Paul McCartney ha qualcosa da dire a Sam Mendes sul suo interprete nei quattro film sui Beatles con Paul Mescal, Harris Dickinson, Joseph Quinn e Barry Keoghan.
Paul McCartney ha una richiesta precisa per Sam Mendes, regista dei quattro film dedicati ai Beatles: non rappresentarlo più basso rispetto agli altri componenti della band. L’ex bassista dei Fab Four ha sollevato la questione dopo aver visto un’immagine dal set di The Beatles – A Four-Film Cinematic Event, il progetto cinematografico che racconterà le vicende del gruppo attraverso quattro film, ciascuno dedicato a un membro della formazione.
A interpretare Paul McCartney sarà Paul Mescal, affiancato da Harris Dickinson nei panni di John Lennon, Joseph Quinn in quelli di George Harrison e Barry Keoghan nel ruolo di Ringo Starr.
Paul McCartney all’attacco di Sam Mendes: Paul Mescal troppo basso
Nel corso del podcast Good Hang, McCartney ha spiegato di aver già discusso con Mendes della questione. Il musicista sostiene infatti che le precedenti rappresentazioni cinematografiche dei Beatles abbiano spesso alterato le proporzioni fisiche tra i componenti della band.
Eravamo tutti alti uguali! Se guardate le fotografie, vedrete che siamo tutti alti uguali.
A convincerlo a intervenire è stata una fotografia delle riprese in cui i quattro protagonisti attraversano le strisce pedonali di Abbey Road, diventate celebri grazie alla copertina dell’omonimo album dei Beatles. Nell’immagine, secondo McCartney, il personaggio interpretato da Mescal risulta visibilmente più basso rispetto a quello di John Lennon.
Sulla conversazione avuta con Mendes, McCartney ha raccontato:
Gli ho detto: “Sam, c’è solo una cosa che devo dirti. Sai, Paul è un po’ più basso.
Dopo aver ricevuto il fermo immagine dal set, McCartney ha ribadito le proprie perplessità con un messaggio diretto:
Sam! Più basso? Non farlo! Avevi detto che non l’avresti fatto.
Il precedente di Nowhere Boy
Non è la prima volta che McCartney contesta una scelta simile in un film dedicato ai Beatles. Nel 2009, il musicista aveva già espresso il proprio disappunto a Sam Taylor-Johnson, regista di Nowhere Boy, biografia cinematografica incentrata sulla giovinezza di John Lennon.
Nel film, Aaron Taylor-Johnson interpretava Lennon, mentre Thomas Brodie-Sangster vestiva i panni di un giovane Paul McCartney. Anche in quel caso, il futuro autore di Yesterday si era ritrovato rappresentato come più basso e fisicamente meno imponente rispetto al compagno di band. In una scena, il personaggio di Lennon arrivava persino a buttarlo a terra.
Il mio personaggio sembra un po’ un debole, più basso di John. John mi butta a terra. E io penso: “Sam, non è andata così!”.
La risposta della regista, che il musicista considera ancora una buona amica, non lo aveva convinto: “Questo è un film, non un documentario”.
Ma Paul McCartney non demordeva:
Non mi piaceva questa spiegazione, ma non potevo fare nulla, perché a quel punto il film era già stato realizzato. Ed eccomi lì, il piccolo Paul. John, il grande eroe imponente. E invece no! Non è andata così.
I quattro film sui Beatles arriveranno al cinema nel 2028
Il progetto di Sam Mendes, prodotto con il sostegno di Sony Pictures, porterà sul grande schermo quattro storie complementari dedicate a John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr. Il titolo ufficiale è The Beatles – A Four-Film Cinematic Event e l’uscita nelle sale è fissata per aprile 2028.
L’obiettivo è distribuire i quattro film nello stesso periodo, offrendo al pubblico la possibilità di seguire le diverse prospettive sulla storia della band. La produttrice Pippa Harris ha affrontato il tema durante il BFI London Film Festival, spiegando che non è necessario vedere tutte le pellicole nello stesso giorno.
Gli spettatori potranno organizzare la visione nell’arco di alcune settimane, scegliendo se guardare un film alla volta oppure più titoli nello stesso fine settimana. La speranza della produzione, ha precisato Harris, è che il pubblico finisca per vedere tutte e quattro le opere.
Resta da capire se Mendes terrà conto delle osservazioni di McCartney e interverrà sulla rappresentazione delle differenze fisiche tra gli interpreti. Per il musicista, almeno su un punto, la fedeltà alla realtà sembra irrinunciabile: i Beatles non erano disposti in ordine di altezza.