Cinema: un piccolo prequel, inizialmente previsto solo come una normale anticipazione, ha finito con il diventare un prodotto dal grandissimo successo.
Nel mondo del cinema, il colpo di scena è sempre dietro l’angolo. Come in questo caso, nel quale un semplice e piccolo prequel ha raggiunto un enorme riscontro di pubblico.
Cinema, il prequel semplice ma potente
Come A Knight of the Seven Kingdoms, prequel di Game of Thrones, è divenuto un successo con grandi oscillazioni.
Lo showrunner e co-creatore Ira Parker parla a EW del suo approccio alla commedia, della scena iniziale con la cacca, del finale e di altri rischi che si sono poi rivelati vincenti.
Le parole di Ira Parker
Ha dedicato enorme tempo alla cacca, e questa è già una sorpresa.
Il singolo momento nei primi minuti dello spin-off di Game of Thrones è quello che lo ha tenuto impegnato per più tempo, per essere realizzato nel dettaglio e senza sbavature.
Dunk (Peter Claffey), un apprendista alto e ingenuo di un cavaliere errante, impugna la spada del suo ormai compianto maestro, Ser Arlan di Pennytree (Danny Webb), il quale è sul punto di intraprendere una missione che gli consentirà di diventare un nobile guerriero di Westeros.
Ma prima di ciò, deve pensare a fare ciò che richiede la natura. Dietro un albero.
“Abbiamo provato tantissimi suoni diversi- dice Parker ai microfoni di Entertainment Weekly riferendosi al mixaggio- Abbiamo provato tantissime versioni diverse della cacca. E’ una di quelle cose in cui ognuno ha ottenuto la versione migliore, eppure ad alcuni non è piaciuta per niente.
Sarebbe potuta andare molto male, ed è una delle nostre prime grandi gag. Prestiamo attenzione a ogni singolo, minuscolo dettaglio.”
Dice di non aver minimamente ipotizzato che quel singolo e buffo episodio potesse attirare l’attenzione in modo così grande.
“Temo che per alcuni abbia distolto l’attenzione da tutto ciò che stavamo facendo nell’episodio 1, il che non era assolutamente nelle mie intenzioni, soprattutto così presto in una serie.”
Proprio una settimana prima della premiere ufficiale, Parker ha deciso di cancellare la sua presenza sui social media, finendo comunque con il ricevere alcuni commenti e pareri da familiari e amici. Ha iniziato solo di recente a riattivare i vari profili.
Si dice comunque soddisfatto del risultato, con alcuni che hanno avuto una reazione violenta alla scena, il che per lui è un complimento.
“In fin dei conti, cosa c’è di più divertente di una scoreggia? Se non riuscite a riderci sopra, non so, mi dispiace un pò per voi.”
Non c’era ovviamente una premessa esplicita di creare una sitcom televisiva ambientata nel mondo di Game of Thrones.
Ma secondo il regista ha tutti i mezzi per poter essere definita una sitcom classica. La ritiene più simile a I Soprano o a The Wire.
“Pensate a quanto fosse fottutamente divertente The Wire. Quel monologo iniziale con McNulty (Dominic West) che parla di Snot Boogie (Juan Beckham).
E’ geniale se riesci a fondere le due cose in modo impeccabile: fare qualcosa di così brutale come avere un bambino morto per le strade di Baltimora e allo stesso tempo avere una sorta di normale, oscura e umana leggerezza che deve necessariamente emergere in situazioni del genere.”
Inizialmente Parker si scusava per alcune scene, ora invece è contento dei commenti ricevuti e del riscontro del pubblico.