Pierce Brosnan irriconoscibile in Giant
Nel primo trailer di Giant, Pierce Brosnan appare quasi irriconoscibile: capelli diradati, lineamenti appesantiti, occhiali, un portamento dimesso che sembra lontanissimo dalla compostezza elegante che per decenni lo ha identificato sullo schermo.
Giant, nel film diretto da Rowan Athale, Brosnan interpreta Brendan Ingle, il celebre allenatore che contribuì a forgiare il talento di Naseem Hamed, campione capace di rivoluzionare l’immaginario del pugilato britannico tra gli anni Novanta e i primi Duemila. A vestire i panni di Hamed è Amir El-Masry.
Un nuovo biopic sportivo
A colpire, almeno da queste prime immagini, è il modo in cui Giant sembra voler spostare il baricentro del classico biopic sportivo. Più che l’ascesa di un campione, il film sembra interessato al rapporto tra maestro e allievo: a quel passaggio quasi invisibile in cui qualcuno riconosce un talento prima ancora che questo impari a nominarsi.
La scelta di Brosnan funziona proprio per questo. La sua presenza porta con sé tutto il peso di un’immagine cinematografica consolidata, l’icona di GoldenEye, di Tomorrow Never Dies, di un certo glamour britannica e la mette deliberatamente in crisi. Il suo Brendan Ingle sembra un uomo consumato dal tempo, uno di quelli che hanno visto abbastanza vita da capire che il talento, da solo, non basta.
Nel trailer affiora anche un altro elemento che potrebbe rendere il film più interessante del previsto: la dimensione sociale. La vicenda di Hamed non è soltanto sportiva, ma attraversa la questione dell’identità, della differenza, del razzismo nella Sheffield degli anni Novanta. E qui il pugilato torna a essere quello che il cinema spesso racconta bene: non semplice disciplina atletica, ma costruzione di sé.
Se il rischio di ogni film sullo sport è quello di limitarsi alla retorica della vittoria, Giant sembra voler inseguire qualcosa di più umano e più fragile: il momento in cui un ragazzo comprende che la propria eccentricità può diventare forza.
E forse è proprio per questo che la trasformazione di Pierce Brosnan colpisce così tanto. Non perché sia sorprendente vederlo diverso, ma perché per una volta il corpo dell’attore non serve a nascondere la star: serve a raccontare, fin dal primo sguardo, un’intera biografia.
