Nadine Labaki, finalmente un nuovo film in cantiere
A sette anni da Cafarnao, premiato a Cannes 2018, Nadine Labaki è pronta a tornare alla regia: è in fase di sviluppo il quarto film della regista libanese.
È tra le cineaste più interessanti degli ultimi vent’anni. Nata a pochi kilometri da Beirut, classe 1974, è riuscita con le sue pellicole, squisitamente legate alla sua terra, a varcare i confini del Libano e a farsi conoscere (e, soprattutto, apprezzare) a livello internazionale.
Ha esordito con Caramel, commedia agrodolce e poetica tutta al femminile (qui la nostra recensione), e poi, alzando l’asticella ma mantenendo la freschezza e la dolcezza del suo esordio, ha raccontato la guerra di religione con E ora dove andiamo?, ancora una volta attraverso lo sguardo arguto e disperato delle donne.

È Cafarnao, però, terza prova dietro la macchina da presa, che ha rappresentato un vero spartiacque della carriera di Nadine Labaki, apice del suo successo ma anche inizio di un periodo che definisce “difficile”. In un’intervista perVariety Lounge durante il Red Sea Film Festival, in cui è giurata, ha raccontato l’esperienza vissuta per il film vincitore del Premio della Giuria a Cannes, e ha anticipato che sta scrivendo il suo prossimo lavoro.
Cafarnao, dall’Oscar alle accuse
In un crescendo di intensità drammatica dopo Caramel e E ora dove andiamo?, nel 2018, Nadine Labaki presenta a Cannes Cafarnao. Il film, che viene candidato come Miglior Film Internazionale, racconta la cruda odissea di Zain, un bambino cresciuto tra tante difficoltà in un quartiere povero di Beirut. Dopo un’erranza, che la regista rappresenta senza tentativi di consolazione, Zain decide di portare in tribunale i suoi genitori con l’accusa di averlo messo al mondo.
Cafarnao è certamente un film che ferisce, disarma, e che racconta il tema della procreazione da un’ottica nuova, mettendo al centro la responsabilità degli adulti e le conseguenze della loro negligenza sui bambini. Nel farlo Labaki traccia un quadro disperato e sofferente che, per quanto realistico, è sembrato eccessivo a qualcuno. La regista è stata accusata, infatti, di aver sfruttato la sofferenza vera di un bambino (perché Zain era davvero un rifugiato) per un’opera che punta alla pietà al fine di conquistare premi.
A tal proposito Labaki ha dichiarato: “Per me, il 2019 è stato l’anno in cui ho realizzato davvero tutti i sogni che facevo da bambina. Sono andata agli Oscar, sono andata a Cannes dove ho ottenuto il Premio della Giuria, ai Golden Globe, ai BAFTA, ai César, a tutto. Ma il 2019 è stato l’anno più difficile della mia vita. A livello emotivo è stato molto duro, molto difficile, anche se è stato così pieno di successi. Ci sono sempre molte, molte, molte cose che arrivano con questo tipo di riconoscimento e successo, e a volte anche il contraccolpo è difficile da affrontare”.
Per questo motivo ha deciso di prendersi una pausa dalla regia: “Per me, il modo migliore era stare su un set con meno responsabilità, con meno stress, perché ne avevo bisogno. Avevo bisogno di sentire che stavo lavorando, ma non ero pronta a iniziare a lavorare su un altro film mio o a scrivere un altro film. Emotivamente non ero pronta. Avevo bisogno di tempo” ha aggiunto. Dopo sette anni, però, ha finalmente deciso di rimettersi in gioco.
Nadine Labaki: “Potrebbe svolgersi in diversi Paesi…”
Dopo aver raccontato gioie e dolori del suo paese, Nadine Labaki potrebbe lasciare, almeno per questo quarto progetto, il suo Libano. Ai microfoni di Variety Lounge ha confermato che è in lavorazione il suo prossimo film: “Ci sto lavorando, sto scrivendo il mio prossimo film e spero che, se tutto andrà bene, gireremo l’anno prossimo. Ma ci vorrà un po’ di tempo, non è un progetto facile”.
Per quanto riguarda la location la regista non ha ancora preso decisioni ufficiali ma anticipa che: “Potrebbe svolgersi in diversi Paesi… questo è ciò a cui sto puntando”. Nuova ambientazione e, chissà, forse nuovi temi per una regista che finora ha abituato i suoi estimatori a pellicole commoventi, curate nella sceneggiatura e nello stile, e dal grande cuore. Non ci resta che aspettare, e scoprire cosa sta preparando per questo attesissimo ritorno in sala.