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Paramount sfida Netflix: l’AI cambierà lo streaming

Paramount nomina Barak Turovsky capo della consumer AI: l’obiettivo è portare intelligenza artificiale, personalizzazione e monetizzazione dentro Paramount+ e Pluto TV.

L’arrivo di Barak Turovsky come executive vice president e head of consumer AI è il segnale che per la nuova Paramount, guidata da David Ellison, la sfida non è soltanto produrre film, serie e franchise, ma trasformare le piattaforme in prodotti tecnologici capaci di competere con l’aggressività della Silicon Valley.

La nomina, annunciata internamente da Dane Glasgow, chief product officer della società ed ex dirigente Meta, assegna a Turovsky il compito di costruire e far crescere il team AI/ML di Paramount e applicare quelle tecnologie alle aree più sensibili del business digitale, da Paramount+ a Pluto TV.

La nuova battaglia è dentro le piattaforme streaming

Nel memo inviato ai dipendenti, Glasgow parla di un momento “critico” nell’evoluzione dell’azienda. Paramount intende usare l’intelligenza artificiale per intervenire sul punto in cui oggi si gioca buona parte del futuro dello streaming, cioè il rapporto quotidiano tra utente, catalogo e piattaforma.

Personalizzazione, scoperta dei contenuti, platform intelligence, engagement, monetizzazione. Un territorio decisivo, su cui si erge l’infrastruttura invisibile che decide cosa vediamo, quanto restiamo, cosa clicchiamo e come una piattaforma riesce a trasformare attenzione in ricavi.

Paramount+ deve rendersi più competitiva nel mercato affollato dello streaming premium; Pluto TV, gratuita e sostenuta dalla pubblicità, vive direttamente della capacità di trattenere l’utente e venderne l’attenzione agli inserzionisti. In entrambi i casi, l’AI non serve a “migliorare l’esperienza dell’utente”, ma a renderla più conversazionale e predittiva.

Il curriculum di Turovsky passa da Google dove ha lavorato per oltre un decennio su prodotti legati all’AI linguistica e alla commercializzazione di tecnologie applicate a Search, Ads, YouTube, Cloud, Translate e Android, fino ai ruoli senior in General Motors, Cisco e Trax. Insomma non un creativo con un’infarinatura tecnologica, ma una figura adatta a scalare la loro infrastruttura.

David Ellison vuole una Paramount più tech che nostalgica

Dopo la chiusura dell’operazione Paramount, David Ellison aveva sintetizzato il problema industriale con una frase: “Se non sei in grado di costruire un prodotto tecnologico davvero competitivo con ciò che arriva dalla Silicon Valley, non puoi competere”. La nomina si inserisce perfettamente nella linea tracciata da David Ellison .

Secondo Ellison il baricentro di Hollywood si è spostato verso lo streaming, e un grande catalogo senza un grande prodotto digitale rischia di diventare una biblioteca male illuminata: piena di cose preziose, ma incapace di guidare il pubblico nei suoi meandri.

È proprio lì, tra raccomandazioni, cataloghi, advertising, retention, interfacce e comportamento degli utenti, che l’intelligenza artificiale incontrerà meno resistenza. Hollywood continuerà a produrre storie, ma sempre di più saranno le piattaforme a decidere quali storie meritano di emergere, quali resteranno sepolte nel catalogo e quali finiranno davvero davanti ai nostri occhi.