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Tribeca 2026: 103 world premiere e star da Tarantino a Rudd
Tribeca 2026 svela la lineup del 25° anniversario: 118 film, 103 world premiere, Tarantino attore, Paul Rudd, Aubrey Plaza e doc su AI, TikTok e politica.
Tribeca compie 25 anni e per l’edizione 2026 mette subito un numero sul tavolo: 118 lungometraggi in programma, con 103 world premiere, oltre a 86 corti. Il festival si terrà a New York dal 3 al 14 giugno 2026 e l’impianto è quello di sempre, ma gonfiato per l’anniversario: grandi nomi, molto documentario musicale, parecchi titoli americani a forte richiamo e una selezione che insiste su tecnologia, politica, social media e cultura pop.
Tribeca 2026 punta sul format-evento tra musica e red carpet
L’apertura del 3 giugno è affidata a Earth, Wind & Fire (To Be Celestial VS That’s the Weight of the World) di Questlove, già annunciato nei giorni scorsi, con performance live degli Earth, Wind & Fire e dei Roots dopo la proiezione. La chiusura del 13 giugno sarà invece Alicia Keys: Girl From Hell’s Kitchen, omaggio firmato da One9 alla New York dell’artista, accompagnato da una sua apparizione speciale.
Dopo alcune proiezioni sono previsti set o performance di Sara Bareilles, Peter Frampton, Mumford & Sons, The LOX, Magdalena Bay, Noga Erez e Ori Rousso.
Aubrey Plaza, Paul Rudd e Quentin Tarantino guidano i titoli più visibili
Sul lato narrativo, i titoli da richiamo sono molti e abbastanza facili da mettere in fila. Aubrey Plaza produce e interpreta The Accompanist di Zach Woods, insieme a Susan Sarandon. Katie Holmes scrive, dirige e recita in Happy Hours, dove ritrova Joshua Jackson.
Paul Rudd è nel dramma Rain Reign, storia di una dodicenne neurodivergente che cerca il proprio cane dopo una supertempesta. Poi uno dei titoli più attesi: Only What We Carry di Jamie Adams, girato in sei giorni sulla costa della Normandia, con Quentin Tarantino davanti alla macchina da presa accanto a Sofia Boutella, Charlotte Gainsbourg, Lizzy McAlpine e Simon Pegg.
Nella stessa fascia alta della lineup ci sono anche The Last Day con Alicia Vikander e Wagner Moura, The Revisionist con Alison Brie, André Holland, Tom Sturridge e Dustin Hoffman, Clean Hands con Zach Braff, e In the Hand of Dante di Julian Schnabel, già marchiato come release Netflix.
I film da tenere d’occhio su AI, deepfake e social media
Nel documentario spicca Probably Nothing to Worry About, presentato da Tribeca come un film sulle origini dell’intelligenza artificiale, raccontate da chi l’ha costruita, con al centro la rivalità tra i protagonisti del settore e la domanda finale su salvezza o distruzione.
Sul versante piattaforme arriva TikTok Never Dies, che segue tre influencer mentre la battaglia sul ban di TikTok avanza fino alla Corte Suprema, con il film che lega direttamente mezzi di sostentamento, libertà di parola e controllo delle piattaforme.
C’è poi Deepfake, satira narrativa tra Stati Uniti e Italia in cui una trentenne si affida a consulenti Gen Z per rifarsi un’identità, e Miss Representation: Rise Up, che collega la reazione contro i progressi femminili a un ecosistema tecnologico pensato anche per silenziare.
Documentari, politica e nostalgia: l’altra metà della lineup
L’altra grande colonna del cartellone è il documentario, e Tribeca pesca da sport, memoria americana, cultura pop e media.
Playing POTUS passa dalle imitazioni di Chevy Chase a quelle di Maya Rudolph, spiegando come le caricature presidenziali abbiano finito per incidere sul racconto pubblico della politica. Doc Meets World riunisce Danielle Fishel, Will Friedle e Rider Strong per il trentennale di Boy Meets World. Chris & Martina: The Final Set porta in scena Chris Evert e Martina Navratilova tra rivalità, amicizia e cure oncologiche. Bob and David Climb Machu Picchu mette insieme Bob Odenkirk e David Cross.
Odyssey usa oltre 2.500 ore di archivio per tornare dall’ascesa della NASA fino ad Apollo 13. E IX XI, con dodici racconti personali sull’11 settembre, torna a toccare il nervo fondativo di Tribeca, nato dopo gli attacchi del 2001 per ricucire Lower Manhattan.
I numeri veri del 25° anniversario di Tribeca
La selezione 2026 rappresenta 143 filmmaker provenienti da 44 Paesi, con 55 registi esordienti.
Tribeca sottolinea anche che nei film in concorso il 48% è diretto da donne e il 50% da filmmaker BIPOC. I corti sono 86, con 45 world premiere, e i biglietti singoli saranno messi in vendita il 28 aprile.
Dentro questi numeri si legge anche l’economia del festival: una macchina da 118 lungometraggi, 103 anteprime mondiali e decine di nuovi autori che deve insieme attirare pubblico, partner, copertura mediatica e possibili compratori.
Presentato da OKX, Tribeca 2026 usa quindi il peso dei nomi e delle tematiche per tenere alta l’attenzione, offrendo titoli su AI, TikTok, deepfake, rappresentazione e politica mediatica che provano a raccontare dove si stia spostando davvero il conflitto culturale.