Skip to content Skip to footer
Marché du Film di Cannes 2026: largo a AI e creator economy

Hell Grind, il primo lungometraggio AI presentato a Cannes

Hell Grind, film sci-fi heist generato con Higgsfield AI, dura 95 minuti, è costato meno di 500mila dollari e riapre il caso AI nel cinema.

Hell Grind è il titolo che in queste ore sta facendo più rumore al Marché du Film di Cannes: un lungometraggio sci-fi heist / action-fantasy realizzato interamente con strumenti di intelligenza artificiale sulla piattaforma Higgsfield AI.

La durata indicata è di 95 minuti, il budget dichiarato è inferiore ai 500.000 dollari, con circa 400.000 dollari spesi solo in potenza di calcolo. La produzione arriva dalla startup di San Francisco Higgsfield AI, che lo presenta come una prova tecnica destinata anche agli studi hollywoodiani.

Hell Grind: trama, Cannes e produzione AI

Il film è diretto da Aitore Zholdaskali e co-scritto con Adilkhan Yerzhanov, regista kazako già passato dal programma ufficiale di Cannes. La storia segue quattro ladri di strada, Roco, Lulu, Jax e Rein, il cui colpo va fuori controllo quando Roco attiva per errore un antico artefatto: Lulu viene trascinata in un portale verso gli inferi e il gruppo finisce in una corsa tra templi tibetani, Giappone feudale e creature demoniache. Il lancio promozionale usa la formula: “Fantasy as tragedy. Action as grief”.

Hell Grind viene presentato nel contesto del mercato e degli eventi intorno al festival, quindi la notizia va distinta dalla selezione ufficiale competitiva. Il film viene venduto soprattutto come dimostrazione di scala: non il solito corto AI da social, ma un’opera lunga, con personaggi, ambienti e azione generati end-to-end su Higgsfield.

Secondo i dati diffusi, il team era composto da 15 professionisti tra registi, direttori della fotografia ed editor. La lavorazione AI sarebbe durata 14 giorni. Higgsfield paragona il costo a quello di una produzione tradizionale simile, stimata intorno ai 50 milioni di dollari. È un confronto pubblicitario, ma il numero ha l’obiettivo di mostrare agli studios che una parte dell’immaginario action-fantasy può essere prodotta con una spesa drasticamente più bassa.

Dopo WAiFF, Higgsfield entra nel circuito parallelo dell’AI a Cannes

Per capire dove si inserisce Hell Grind, bisogna guardare anche a ciò che è successo intorno a Cannes prima del suo screening del 21 maggio. Il World AI Film Festival, ha portato sulla Croisette un programma dedicato a film, corti, spot, serie, sceneggiature e musiche generate o realizzate con un uso significativo dell’intelligenza artificiale. Un circuito parallelo, con premi, selezioni internazionali e un AI Film Market, nato proprio mentre il Festival ufficiale continua a distinguere con cautela tra AI usata come supporto tecnico e opere guidate principalmente dalla generazione artificiale.

Jean-Michel Jarre, ambasciatore del festival, ha parlato di “immaginazione aumentata” e ha chiesto regole per una tecnologia che oggi somiglia ancora al Far West. Gong Li, presidente del WAiFF, ha riconosciuto che l’AI può essere controversa, ma può anche aprire nuovi modi di immaginare le storie. Claude Lelouch ha visto nella generazione artificiale una camera capace di produrre immagini non ancora filmate, pur chiedendosi se possa restituire la scintilla degli attori sul set. Mathieu Kassovitz è andato oltre: ha detto che il suo prossimo film, un dramma ambientato nella Seconda guerra mondiale, senza AI costerebbe 60 milioni, ma ha anche avvertito che molti lavoratori di base dei reparti cinematografici potrebbero essere sostituiti.

I numeri dietro Hell Grind: 16.181 generazioni per 253 inquadrature

Hell Grind arriva in questo contesto, ma con un’ambizione diversa: non il corto sperimentale, non la demo da laboratorio, bensì un lungometraggio di 95 minuti pensato come prova industriale. Per i primi 25 minuti sarebbero state necessarie 16.181 generazioni video, poi ridotte a 253 inquadrature finali. JoBlo parla di un rapporto di selezione di circa 64 a 1: sessantaquattro tentativi per ottenere una clip utilizzabile. Il lavoro umano si sposta così su prompt, scelta, scarto, montaggio e coerenza visiva.

I prompt usati per migliaia di clip arrivavano in media a circa 3.000 parole, con indicazioni su illuminazione, tipo di camera, stile visivo e realismo fisico: al posto del set quindi c’è una sceneggiatura tecnica sterminata, scritta per essere letta da un modello.

La difficoltà maggiore resta oggi mantenere la continuità di personaggi, oggetti e ambienti lungo un film completo. Higgsfield avrebbe usato anche strumenti esistenti come Google Veo 3, aggiungendo un proprio livello proprietario per la consistenza visiva.

Hell Grind è in definitiva il prodotto di una tecnologia ancora instabile, che sembra parlare meno alla platea e più ai fogli Excel degli studios: quanto costa generare un mostro, quanto costa un inseguimento, quanto costa un inferno digitale quando il set scompare e resta la generazione video?

Ma soprattutto: quanto fa risparmiare?