
