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Robert Eggers

Robert Eggers, “no” a cellulari e automobili nei suoi film

Il regista newyorkese Robert Eggers, attualmente al cinema con il suo remake di Nosferatu, non ha intenzione di cedere al racconto contemporaneo.

Ha esordito soltanto nove anni fa con The Witch (2015), un horror storico ambientato nel 1630 in una famiglia puritana. Con The Lighthouse si è spostato nell’ ‘800 insieme a Robert Pattinson e al guardiano del faro Willem Defoe. The Northman lo aveva portato nel decimo secolo con l’Amleto di Alexander Skarsgård, e infine con Nosferatu torna ai primi decenni del diciannovesimo secolo.

Le sue narrazioni, oltre a essere caratterizzate da toni cupi, orrorifici, con fotografia scura, sono sempre ancorate al passato. Un passato neanche troppo recente che costringe a un grande e sempre affascinante lavoro diversi reparti artistici. Non è casuale che Nosferatu abbia ricevuto 4 candidature ai prossimi Oscar 2025 proprio nelle categorie scenografia, fotografia, costumi e trucco e acconciatura.

Qualche giorno fa è stato annunciato che il suo prossimo lavoro sarà Werewulf, film che affronterà un’altra figura mostruosa nota all’immaginario collettivo, quella del lupo mannaro. Robert Eggers, dunque, sembra avere le idee chiare su come lavorerà in futuro e non ha intenzione di cambiare direzione.

Nosferatu, tra i film in uscita a gennaio 2025

Robert Eggers: “Mi fa star male”

Il regista, che si è sempre detto appassionato al genere horror, sembra essere allergico ad alcuni elementi della modernità. In un’intervista concessa a Rotten Tomatoes ha raccontato i principali motivi che lo tengono lontano dalla narrazione contemporanea.

“L’idea di dover fotografare un’automobile mi fa star male. E l’idea di fotografare un cellulare è semplicemente la morte. Ma per realizzare una storia contemporanea devi fotografare un telefono, è così che funziona la vita, quindi no” ha dichiarato. Sui possibili periodi storici su cui potrebbe concentrarsi ha aggiunto: “Non so, potrei potenzialmente andare al 1950 ma prima della Seconda Guerra Mondiale è più attraente per la mia immaginazione”.

Una questione stilistica quella di Robert Eggers che realizza la sua idea di racconto cinematografico. Eliminare macchine e telefoni vuol dire privare la narrazione di una velocità meccanica, della luce artificiale, e tornare a un universo in cui la “presenza”, fisica ed emotiva del personaggio, è radicata. In un genere come il suo non può che essere una scelta interessante e funzionale.

Robert Eggers

Werewulf e il sequel di Labyrinth

Sull’onda del successo di Nosferatu (qui la nostra recensione), Robert Eggers ha già due nuovi intriganti progetti in cantiere. Per quanto riguarda Werewulf, il film sarà sostenuto dalla Focus Features e vede Eggers collaborare alla scrittura con il poeta Sjón. L’autore islandese lo aveva affiancato anche nella stesura della sceneggiatura di The Northman. Non ci sono ancora notizie certe ma il film potrebbe arrivare in sala a Natale 2026.

Sempre qualche giorno fa è stata confermata la notizia che il regista è entrato nel progetto del remake di Labyrinth. Il cult del 1986 tornerà al cinema grazie a TriStar Pictures con un’opera che sarà più un sequel che un remake dalle prime indiscrezioni. Eggers sta già lavorando alla sceneggiatura, i cui dettagli sono però ancora sconosciuti. Tra i produttori anche Chris Columbus ed Eleanor Columbus.