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Disponibile dal 20 marzo su Amazon Prime Video, Agente Zeta segna il ritorno del cinema d'azione spagnolo in grande stile.

Agente Zeta: nuovo spy-thriller spagnolo su Prime Video

Disponibile dal 20 marzo su Amazon Prime Video, Agente Zeta segna il ritorno del cinema d’azione spagnolo in grande stile.

Diretto da Dani de la Torre, che firma anche la sceneggiatura insieme a Oriol Paulo e Jordi Vallejo, con un cast guidato da Mario Casas, Mariela Garriga e Luis Zahera, affiancati da Nora Navas, Christian Tappán, Cristina Umaña, Ricardo de Barreiro e Pablo Álvarez.

Prodotto da Amazon MGM Studios e Fonte Films (la casa di produzione di Pablo Isla), il film vede Carla Pérez Albéniz e Fátima Dapena nel ruolo di produttrici esecutive.

Agente Zeta: trama e costruzione narrativa

La vicenda prende il via con un’esecuzione coordinata: quattro ex agenti dell’intelligence spagnola vengono eliminati simultaneamente in diverse parti del mondo. Il filo rosso che li unisce è la misteriosa “Operazione Ciénaga”, avvenuta anni prima in Colombia. Il CNI affida allora la missione a Zeta (Mario Casas), il suo miglior operativo, incaricato di proteggere l’unico sopravvissuto e fare luce su un passato che torna a presentare il conto. Al suo fianco agisce Alfa (Mariela Garriga), un’agente colombiana ambigua che sembra nascondere più di quanto riveli.

L’incipit è tra i più riusciti: l’immagine del Saturno che divora i suoi figli di Goya introduce subito un immaginario oscuro e macabro. L’opera — parte delle celebri Pitture Nere realizzate tra il 1819 e il 1823 e caratterizzate da figure angoscianti e allucinatorie — viene qui  trasferita da Madrid a New York, risultando perfettamente coerente con la violenza degli omicidi iniziali.

Tuttavia, dopo un’apertura così promettente, la pellicola si assesta su binari più prevedibili e ricorre a diversi cliché del genere senza apportare particolari elementi di novità. Il protagonista incarna il classico archetipo dell’agente in congedo, isolato e riluttante, che torna inevitabilmente in azione per motivi personali. Sebbene la trama risulti lineare e scorrevole, manca di veri guizzi: i colpi di scena, per quanto presenti, risultano spesso anticipabili.

Regia e punti di forza

Dani de la Torre punta con decisione sulla messa in scena, ed è qui che il film trova la sua dimensione migliore. Le sequenze d’azione —  tra inseguimenti, esplosioni e combattimenti — sono ben costruite, senza risultare mai eccessive. La regia, supportata da una fotografia curata e una palette cromatica ricercata, valorizza gli spazi urbani rendendoli vivi e popolati da personaggi di sfondo che conferiscono realismo a ogni scena.

Uno degli elementi più riusciti risiede nei flashback che ricostruiscono il passato dei personaggi secondari, in particolare i precedenti legati al narcotraffico e alle vicende dell’agente dell’ETA. In questi frangenti il racconto assume un tono più crudo e credibile, che spicca rispetto alla linearità più convenzionale della trama principale.

Sul piano attoriale, è Luis Zahera (As bestas: La terra della discordia) a rubare la scena con la prova più carismatica del film, confermandosi come una delle presenze più incisive del cinema spagnolo contemporaneo.

Agente Zeta: valutazione

Agente Zeta è uno spy-thriller solido sul piano tecnico, ma meno audace su quello della scrittura. Pur muovendosi in territori ampiamente esplorati, il film riesce a distinguersi per qualità visiva, posizionandosi qualitativamente sopra molte produzioni internazionali del medesimo genere.

 Un film che convince sicuramente più per come è girato che per cosa racconta.