Disclosure Day, la recensione su Almanacco Cinema

Spielberg, gli UFO e la politica della disclosure

Spielberg collega Disclosure Day al documentario The Age of Disclosure: UAP, Congresso, Marco Rubio, Trump e il ritorno degli alieni al cinema.

Steven Spielberg torna agli alieni con Disclosure Day proprio mentre il tema UFO è già entrato nel circuito politico americano. Il film, interpretato tra gli altri da Emily Blunt e Wyatt Russell, uscirà nelle sale il 12 giugno 2026.

La promozione, stavolta, ha un alleato involontario: The Age of Disclosure, documentario del 2025 diretto da Dan Farah e dedicato alla presunta copertura governativa sull’esistenza di intelligenze non umane. Spielberg ha raccontato di aver visto e apprezzato il documentario, proprio mentre Disclosure Day era in lavorazione.

I due film non hanno un legame produttivo diretto, ma il dato significativo è che mentre Spielberg preparava il suo ritorno alla fantascienza aliena, intorno al film cresceva una campagna perfetta fatta di audizioni al Congresso, dossier, ex funzionari governativi e file desecretati.

Disclosure Day e The Age of Disclosure: Spielberg rientra nel momento giusto

The Age of Disclosure sostiene la tesi di una copertura durata ottant’anni sull’esistenza di vita intelligente non umana e su una presunta attività segreta di reverse engineering di tecnologie di origine non umana. Il documentario include 34 figure legate al governo degli Stati Uniti, all’esercito e all’intelligence. Tra i nomi citati ci sono l’ex Director of National Intelligence James Clapper e l’attuale Segretario di Stato Marco Rubio.

Oliver Stone ha definito The Age of Disclosure un punto di svolta culturale “once-in-a-generation”, legato a una presunta enorme copertura nella storia americana.

Dan Farah aveva già un legame con Spielberg, avendo lavorato come produttore a Ready Player One, uscito nel 2018. Farah ha raccontato che Incontri ravvicinati del terzo tipo ed E.T. sono i suoi due film preferiti e che senza l’impatto del cinema di Spielberg probabilmente non avrebbe mai realizzato The Age of Disclosure.

Trump, UAP, Tic-Tac e il lato politico della promozione aliena

Secondo Farah, una delle persone più importanti intervistate in The Age of Disclosure gli avrebbe anticipato che l’uscita del documentario avrebbe portato a una disclosure senza precedenti da parte della Casa Bianca entro pochi mesi. Farah collega questa previsione alla direttiva firmata da Donald Trump il 19 febbraio 2026, con cui il presidente avrebbe ordinato alle agenzie federali di desecretare prove relative agli UAP e all’intelligenza non umana.

E poi centinaia di file desecretati nell’ultimo mese: rapporti di incidenti militari, foto, video, documenti di intelligence, materiali legati a missioni di astronauti e avvistamenti storici risalenti agli anni Quaranta. Che tutto questo sia accaduto poche settimane prima dell’uscita di Disclosure Day è una coincidenza molto comoda anche per Spielberg.

Alla première newyorkese dell’8 giugno, Farah parteciperà insieme a due figure centrali del suo documentario: il comandante Dave Fravor, pilota della Marina che inseguì il celebre UAP “Tic-Tac” e testimoniò davanti al Congresso, e Jay Stratton, ex funzionario governativo che guidò l’indagine proprio sul caso Tic-Tac.

Stratton pubblicherà inoltre il 13 ottobre il memoir Out of the Shadows: Revealing the Truth About Non-Human Intelligent Life, presentato come un libro destinato a rivelare nuovi dettagli sul mistero della vita intelligente non umana. Farah sta già adattando il volume in una serie televisiva.

Il punto è stabilire chi controlla il segreto da far trapelare

Al Congresso, l’UAP Disclosure Act promosso da Chuck Schumer e Mike Rounds puntava a creare una raccolta ufficiale di documenti UAP presso i National Archives e a imporre una presunzione di divulgazione. Alla Camera, la task force sulla desecretazione parla di mancanza di trasparenza e di possibili rischi per la sicurezza nazionale.

Trump, promettendo di far identificare e rilasciare i file governativi su alieni, UFO e UAP,  ha trasformato il tema anche in uno strumento di comunicazione politica. Nel frattempo il Pentagono, attraverso l’AARO, continua a sostenere di non aver trovato prove verificabili di tecnologia extraterrestre o programmi di reverse engineering.

La disclosure, per ora, assomiglia quindi a una battaglia tutta americana sul potere di raccontare il segreto: archivi, intelligence, esercito, Casa Bianca, Congresso e industria dell’intrattenimento si contendono la stessa domanda, non soltanto cosa c’è nel cielo, ma chi ha il diritto di dire al pubblico cosa deve guardare.

E Spielberg fa la cosa che sa fare meglio: trasforma una fuga, un presunto segreto di Stato e un punto nel cielo in qualcosa che il pubblico vuole assolutamente guardare.