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Spaghetti Western: 3 film da scoprire oltre a Leone

Gli Spaghetti Western, ovvero i film western prodotti in Italia a partire dal 1964, sono centinaia ma molto spesso ci concentriamo solo sul grande Sergio Leone.

Nel 1964 esce al cinema Per un pugno di dollari di Sergio Leone e il genere western non sarà mai più lo stesso. La pellicola dà il via a un filone che conta centinaia di titoli e che sarà fortunatissimo almeno per un decennio, per poi funzionare sempre meno.

Ora, non ci sono dubbi sul fatto che i migliori spaghetti western siano quelli di Leone ma credo che in mezzo a tanta altra roba scadente ci siano alcuni titoli veramente degni di nota. Django di Sergio Corbucci che è appena tornato nelle sale in occasione dei 60 anni dalla sua uscita ne è un esempio lampante.

Vediamo quindi altri 3 titoli selezionati direttamente per voi con l’obbiettivo di approfondire il genere e conoscere qualche altro film oltre ai già noti.

Il grande silenzio

Corbucci nel 1968 realizza questo spaghetti western di altissimo livello. Siamo nello Utah innevato e un uomo ingiustamente accusato di alcuni cimini viene ucciso da un famigerato bounty killer. La famiglia dell’uomo assolda un pistolero chiamato Silenzio, per via del fatto che da bambino gli sono state tagliate lo corde vocali dall’assassino dei suoi genitori, per uccidere il cacciatore di taglie.

L’ambientazione è poco comune per il genere ma gli dà un fascino veramente incredibile. Molte scene sono state d’ispirazione a Tarantino per il suo The hateful eight. La regia è ottima come anche le scene delle sparatorie. Gli attori sono uno più bravo dell’altro, sopra a tutti Klaus Kinski e Jean Louis Trintignant. L’epica tipica del genere non manca neanche per un istante e il finale è veramente inaspettato e rivoluzionario per questo tipo di pellicole. Da scoprire il prima possibile.

Il mio nome è nessuno

Questa pellicola è stata diretta da Tonino Valerii nel 1972. Qualche scena sembra sia stata diretta anche da Leone ma non accreditato. Il periodo in cui il western riflette sulla fine del genere stesso raccontando il tramonto di un’era, un momento di passaggio e la fine del mito è appena iniziato. Questo vale sia per il western italiano che per quello americano.

Nessuno è un abilissimo pistolero interpretato da Terence Hill, sulla cresta dell’onda dopo i due Trinità. Quando incontra il suo idolo, il pistolero Jack Bauregard interpretato da Henry Fonda, decide che se egli vuole ritirarsi dovrà prima uscire di scena in grande stile, per mantenere viva la leggenda. Nessuno vuole che Jack sfidi da solo Il mucchio selvaggio, una banda di 150 pistoleri criminali che “cavalcano e sparano come se fossero mille“.

Il film è straordinario e le scene girate da Leone si intuiscono e sono meravigliose. Ci sono dei momenti comici di Terence Hill che non fanno per niente perdere punti a una pellicola che parla del mito del west, della frontiera, ormai al suo tramonto con tutti i suoi eroi al seguito. Chi dice di amare il western non può non aver visto questo film. Epica allo stato puro.

Keoma, la fine dello Spaghetti Western

Anche se siamo nel 1976, Keoma di Enzo G. Castellari con protagonista Franco Nero ha ancora qualcosa da dirci. Keoma è un mezzosangue reduce della guerra di secessione che torna al suo paese natale. Appena arrivato trova un’epidemia di peste e un ricco signore che comanda il paese e ha dei conti in sospeso con lui assieme ai suoi tre fratellastri.

La trama è anche abbastanza convenzionale, tutto sommato è una storia di vendetta e di regolamenti di conti. La cosa che lo rende un western atipico è l’ambientazione con la peste sullo sfondo. Sembra che i personaggi si muovano in delle lande desolate quasi ultraterrene. Degno di nota è poi il fatto che Keoma ha spesso dei dialoghi con la Morte, impersonata da una vecchia signora che solo lui può vedere. Quindi abbiamo di fronte degli elementi che si distaccano da ciò a cui eravamo abituati ma quando ormai è stato detto tutto, questa è l’unica soluzione per mantenere vivo il genere.

Keoma è quindi un film che rimane classico per certi aspetti ed è innovativo e atipico per altri. In ogni caso da recuperare dato che è troppo poco conosciuto.